Berlusconi contro il governo: "Giustizialista e pauperista. O noi o loro"
Il leader di Forza Italia accusa la nuova maggioranza di essere "contraddittoria, populista, non scelta dai cittadini con il voto". E chiama gli italiani "per bene" a mobilitarsi, a scendere in campo, ricordando l'esperienza del '94
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ROMA. Qualcuno aveva ancora dei dubbi sul reale atteggiamento di Forza Italia nei confronti del neonato governo gialloverde. Ma il videomessaggio arrivato da Silvio Berlusconi nella mattinata del 2 giugno è di una durezza senza precedenti. Nella forma, nella sostanza, e anche nei tempi. Viene inviato mentre Mattarella partecipa alla cerimonia all'altare della patria e la nuova Italia politica nata dal voto del 4 marzo sfila ai Fori imperiali. Berlusconi sembra prendere di mira soprattutto l'anima grillina della coalizione al governo. Ma non solo. Dice che il nuovo governo si regge su una maggioranza "contraddittoria" e "all'insegna del populismo", "non scelta dagli italiani con il voto".
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"In questo momento l'alternativa è o noi o loro", afferma. Accusa il nuovo governo di giustizialismo e pauperismo. "Ci opporremo al pauperismo e al giustizialismo, ad ogni atto che mette in pericolo i conti pubblici e il ruolo internazionale del nostro paese, il lavoro e il risparmio degli italiani, la nostra libertà". Un messaggio che ricorda un altro intervento, quello pronunciato al Colle, durante le consultazioni, che tanto irritò Salvini e - naturalmente - i Cinquestelle.
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"Gli italiani di buona volontà devono scendere in campo", dice ancora Berlusconi nel video di oggi. Un invito alla mobilitazione. "Venite con noi per aiutarci a costruire il nostro comune futuro". "Oggi l'Italia ha bisogno di ben altro", ha aggiunto il leader di Fi, "come nel 1994 quando facemmo nascere il centrodestra". Già, il 1994. Anche quell'esperienza politica nacque da una videocassetta. Nel messaggio si coglie la nostalgia per quell'Italia. Quella della sua discesa in campo.
"Ancora oggi ci dobbiamo mobilitare per dare voce a un'Italia che non può identificarsi né nel governo giallo-verde né nella sinistra. "Noi", ha sottolineato il leader di Forza Italia, "siamo per l'Europa, garante di pace negli ultimi 70 anni dopo due Guerre mondiali", ma "siamo anche consapevoli che l'Europa deve cambiare, rifondarsi dal basso". Insomma, il Cavaliere non rinuncia a una critica all'Unione. Ma si colloca fermamente in quel quadro, contro le tentazioni antieuropee di parte della nuova maggioranza. Sembra la pietra tombale per l'alleanza del centrodestra.
Un'altra leader della coalizione di centrodestra, Giorgia Meloni, conferma la scelta di astenersi sul voto di fiducia al governo Conte. "Voteremo i provvedimenti buoni che arriveranno", dice intervistata da Maria Latella, su Skytg24. Insomma, un atteggiamento dialogante. Tre alleati (ex), tre posizioni diverse.