Politica

Governo Conte, da Dostoevskij a Hans Jonas: tutte le citazioni del discorso del premier

(fotogramma)
Dal populismo russo come rivolta contro l'autocrazia al principio di responsabilità del filosofo tedesco: ecco i riferimenti concettuali di Conte
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ROMA - Dice una marea di volte “anche”. Pronuncia 33 volte “governo”, 31 volte “cittadini”, 22 volte “Paese”. Sottolinea che c’è “vento nuovo”, che è iniziata una “stagione nuova”. E cita Dostoevskij, Hans Jonas, Ulrich Beck. La difesa del populismo come rivolta contro l'autocrazia, il principio di responsabilità come guida dell'azione collettiva, le occasioni fornite dalla globalizzazione per implementare la giustizia. Il premier Giuseppe Conte presenta così al Senato il suo governo giallo-verde. Poco più di 60 minuti di discorso in cui è possibile osservare in filigrana cosa c’è – oltre ai testi di diritto - sugli scaffali della libreria del professore indicato da Di Maio e Salvini come primo ministro.
 
La struttura del suo elogio del populismo grillo-leghista è quella del discorso pronunciato da Fedor Dostoevskij in onore di Puskin l'8 giugno del 1880 a Mosca in occasione dell'inaugurazione del monumento dedicato al genio della letteratura russa. E’ lo stesso Conte a “denunciare” la citazione durante il suo discorso. Il tema è il populismo: “Se populismo è l'attitudine della classe dirigente ad ascoltare i bisogni della gente, allora ben venga".
 
Dal populismo russo al neo-gnosticismo di Hans Jonas. Di cui conte cita il concetto più noto, “pop”: il principio di responsabilità. La politica in grado di realizzare il cambiamento non deve perdere di vista  il “principio-responsabilità, che impone di agire non solo guardando al bisogno immediato, che rischia di tramutarsi in mero tornaconto, ma progettando anche la società che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti”.
 
Il terzo pilastro del Conte-pensiero è il teorico della globalizzazione Ulrich Beck. Il premier dice: “Nell'economia contemporanea, come ricorda il sociologo Ulrick Beck, il vero pericolo è la minaccia di non invasione da parte degli investitori, oppure la loro partenza”. La quarta citazione è invece per Philip Kotler, altrimenti detto il “guru del marketing”. Conte legge: “Le grandi società, che operano nello spazio transazionale, riescono a nascondere le loro ricchezze nei paradisi artificiali, mentre le piccole aziende e i piccoli contribuenti rimangono schiacciati da un'elevata pressione fiscale. Ha ragione Kotler: occorre ripensare il capitalismo”.
 
 
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