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Governo, partita aperta su sottosegretari e viceministri. Tutto rinviato alla prossima settimana

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini 
Continuano le trattative fra Lega e M5s, a cui spettano 20 sottosegretari e 5 viceministri. Tra i nodi da sciogliere la delega alle tlc e ai servizi. Ipotesi Guglielmi (Mediobanca) come direttore generale del Tesoro
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ROMA - È ancora aperta la partita sulla nomina del cosidetto "sotto-governo" gialloverde, ovvero i sottosegretari e i viceministri. Tutto è rinviato, riferiscono fonti parlamentari, alla prossima settimana. Le trattative, dunque, tra M5S e Lega continueranno senza sosta fino ad allora. Il dossier sarà affrontato infatti solo dopo la fiducia alla Camera, in programma per oggi. Poi, da domani sera a domenica, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà impegnato al G7 del Canada.
 
"Non siamo assolutamente ancora entrati nel merito dei sottosegretari, delle vicepresidenze e dei presidenti delle commissioni", ha risposto oggi il vicepremier Matteo Salvini a Radio Anch'io. Sulla stessa linea anche Luigi Di Maio: "Non abbiamo parlato di nomine" di governo, ha detto ieri sera rispondendo ai cronisti al termine dell'assemblea congiunta che si è tenuta in serata a Montecitorio fra i parlamentari pentastellati. L…
ROMA - È ancora aperta la partita sulla nomina del cosidetto "sotto-governo" gialloverde, ovvero i sottosegretari e i viceministri. Tutto è rinviato, riferiscono fonti parlamentari, alla prossima settimana. Le trattative, dunque, tra M5S e Lega continueranno senza sosta fino ad allora. Il dossier sarà affrontato infatti solo dopo la fiducia alla Camera, in programma per oggi. Poi, da domani sera a domenica, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà impegnato al G7 del Canada.
 
"Non siamo assolutamente ancora entrati nel merito dei sottosegretari, delle vicepresidenze e dei presidenti delle commissioni", ha risposto oggi il vicepremier Matteo Salvini a Radio Anch'io. Sulla stessa linea anche Luigi Di Maio: "Non abbiamo parlato di nomine" di governo, ha detto ieri sera rispondendo ai cronisti al termine dell'assemblea congiunta che si è tenuta in serata a Montecitorio fra i parlamentari pentastellati. Le caselle del "Sudoku" governativo non sono dunque ancora state riempite. Del resto il gioco di equilibri tra M5s e Lega non è facile da realizzare. Di certo si sa che 20 sottosegretari e 5 viceministri dovranno essere targati M5s e sembra assodato lo schema dell'alternanza per cui un ministro M5s dovrà essere coadiuvato da un vice di area Lega e viceversa, come forma di reciproca garanzia.
 
Nella riunione dei 5 stelle Di Maio ha spiegato che il quadro non è ancora definitivo e la riunione congiunta è stata l'occasione per festeggiare il nuovo governo subito dopo la prima fiducia ottenuta al Senato. Il capo politico pentastellato ha inoltre comunicato ai parlamentari i nuovi capigruppo che sostituiscono Giulia Grillo e Danilo Toninelli, promossi ministri rispettivamente della Salute e dei Trasporti. I nuovi presidenti dei gruppi sono Stefano Patuanelli al Senato e Francesco D'Uva alla Camera.
 
L'auspicio di molti è che vengano recuperati alcuni di coloro che erano stati inseriti nella squadra di governo presentata prima delle elezioni. Tra gli altri si fanno i nomi di Emanuela Del Re per gli Esteri. All'Economia grande fermento riguardo ai sottosegretari che affiancheranno Giovanni Tria: nella Lega è assai citato Alberto Bagnai, come pure Armando Siri, l'uomo della flat tax. E circola anche il nome di Michele Geraci, professore che ha già lavorato alla fusione dei programmi cinquestelle-Lega. Per il Movimento si fa invece il nome di Laura Castelli come viceministro. Mentre Antonio Guglielmi, capo Equity Market di Mediobanca, viene citato come possibile direttore generale del ministero dell'Economia.
 
Ma è ancora da sciogliere il nodo delle deleghe pesanti, dalle telecomunicazioni ai servizi segreti. Il 'dossier' sulle frequenze televisive, tema sensibile e caro anche a Silvio Berlusconi, continuerà ad essere oggetto di trattativa serrata tra M5S e Lega. Secondo le ultime indiscrezioni, nel braccio di ferro in corso anche in queste ore sulla delega sulle tlc sarebbe in vantaggio il Carroccio, cui spetterebbe un viceministro ad hoc al Mise, dicastero guidato da Luigi Di Maio insieme a quello del Lavoro.
 
"La Lega avrà un viceministro al Mise", tiene il punto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e vice di Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, ieri al Senato per la fiducia all'esecutivo Conte, senza svelare il nome del 'candidato', che però sarà sicuramente un salviniano doc. Nonostante la rivendicazione di Giorgetti, i grillini, spiegano, non sarebbero disposti a mollare la presa su un tema così delicato e sensibile.
 
Altra casella strategica, la gestione dell'Intelligence: secondo le voci che circolano con insistenza oggi, la delega ai servizi segreti, contesa dai leghisti al pentastellato Vito Crimi, potrebbe restare in capo al premier Giuseppe Conte.
 
Sembra, invece, ormai cosa fatta l'assegnazione della delega al Turismo, ora in carico ai Beni culturali: presto, infatti, a quanto si apprende da fonti parlamentari, dovrebbe essere 'patrimoniò del neo ministro leghista delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio: tant'è che si parla già di un decreto pronto da presentare al primo Cdm utile.