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Camera e Senato, eletti i presidenti delle Commissioni. Ma resta il nodo delle Bicamerali

Giulia Sarti (M5S), eletta presidente della Commissione Giustizia della Camera  (ansa)
A due economisti del Carroccio - Borghi e Bagnai - la guida delle commissioni Bilancio e Finanze a Montecitorio e a Palazzo Madama. Bagnai attacca i mercati: "Non sanno fare il loro lavoro". Ancora lontana l'intesa sulle Commissioni di garanzia: un caso il Copasir
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ROMA. Sciolto uno dei nodi della legislatura, partita in ritardo per la lunga gestazione legata alla nascita del governo gialloverde. A quasi tre mesi dalla prima seduta delle Camere - il 23 marzo - sono stati scelti i presidenti delle comissioni permanenti, assegnati tutti a 5 Stelle e Lega. I vertici sono tutti assegnati a Lega e Cinque Stelle. Mentre resta il nodo delle commissioni di garanzia, Copasir, Antimafia e Vigilanza Rai che devono andare alle opposizioni (Pd, Fi e Fdi).

I 5 Stelle alla Camera si sono aggiudicati la guida della commissione Giustizia con Giulia Sarti; gli Esteri con Marta Grande (posizione cui puntava anche Emilio Carelli); la Difesa con Gianluca Rizzo; le Finanze con Carla Ruocco; gli Affari costituzionali con Giuseppe Brescia; la Cultura con Luigi Gallo (esponente ortodosso vicino a Roberto Fico); gli Affari sociali con Marialucia Lorefice (m5s), l'Agricoltura con Filippo Gallinella. Alla Lega va la presidenza della Bilancio, con Claudio Borghi, …
ROMA. Sciolto uno dei nodi della legislatura, partita in ritardo per la lunga gestazione legata alla nascita del governo gialloverde. A quasi tre mesi dalla prima seduta delle Camere - il 23 marzo - sono stati scelti i presidenti delle comissioni permanenti, assegnati tutti a 5 Stelle e Lega. I vertici sono tutti assegnati a Lega e Cinque Stelle. Mentre resta il nodo delle commissioni di garanzia, Copasir, Antimafia e Vigilanza Rai che devono andare alle opposizioni (Pd, Fi e Fdi).

I 5 Stelle alla Camera si sono aggiudicati la guida della commissione Giustizia con Giulia Sarti; gli Esteri con Marta Grande (posizione cui puntava anche Emilio Carelli); la Difesa con Gianluca Rizzo; le Finanze con Carla Ruocco; gli Affari costituzionali con Giuseppe Brescia; la Cultura con Luigi Gallo (esponente ortodosso vicino a Roberto Fico); gli Affari sociali con Marialucia Lorefice (m5s), l'Agricoltura con Filippo Gallinella. Alla Lega va la presidenza della Bilancio, con Claudio Borghi, uno degli economisti di punta del partito ("Ho avuto più voti rispetto alla nostra maggioranza", è stato il suo commento), le Attività produttive con Barbara Saltamartini, i Trasporti con Alessandro Morelli, Ambiente e Lavori pubblici con Alessandro Benvenuto, il Lavoro con Andrea Giaccone.  Per quanto riguarda il Senato, ai 5 Stelle va la presidenza della commissione Esteri con Vito Petrocelli; la Bilancio con Daniele Pesco; il Lavoro con Nunzia Catalfo; i Lavori pubblici con Mauro Coltorti; l'Industria con Gianni Girotto; la Sanità con Pierpaolo Sileri; le Politiche Ue con Ettore Antonio Licheri; l'Ambiente con Vilma Moronese.

Alla Lega va la presidenza della commissione Giustizia con Andrea Ostellari, quella degli Affari costituzionali con Stefano Borghesi; le Finanze con Alberto Bagnai, altro economista del Carroccio; la Difesa con Donatella Tesei, l'Agricoltura con Gianpaolo Vallardi.

E proprio Bagnai si concede un attacco ai mercati, nel giorno di un nuovo rialzo dello spread. Alcuni trader collegano il dato all'elezione di Borghi e Bagnai, entrambi economisti critici nei confronti dell'euro:  "Che io e Borghi saremmo stati nominati in queste commissioni è cosa nota da tempo", dice Bagnai. Questa impennata dello spread mi turba come economista perché forse vuol dire che i mercati non sono cosi efficienti come raccontano di essere, cioè non sono in grado di ottenere informazioni ovvie o non sono in grado di tenerne conto, e questo sarebbe molto grave perché vorrebbe dire che i risparmiatori affidano i loro soldi a persone che non sanno fare il loro lavoro e vengono sorprese da vicende politiche del tutto ovvie".

Ancora in alto mare, invece, le commissioni di garanzia. Fratelli d'Italia (che ha confermato ufficialmente di essere all'opposizione) punta a presiedere il Copasir. Ma anche il Pd reclama la stessa poltrona per Lorenzo Guerini. Ieri Andrea Marcucci, del Pd, ha chiarito che il Partito democratico "non fornirà i nomi dei propri componenti nelle commissioni di garanzia, fino a quando la situazione non sarà chiara".