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Ballottaggi, Imperia e la soddisfazione di Scajola. "Toti? Non lo nascondo: sono soddisfatto di averlo battuto"

L'ex ministro ha conquistato il capoluogo ligure contro il candidato di centrodestra "sponsorizzato" dal governatore della Regione. "Ho già sentito Berlusconi, mi ha fatto i complimenti"

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IMPERIA -  “Per prima cosa voglio rimettere in funzione l’orologio sulla parete del Municipio. Poi deve tornare l’acqua nella fontana di piazza Dante. Riattiviamo gli ascensori, che sono fermi da troppo tempo. E niente più strade sporche, cassonetti strapieni di immondizia”. Claudio Scajola parla da sindaco, a poche ore dalla vittoria nel ballottaggio. E queste saranno le sue prime azioni. Promesso. “Voglio cominciare con le cose piccole. Umili, concrete. Quelle che ha chiesto la mia città”.

Forse ci vorrebbe qualcosa di più.
“Naturalmente, mi sto già muovendo: ci vuole un poco di pazienza. Imperia è una città ai confini dell’Italia che ha vissuto una profonda crisi, complici alcuni scandali giudiziari rivelatisi inesistenti. Qui ha chiuso il primo pastificio del Paese, Agnesi. Adesso basta: voglio darle una nuova identità, turistica e agrolimentare. C’è da far ripartire il porto. Ritrovare l’orgoglio perduto, riscattare la storia”.
 
E’ il suo terzo mandato. Prima di lei suo padre Ferdinando, poi due volte suo fratello Alessandro. Dynasty.
“La mia famiglia ha sempre avuto a cuore questa città, e lo abbiamo dimostrato in tanti anni. Per questo sono stato eletto: perché qui le persone mi conoscono, sanno che sono un uomo che mantiene le promesse.

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Quelli che esagerano, sostengono: una famiglia imperiese su due ha un parente che ha trovato lavoro grazie a lui.
“E con questo? Mi hanno votato perché sono andato di casa in casa ad ascoltare i problemi di ognuno, a garantire che mi impegnerò per loro. Ho vinto da solo contro il mondo, e all’inizio mi sfidavano 7 candidati: centro-destra, sinistra, estrema sinistra grillini”.

Ma lei rappresentava il cambiamento, ha detto. A 70 anni, dopo quasi 20 da deputato e 4 volte ministro.
“Era da 9 anni che ero lontano dalla politica e dal potere. Il fatto è che gli elettori si sono resi conto che rappresentavo la vera alternativa al populismo, al sovranismo, alla politica gridata per annunci”.

Il nuovo che avanza, insomma. E magari un esempio.
“Sì, si stupisce? Berlusconi mi ha chiamato ieri sera per farmi i complimenti e gli auguri. A me interessa solo fare il sindaco ad Imperia, sia chiaro. Però mi auguro che tenga conto di quanto accaduto qui ad Imperia: dove siamo ripartiti dalle persone e dalla fiducia, dal buonsenso e dalla volontà di unire, da quel consenso e stima personali che sono il solo fronte alla deriva attuale”.

Lei ha vinto contro l’Altro centro-destra, rappresentato in Liguria da suo nipote Marco e dal Governatore Toti. Il suo avversario al ballottaggio, Luca Lanteri, sostiene grazie anche ai voti della sinistra.
“Riconosco un pizzico di soddisfazione in più nell’aver battuto ‘quel’ centrodestra. Ma, un momento: io rappresentavano una scelta civica, non sono andato ad elemosinare voti. ‘Aperti a tutti e contro nessuno’ diceva uno dei miei slogan. E poi, scusate: ho fatto il ministro quando al Governo c’era la Lega. Ma quella era una lega moderata, non come ora che poi finisce pure per comandare tutti”.

Quando fu eletto nel 1982, dovette lasciare dopo un anno perché il procuratore Camillo Davigo la fece arrestare per una storia di tangenti, finita poi con un proscioglimento. Prescritte le inchieste per il caso Biagi e la casa al Colosseo, resta quella sulla fuga di Matacena. Riuscirà a concludere il mandato?
“Nessuno dubbio, sono sereno. Le carte parlano chiaro”.
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