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MARZIANI / Di Maio promette mezz'ora di internet gratis per i poveri. Ma danne una. Anzi, regala dei mega

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La giornata di ieri ha visto i nostri marziani impegnati su diversi fronti. Matteo Salvini si è giustamente indignato per il ritratto, appeso a Milano e subito rimosso, che lo ritraeva vestito come Adolf Hitler: non gli piace essere sminuito. Matteo Renzi ha fatto il pieno di consensi per la sua possibile carriera su Netflix, con un ciclo di trasmissioni dedicato a Firenze, alla stregua di Barack Obama che già ha seguito analogo percorso negli Usa. Del resto Renzi e Obama sono sostanzialmente sovrapponibili: entrambi emanano un carisma trasversale, entrambi hanno vinto tutto, ma soprattutto entrambi parlano un inglese eccellente. Ma il marziano più ammirevole, in un ideale podio dei beniamini di questo angolino pirata, è stato senz’altro Luigi Di Maio. Il quale ha fatto pubblicare (o “rilasciato”, come dicono quelli che parlano male) un comunicato esclamativo. Il titolo — punteggiatura e ortografia originali — era: “Di Maio: record di poveri in Italia! il Reddito di Cittadinanza è un diritto da riconoscere subito!”. Roba da scattare subito sull’attenti. Il finale invece recitava: “Il Reddito di Cittadinanza deve partire SUBITO!”.

Ora, al netto del linguaggio da bimbominkia, vergato con ogni evidenza direttamente da Casaleggio, o da Associati: in scrittura le maiuscole equivalgono ad alzare la voce. Cosa caspita urli? Il ministro sei tu. Se vuoi farlo subito, fallo subito. Va’ in Parlamento ed è fatta. Non contento (o forse contentissimo: ho sempre l’impressione che Di Maio non abbia un’esatta percezione di quel che accade) il vicepremier ha arringato la Confartigianato proponendo mezz’ora di Internet gratis per i poveri. Che sarebbe anche una bella idea, non dico di no: l’accesso alla rete è una garanzia di pari opportunità tra classi sociali. Solo che non capisco perché mezz’ora. Ma danne una. Anzi: regala dei mega. La rete non si paga più a orari dal 1800*. Chi avete come consulente informatico? Archimede Pitagorico? Pico de Paperis? C’è però un punto definitivo che rischia di creare un loop ancora più pericoloso: il “povero” (figura archetipica e generica che Di Maio conosce come io conosco la fisica quantistica), una volta ricevuto il reddito di cittadinanza, non sarà più povero. E a quel punto dovrebbe pagarsi la mezz’oretta su Internet. Come se ne esce? Attendo risposta su carta del Mise. Ma non domani. SUBITO!

*È una facezia. Nel 1800 Internet andava ancora a petrolio e si pagava al litro.
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