Arriva il condono salva abusi per le zone terremotate
Sergio Rizzo , di SERGIO RIZZOIl Parlamento approva l'emendamento presentato dal M5s. Solo multe per chi ha costruito anche molti anni prima del sisma. Il caso Ischia e le proteste degli ambientalisti
Premessa: chi ha subito danni dal terremoto ha il sacrosanto diritto di rivedere la propria casa in piedi e sistemata. Nel migliore dei modi e, soprattutto, prima possibile. Già troppe sofferenze sono state inflitte ai cittadini delle zone colpite dalle lentezze burocratiche e dall'indifferenza della politica perché la questione non venga affrontata con estrema serietà. C'è però da domandarsi, altrettanto seriamente, se il modo giusto sia quello stabilito con l'emendamento presentato in extremis al decreto terremoto dal relatore, il capogruppo dei 5 stelle in Senato Stefano Patuanelli. Ovvero, un condonino per gli abusi compiuti prima del disastro.
L'emendamento consente al proprietario dell'immobile ("pur se diverso dal responsabile dell'abuso", precisa il testo) di chiedere contestualmente al contributo pubblico per la ricostruzione della propria abitazione anche la sanatoria per gli interventi abusivi. Natu…
L'emendamento consente al proprietario dell'immobile ("pur se diverso dal responsabile dell'abuso", precisa il testo) di chiedere contestualmente al contributo pubblico per la ricostruzione della propria abitazione anche la sanatoria per gli interventi abusivi. Natu…
Premessa: chi ha subito danni dal terremoto ha il sacrosanto diritto di rivedere la propria casa in piedi e sistemata. Nel migliore dei modi e, soprattutto, prima possibile. Già troppe sofferenze sono state inflitte ai cittadini delle zone colpite dalle lentezze burocratiche e dall'indifferenza della politica perché la questione non venga affrontata con estrema serietà. C'è però da domandarsi, altrettanto seriamente, se il modo giusto sia quello stabilito con l'emendamento presentato in extremis al decreto terremoto dal relatore, il capogruppo dei 5 stelle in Senato Stefano Patuanelli. Ovvero, un condonino per gli abusi compiuti prima del disastro.
L'emendamento consente al proprietario dell'immobile ("pur se diverso dal responsabile dell'abuso", precisa il testo) di chiedere contestualmente al contributo pubblico per la ricostruzione della propria abitazione anche la sanatoria per gli interventi abusivi. Naturalmente di minore entità, considerando tali quelli che non superano il 5 per cento della superficie, dell'altezza o della cubatura. Praticamente, un quarto del piano casa varato dall'ultimo governo di Silvio Berlusconi. La sanatoria riguarda anche i piccoli abusi commessi nelle aree con vincolo paesaggistico, dove però la misura degli eccessi tollerati si ferma al 2 per cento.
Concessioni perfino troppo limitate per Forza Italia, l'unica forza politica che ha votato contro il provvedimento proprio con questa motivazione. Senza contestare, ovviamente, la giustificazione di fondo dell'emendamento grillino. Ovvero, quella di "accelerare la ricostruzione degli edifici privati" pure in presenza di "lievi difformità edilizie": che sono diffusissime nei paesi dell'Appennino massacrati dal sisma. Così diffuse che senza una sanatoria molti proprietari non avrebbero mai potuto ottenere i contributi. Adesso invece non avranno più problemi. E per il modo oscuro e contraddittorio con cui è formulato l'emendamento non è neppure chiaro se chi si è fatto la stanza in più, ha ampliato il garage o ha chiuso una veranda, aumentando illecitamente prima del terremoto la superficie e la cubatura, potrà condonare e avere i soldi pubblici persino senza pagare la prevista multa compresa fra 516 e 5.164 euro. Che invece di sicuro, pensate un po', toccherà a chi ha aperto una finestra dove non poteva.
Così la sanatoria non mancherà di sollevare anche qualche incisivo dubbio interpretativo, come capita sempre per le norme pensate male e scritte peggio. Ma è niente rispetto alle possibili conseguenze politiche. Qualcosa ha già fatto capire la sottosegretaria all'Economia del Movimento 5 stelle Laura Castelli, citando il caso dell'isola di Ischia, colpita anch'essa dal terremoto e dove l'abusivismo ha dilagato in misura certamente maggiore che nei paesini dell'Appennino. Semplicemente impossibile rammentare, tanto sono state numerose, le promesse di condono che gli abusivi ischitani hanno avuto dalla politica negli ultimi anni. Succedeva con regolarità assoluta a ogni vigilia elettorale.
Più della misura in sé, dunque, il problema sta nel messaggio che contiene quell'emendamento. "Credo che il fatto più grave sia proprio il segnale", sostiene Roberto Della Seta, ex presidente di Legambiente che è stato anche per cinque anni senatore del Pd prima di fondare il movimento Green Italia. "Tutti dicono che quando si verifica una catastrofe naturale paghiamo il prezzo più alto a causa dell'abusivismo. Tutti sono d'accordo nel riconoscerlo, ma quando si tratta di prendere decisioni concrete danno segnali che vanno nella direzione esattamente opposta", insiste. Dicendosi "stupito che questa scelta desolata sia stata presa da un governo sostenuto da due forze politiche che si erano sempre ufficialmente mostrato critiche nei confronti dei condoni edilizi. Ma in questo caso in perfetta continuità con il passato. Per non parlare del fatto che anche la sinistra ha votato a favore della sanatoria, dal Partito Democratico a Liberi e uguali".
Bisogna ricordare per dovere di cronaca che la Lega criticò i vari condoni edilizi del governo Berlusconi salvo poi votarli in Parlamento. E che esponenti del Movimento 5 stelle hanno avuto talvolta atteggiamenti singolari nei confronti dell'abusivismo, in alcune situazioni nelle quali quel fenomeno ha una rilevanza sociale estrema. Basta rileggere le dichiarazioni di Giancarlo Cancelleri, candidato grillino alla carica di governatore siciliano durante la campagna elettorale per le regionali nell'isola. Prima ha condannato gli abusi edilizi che hanno invaso le coste, poi ha difeso "un abusivismo di necessità perché non sono stati fatti i piani casa in questa Regione, perché l'Iacp non ha dato la casa a chi ne aveva bisogno". Come se chi non si è visto assegnare l'abitazione popolare fosse autorizzato a costruirsene una. Quindi ha rivendicato le decisioni prese dal sindaco a 5 stelle di Bagheria, che "non sta buttando giù le case della povera gente, quelle che però non insistono nei 150 metri dal mare o nelle zone di inedificabilità assoluta...". Sempre per dovere di cronaca è necessario aggiungere che la sanatoria per le aree del terremoto è subordinata alla "verifica di compatibilità con le norme in materia di tutela dal rischio idrogeologico". E ci mancherebbe altro. Ma somiglia così tanto a una foglia di fico...
L'emendamento consente al proprietario dell'immobile ("pur se diverso dal responsabile dell'abuso", precisa il testo) di chiedere contestualmente al contributo pubblico per la ricostruzione della propria abitazione anche la sanatoria per gli interventi abusivi. Naturalmente di minore entità, considerando tali quelli che non superano il 5 per cento della superficie, dell'altezza o della cubatura. Praticamente, un quarto del piano casa varato dall'ultimo governo di Silvio Berlusconi. La sanatoria riguarda anche i piccoli abusi commessi nelle aree con vincolo paesaggistico, dove però la misura degli eccessi tollerati si ferma al 2 per cento.
Concessioni perfino troppo limitate per Forza Italia, l'unica forza politica che ha votato contro il provvedimento proprio con questa motivazione. Senza contestare, ovviamente, la giustificazione di fondo dell'emendamento grillino. Ovvero, quella di "accelerare la ricostruzione degli edifici privati" pure in presenza di "lievi difformità edilizie": che sono diffusissime nei paesi dell'Appennino massacrati dal sisma. Così diffuse che senza una sanatoria molti proprietari non avrebbero mai potuto ottenere i contributi. Adesso invece non avranno più problemi. E per il modo oscuro e contraddittorio con cui è formulato l'emendamento non è neppure chiaro se chi si è fatto la stanza in più, ha ampliato il garage o ha chiuso una veranda, aumentando illecitamente prima del terremoto la superficie e la cubatura, potrà condonare e avere i soldi pubblici persino senza pagare la prevista multa compresa fra 516 e 5.164 euro. Che invece di sicuro, pensate un po', toccherà a chi ha aperto una finestra dove non poteva.
Così la sanatoria non mancherà di sollevare anche qualche incisivo dubbio interpretativo, come capita sempre per le norme pensate male e scritte peggio. Ma è niente rispetto alle possibili conseguenze politiche. Qualcosa ha già fatto capire la sottosegretaria all'Economia del Movimento 5 stelle Laura Castelli, citando il caso dell'isola di Ischia, colpita anch'essa dal terremoto e dove l'abusivismo ha dilagato in misura certamente maggiore che nei paesini dell'Appennino. Semplicemente impossibile rammentare, tanto sono state numerose, le promesse di condono che gli abusivi ischitani hanno avuto dalla politica negli ultimi anni. Succedeva con regolarità assoluta a ogni vigilia elettorale.
Più della misura in sé, dunque, il problema sta nel messaggio che contiene quell'emendamento. "Credo che il fatto più grave sia proprio il segnale", sostiene Roberto Della Seta, ex presidente di Legambiente che è stato anche per cinque anni senatore del Pd prima di fondare il movimento Green Italia. "Tutti dicono che quando si verifica una catastrofe naturale paghiamo il prezzo più alto a causa dell'abusivismo. Tutti sono d'accordo nel riconoscerlo, ma quando si tratta di prendere decisioni concrete danno segnali che vanno nella direzione esattamente opposta", insiste. Dicendosi "stupito che questa scelta desolata sia stata presa da un governo sostenuto da due forze politiche che si erano sempre ufficialmente mostrato critiche nei confronti dei condoni edilizi. Ma in questo caso in perfetta continuità con il passato. Per non parlare del fatto che anche la sinistra ha votato a favore della sanatoria, dal Partito Democratico a Liberi e uguali".
Bisogna ricordare per dovere di cronaca che la Lega criticò i vari condoni edilizi del governo Berlusconi salvo poi votarli in Parlamento. E che esponenti del Movimento 5 stelle hanno avuto talvolta atteggiamenti singolari nei confronti dell'abusivismo, in alcune situazioni nelle quali quel fenomeno ha una rilevanza sociale estrema. Basta rileggere le dichiarazioni di Giancarlo Cancelleri, candidato grillino alla carica di governatore siciliano durante la campagna elettorale per le regionali nell'isola. Prima ha condannato gli abusi edilizi che hanno invaso le coste, poi ha difeso "un abusivismo di necessità perché non sono stati fatti i piani casa in questa Regione, perché l'Iacp non ha dato la casa a chi ne aveva bisogno". Come se chi non si è visto assegnare l'abitazione popolare fosse autorizzato a costruirsene una. Quindi ha rivendicato le decisioni prese dal sindaco a 5 stelle di Bagheria, che "non sta buttando giù le case della povera gente, quelle che però non insistono nei 150 metri dal mare o nelle zone di inedificabilità assoluta...". Sempre per dovere di cronaca è necessario aggiungere che la sanatoria per le aree del terremoto è subordinata alla "verifica di compatibilità con le norme in materia di tutela dal rischio idrogeologico". E ci mancherebbe altro. Ma somiglia così tanto a una foglia di fico...