ROMA - Una bella pietra sopra alla tentazione delle barriere commerciali, niente freni al libero interscambio, che sulla scia della guerra import-export dichiarata da Trump a mezzo mondo sembra serpeggiare anche nel nostro paese. Lo stop arriva dal capo dello Stato: l’economia italiana ne avrebbe tutto da perdere. La guerra dei dazi è una “improvvida stagione”, e la sua speranza perciò è che “non abbia un eccessivo sviluppo e non crei difficoltà”. Sergio Mattarella tesse l’elogio dei “mercati aperti”, parla alla Luiss al meeting della Fondazione che ha promosso il tradizionale forum della Cultura del vino, e lancia la sfida delle frontiere aperte contro il rischio che avanza anche nel nostro paese di alzare barriere e muri nel tentativo di difendere il made in Italy. E’ di qualche giorno fa l’accenno ai dazi che anche il ministro e vicepremier Di Maio ha messo sul tavolo, con Salvini che ne accarezza l’idea, mentre la battaglia fra rialzi e controrialzi infuria sull’onda della dottrina Trump. Ricetta illusoria e pericolosa, però, secondo il capo dello Stato: il nostro paese, come dimostra appunto il settore del vino che è un eccellenza mondiale,e non solo questo settore, avrebbe tutto da perdere se anche l’Italia cadesse in tentazioni sovraniste. Il presidente della Repubblica, in partenza per una visita ufficiale in alcuni paesi del Baltico fino al 6 luglio, non ha dubbi: il vinitaly, come appunto tanti altri grandi marchi della nostra economia, “dimostra come i nostri produttori abbiano sempre da guadagnare dai mercati aperti perchè hanno il coraggio di affrontare la concorrenza e la capacità di superare la competizione, di vincerla e di prevalere”.
Alla platea della Luiss, dove tra gli altri lo ascoltano la presidente Emma Marcegaglia, le ex ministre Paola Severino e Letizia Moratti, l’editore Franco Maria Ricci, Mattarella spiega dunque che la carta giusta per trainare un paese come il nostro che ha “tante eccellenze frutto di storia, cultura, lavoro professionalità”, è proprio il contrario del rialzo dei costi in uscita ed entrata. “Ogni economia di ogni paese ha sempre da guadagnare dai mercati aperti. Questo vale particolarmente per il nostro paese", spiega Mattarella nel suo discorso alla Fondazione dei sommelier. Un paese che, a cominciare dal settore vinicolo e dall’agroalimentare che sono punte di diamante dell’economia, pagherebbe a caro prezzo l’isolamento commerciale. Ci sono altri strumenti per regolare i rapporti internazionali, i trattati e non la guerra dei dazi. I mercati aperti sono "anche lo strumento che consente attraverso trattati di grande portata di regolamentare in maniera trasparente e rassicurante rapporti e criteri di concorrenza e di commercio". Si tratta “di un fronte di grande rilievo per il nostro Paese".
Su questa linea di apertura e di confronto, Mattarella da oggi pomeriggio sarà in Lettonia, da dove comincia una visita ufficiale di cinque giorni che lo poterà poi anche in Estonia e Lituania. E’ il primo viaggio del capo dello Stato dopo lo stop imposto dai tre mesi di passione per risolvere la crisi di governo. Una missione per riprendere il filo del colloquio con i paesi europei, al confine orientale con la Russia, all’indomani della decisione del consiglio Ue di rinnovare le sanzioni al paese di Putin. E la presenza delle truppe Nato, compreso un contingente italiano, a protezione dei paesi baltici sarà uno dei temi degli incontri. Accanto al nodo delle quote rifugiati, degli immigrati, e dei vincoli di bilancio della Ue.
Alla platea della Luiss, dove tra gli altri lo ascoltano la presidente Emma Marcegaglia, le ex ministre Paola Severino e Letizia Moratti, l’editore Franco Maria Ricci, Mattarella spiega dunque che la carta giusta per trainare un paese come il nostro che ha “tante eccellenze frutto di storia, cultura, lavoro professionalità”, è proprio il contrario del rialzo dei costi in uscita ed entrata. “Ogni economia di ogni paese ha sempre da guadagnare dai mercati aperti. Questo vale particolarmente per il nostro paese", spiega Mattarella nel suo discorso alla Fondazione dei sommelier. Un paese che, a cominciare dal settore vinicolo e dall’agroalimentare che sono punte di diamante dell’economia, pagherebbe a caro prezzo l’isolamento commerciale. Ci sono altri strumenti per regolare i rapporti internazionali, i trattati e non la guerra dei dazi. I mercati aperti sono "anche lo strumento che consente attraverso trattati di grande portata di regolamentare in maniera trasparente e rassicurante rapporti e criteri di concorrenza e di commercio". Si tratta “di un fronte di grande rilievo per il nostro Paese".
Su questa linea di apertura e di confronto, Mattarella da oggi pomeriggio sarà in Lettonia, da dove comincia una visita ufficiale di cinque giorni che lo poterà poi anche in Estonia e Lituania. E’ il primo viaggio del capo dello Stato dopo lo stop imposto dai tre mesi di passione per risolvere la crisi di governo. Una missione per riprendere il filo del colloquio con i paesi europei, al confine orientale con la Russia, all’indomani della decisione del consiglio Ue di rinnovare le sanzioni al paese di Putin. E la presenza delle truppe Nato, compreso un contingente italiano, a protezione dei paesi baltici sarà uno dei temi degli incontri. Accanto al nodo delle quote rifugiati, degli immigrati, e dei vincoli di bilancio della Ue.