Fondi Lega, gli 007 di Bankitalia a caccia dei 49 milioni della truffa Bossi-Belsito
Giuseppe Filetto , di GIUSEPPE FILETTODue ispettori di Via Nazionale lavorano con la procura. Sotto tiro movimenti sospetti fra la Sparkasse di Bolzano e Lussemburgo
Scendono in campo anche gli “007” della Banca d’Italia, a caccia dei 49 milioni della truffa della Lega di Bossi e Belsito. Gli investigatori dell’Unità di Informazione Finanziaria da alcuni giorni lavorano con i magistrati genovesi (il procuratore aggiunto Francesco Pinto e il pm Paola Calleri) e gli uomini della Polizia Tributaria. Cercano traccia dei flussi sospetti di denaro, che il Carroccio avrebbe fatto transitare dalla Sparkasse di Bolzano ad un fondo di investimento lussemburghese.
Sono gli stessi ispettori Uif che nel 2013 fecero esplodere lo scandalo Carige. Esperti nel leggere tra le carte degli istituti di credito, tanto che i due sono stati nominati consulenti della Procura. Il pool investigativo lavora sulla segnalazione “sospetta” partita dall’autorità finanziaria (omologa della Banca d’Italia) di Lussemburgo per capire se quel flusso di denaro abbia una relazione coi 49 milioni della truffa architettata da…
Sono gli stessi ispettori Uif che nel 2013 fecero esplodere lo scandalo Carige. Esperti nel leggere tra le carte degli istituti di credito, tanto che i due sono stati nominati consulenti della Procura. Il pool investigativo lavora sulla segnalazione “sospetta” partita dall’autorità finanziaria (omologa della Banca d’Italia) di Lussemburgo per capire se quel flusso di denaro abbia una relazione coi 49 milioni della truffa architettata da…
Scendono in campo anche gli “007” della Banca d’Italia, a caccia dei 49 milioni della truffa della Lega di Bossi e Belsito. Gli investigatori dell’Unità di Informazione Finanziaria da alcuni giorni lavorano con i magistrati genovesi (il procuratore aggiunto Francesco Pinto e il pm Paola Calleri) e gli uomini della Polizia Tributaria. Cercano traccia dei flussi sospetti di denaro, che il Carroccio avrebbe fatto transitare dalla Sparkasse di Bolzano ad un fondo di investimento lussemburghese.
Sono gli stessi ispettori Uif che nel 2013 fecero esplodere lo scandalo Carige. Esperti nel leggere tra le carte degli istituti di credito, tanto che i due sono stati nominati consulenti della Procura. Il pool investigativo lavora sulla segnalazione “sospetta” partita dall’autorità finanziaria (omologa della Banca d’Italia) di Lussemburgo per capire se quel flusso di denaro abbia una relazione coi 49 milioni della truffa architettata da Umberto Bossi e dall’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito ai danni di Camera e Senato tra il 2008 e il 2010. Rimborsi elettorali gonfiati, dei quali la Lega non ha mai fornito pezze giustificative alla magistratura. Somme che dopo la condanna del Tribunale di Genova sono da confiscare al Carroccio, a Bossi, Belsito ed ai tre revisori contabili: Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci. Tanto che Aldovisi in un suo esposto suggerisce di cercare i soldi nelle casse della Lega, sostenendo che a fine 2011 aveva in bilancio 12 milioni.
La magistratura cerca i 49 milioni sopratutto dopo la sentenza della Cassazione del 12 aprile: lì è ribadito che bisogna prelevare quei soldi pure in futuro, tra le somme che entreranno nei bilanci di Via Bellerio, fino al raggiungimento della cifra. Soldi di cui ha beneficiato non solo il partito guidato da Bossi, ma anche quello di Roberto Maroni e Matteo Salvini. Quattrini da cercare pure tra le società “satelliti”, le fiduciarie e le associazioni proliferate a dismisura con l’era Salvini e che hanno una relazione contabile con il Carroccio.
La ricognizione della Gdf sui conti bancari della Lega ha trovato finora poco più di 3 milioni. Il resto sparito. Dieci di quei milioni nel 2016 sarebbero finiti in Lussemburgo. Tre di questi, dopo qualche mese, sarebbero rientrati in Italia sotto altra veste. Tant’è che dal Granducato è partita la prima segnalazione all’Uif, poi trasmessa ai magistrati genovesi. Da qui l’indagine di riciclaggio. Il 13 aprile la Procura ha spedito a Bolzano le Fiamme Gialle per perquisire Sparkasse e trovare prove su quel “transito” verso il fondo di investimento Phaurus Management. Anche se Gerhard Brandstaetter, presidente della banca, afferma che quei movimenti con la Lega non c’entrano nulla.
Sono gli stessi ispettori Uif che nel 2013 fecero esplodere lo scandalo Carige. Esperti nel leggere tra le carte degli istituti di credito, tanto che i due sono stati nominati consulenti della Procura. Il pool investigativo lavora sulla segnalazione “sospetta” partita dall’autorità finanziaria (omologa della Banca d’Italia) di Lussemburgo per capire se quel flusso di denaro abbia una relazione coi 49 milioni della truffa architettata da Umberto Bossi e dall’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito ai danni di Camera e Senato tra il 2008 e il 2010. Rimborsi elettorali gonfiati, dei quali la Lega non ha mai fornito pezze giustificative alla magistratura. Somme che dopo la condanna del Tribunale di Genova sono da confiscare al Carroccio, a Bossi, Belsito ed ai tre revisori contabili: Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci. Tanto che Aldovisi in un suo esposto suggerisce di cercare i soldi nelle casse della Lega, sostenendo che a fine 2011 aveva in bilancio 12 milioni.
La magistratura cerca i 49 milioni sopratutto dopo la sentenza della Cassazione del 12 aprile: lì è ribadito che bisogna prelevare quei soldi pure in futuro, tra le somme che entreranno nei bilanci di Via Bellerio, fino al raggiungimento della cifra. Soldi di cui ha beneficiato non solo il partito guidato da Bossi, ma anche quello di Roberto Maroni e Matteo Salvini. Quattrini da cercare pure tra le società “satelliti”, le fiduciarie e le associazioni proliferate a dismisura con l’era Salvini e che hanno una relazione contabile con il Carroccio.
La ricognizione della Gdf sui conti bancari della Lega ha trovato finora poco più di 3 milioni. Il resto sparito. Dieci di quei milioni nel 2016 sarebbero finiti in Lussemburgo. Tre di questi, dopo qualche mese, sarebbero rientrati in Italia sotto altra veste. Tant’è che dal Granducato è partita la prima segnalazione all’Uif, poi trasmessa ai magistrati genovesi. Da qui l’indagine di riciclaggio. Il 13 aprile la Procura ha spedito a Bolzano le Fiamme Gialle per perquisire Sparkasse e trovare prove su quel “transito” verso il fondo di investimento Phaurus Management. Anche se Gerhard Brandstaetter, presidente della banca, afferma che quei movimenti con la Lega non c’entrano nulla.