Il giurista: “La riforma dei vitalizi di Fico non è ragionevole. La Consulta ne terrà conto”
Maria Berlinguer , di MARIA BERLINGUERLe perplessità di Enzo Cheli, vice presidente emerito della Corte Costituzionale: "Quello che non mi convince è il principio di retroattività perché viola il basilare principio dell'affidamento"
"Le due parole chiave sono affidamento e ragionevolezza, lo avevo già spiegato lo scorso anno in audizione al Senato e almeno per quello che leggo sui giornali mi sembra che i due requisiti non siano stati rispettati". Il giurista Enzo Cheli, vice presidente emerito della Consulta, è perplesso sul taglio dei vitalizi degli ex deputati che oggi, salvo colpi di scena, “dovrebbe essere approvato dall'ufficio di presidenza di Montecitorio.
Gli ex parlamentari sono da tempo sul piede di guerra e annunciano ricorsi alla Corte Costituzionale e class action. Hanno ragione?
"La Corte finora ha ammesso solo dei contributi di solidarietà. Quello che non mi convince è il principio di retroattività perché viola il basilare principio dell'affidamento".
Ovvero?
"Chi è andato in pensione in base al sistema retributivo l'ha potuto fare in base alle leggi in vigore. Non violando le leggi. Dunque si è af…
Gli ex parlamentari sono da tempo sul piede di guerra e annunciano ricorsi alla Corte Costituzionale e class action. Hanno ragione?
"La Corte finora ha ammesso solo dei contributi di solidarietà. Quello che non mi convince è il principio di retroattività perché viola il basilare principio dell'affidamento".
Ovvero?
"Chi è andato in pensione in base al sistema retributivo l'ha potuto fare in base alle leggi in vigore. Non violando le leggi. Dunque si è af…
"Le due parole chiave sono affidamento e ragionevolezza, lo avevo già spiegato lo scorso anno in audizione al Senato e almeno per quello che leggo sui giornali mi sembra che i due requisiti non siano stati rispettati". Il giurista Enzo Cheli, vice presidente emerito della Consulta, è perplesso sul taglio dei vitalizi degli ex deputati che oggi, salvo colpi di scena, “dovrebbe essere approvato dall'ufficio di presidenza di Montecitorio.
Gli ex parlamentari sono da tempo sul piede di guerra e annunciano ricorsi alla Corte Costituzionale e class action. Hanno ragione?
"La Corte finora ha ammesso solo dei contributi di solidarietà. Quello che non mi convince è il principio di retroattività perché viola il basilare principio dell'affidamento".
Ovvero?
"Chi è andato in pensione in base al sistema retributivo l'ha potuto fare in base alle leggi in vigore. Non violando le leggi. Dunque si è affidato allo Stato. Ora la riforma vuole rispondere a un riequilibrio generale del sistema, passando al contributivo. Ma in questo modo intacca il principio di affidamento. E poi c'è da superare il problema della ragionevolezza".
Cioè?
"Leggo che i vitalizi di alcuni ex deputati saranno tagliati anche sopra l'80 per cento. Non credo che possa essere considerata una questione ragionevole".
Dunque gli ex parlamentari vinceranno i ricorsi, appellandosi al principio che non si possono intaccare i diritti acquisiti?
"La giurisprudenza della Corte ha superato da tempo la tutela del diritto acquisito. Ma il ricalcolo dei vitalizi che comporti un cambiamento radicale degli importi difficilmente potrà rispondere al criterio di ragionevolezza stabilito dalla Corte".
Però la Corte in passato ha permesso il cambiamento di alcuni trattamenti pensionistici considerati irragionevoli.
"Sì ma a patto che le condizioni economiche di chi li riceveva non cambiassero radicalmente".
Dunque la battaglia sul taglio dei vitalizi è destinata a fallire? Il taglio sarà considerato incostituzionale?
"Vedremo. Certo bisognerà leggere bene quello che oggi sarà approvato e poi aspettare il voto della Camera. Posso supporre che il ricalcolo comporti un dimezzamento degli importi degli assegni degli ex parlamentari e non per un periodo transitorio, come sarebbe possibile. E' difficile immaginare che saranno rispettai i criteri di affidamento e ragionevolezza fissati dalla Corte".
Gli ex parlamentari sono da tempo sul piede di guerra e annunciano ricorsi alla Corte Costituzionale e class action. Hanno ragione?
"La Corte finora ha ammesso solo dei contributi di solidarietà. Quello che non mi convince è il principio di retroattività perché viola il basilare principio dell'affidamento".
Ovvero?
"Chi è andato in pensione in base al sistema retributivo l'ha potuto fare in base alle leggi in vigore. Non violando le leggi. Dunque si è affidato allo Stato. Ora la riforma vuole rispondere a un riequilibrio generale del sistema, passando al contributivo. Ma in questo modo intacca il principio di affidamento. E poi c'è da superare il problema della ragionevolezza".
Cioè?
"Leggo che i vitalizi di alcuni ex deputati saranno tagliati anche sopra l'80 per cento. Non credo che possa essere considerata una questione ragionevole".
Dunque gli ex parlamentari vinceranno i ricorsi, appellandosi al principio che non si possono intaccare i diritti acquisiti?
"La giurisprudenza della Corte ha superato da tempo la tutela del diritto acquisito. Ma il ricalcolo dei vitalizi che comporti un cambiamento radicale degli importi difficilmente potrà rispondere al criterio di ragionevolezza stabilito dalla Corte".
Però la Corte in passato ha permesso il cambiamento di alcuni trattamenti pensionistici considerati irragionevoli.
"Sì ma a patto che le condizioni economiche di chi li riceveva non cambiassero radicalmente".
Dunque la battaglia sul taglio dei vitalizi è destinata a fallire? Il taglio sarà considerato incostituzionale?
"Vedremo. Certo bisognerà leggere bene quello che oggi sarà approvato e poi aspettare il voto della Camera. Posso supporre che il ricalcolo comporti un dimezzamento degli importi degli assegni degli ex parlamentari e non per un periodo transitorio, come sarebbe possibile. E' difficile immaginare che saranno rispettai i criteri di affidamento e ragionevolezza fissati dalla Corte".