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I soliti accordi

MARZIANI / Mogol tra i supporter giallo-bruni, l'entusiasmo di Di Maio e alcuni brani musicali in fase di rivisitazione
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Appreso da un’intervista a La Verità che tra i supporter giallo-bruni ora c’è anche il grande Mogol, Luigi Di Maio non ha trattenuto l’entusiasmo: «Anch’io da ragazzo ero Giovane Marmotta». L’allegria è motivata. Si tratta, dopo gli endorsement di Orietta Berti e Jerry Calà, di un’altra pietra angolare nella costruzione dell’Intelligencija del cambiamento, seconda forse solo al momento in cui Manuel de La Talpa 3 si iscrisse entusiasta a un meetup di Bisceglie. Ma non è tutto. Mogol, da poeta raffinato qual è, si sarebbe proposto per garantire finalmente ai Cinque Stelle una colonna sonora all’altezza, dopo i tentativi riusciti solo in parte di Fedez, Fabrizio Moro e dei Brutos. Di seguito, alcuni brani in fase di rivisitazione.

“La canzone del sòla”, dedicata a Tria che Di Maio sopporta a fatica. Testo: “E fare il nero, fare il nero, fare il ne, andava bene …
Appreso da un’intervista a La Verità che tra i supporter giallo-bruni ora c’è anche il grande Mogol, Luigi Di Maio non ha trattenuto l’entusiasmo: «Anch’io da ragazzo ero Giovane Marmotta». L’allegria è motivata. Si tratta, dopo gli endorsement di Orietta Berti e Jerry Calà, di un’altra pietra angolare nella costruzione dell’Intelligencija del cambiamento, seconda forse solo al momento in cui Manuel de La Talpa 3 si iscrisse entusiasta a un meetup di Bisceglie. Ma non è tutto. Mogol, da poeta raffinato qual è, si sarebbe proposto per garantire finalmente ai Cinque Stelle una colonna sonora all’altezza, dopo i tentativi riusciti solo in parte di Fedez, Fabrizio Moro e dei Brutos. Di seguito, alcuni brani in fase di rivisitazione.

“La canzone del sòla”, dedicata a Tria che Di Maio sopporta a fatica. Testo: “E fare il nero, fare il nero, fare il ne, andava bene fino a ieri ora che c’è?”.
“Un Marchionne per amico”, per tentare di recuperare consensi tra i confindustriali. Testo: “Oh che disastro, io mi maledico, speravo in un Marchionne per amico, volevo migliorarvi un po’ la vita, ma l’algebra mi era sconosciuta. È vero vi ho promesso la cuccagna, purtroppo elettorale era campagna”.

“Dieci migranti per me”, nella speranza di convincere i Paesi di Visegrad. Testo: “Dieci migranti per me, posson bastare. Dieci migranti per me, gli altri da sbolognare. La faccia dura non la so fare, meglio Salvini che li lascia morire? Nooo, mille migranti per me, che dico sempre di sì”.

“Un avventura”, (l’assenza di apostrofo è un omaggio al vicepremier) “Non sarà, un avventura, questo Premier preso in saldo a primavera, ’sto governo non è una stella, sono almeno cinque o sei, basta che a casetta non ci tornerei. Incasinato, sempre di più...”.

“I casini di marzo”, “Il Carroccio passava e Salvini accresceva i suoi voti. Gli elettori leghisti in passato a noi erano noti. Che anno è, che dato è, quel sondaggio oramai non fa per me...”

“Balla Conte”, per sostenere emotivamente il premier. “Balla Conte, balla come sai, Balla Conte, va’ a distrarli dai”.

“Sì, twittare”, “Non sapremo governare ma, twittare. Sì, twittare, inventando sempre storie più dure. Una mano all’iPhone, una che stringe il contratto, senza scrivere mai nulla di esatto. Continuare a twittare, senza avere tempo di legiferare...”.

“Il mio vanto libero”, “Nel Governo che, fermo ancora è, il mio vanto libero, son me”.