Ue, l’Italia è più sola. Tutti contro Conte sulla missione Sophia
Alberto D’ArgenioIl governo: chi viene soccorso nel Canale di Sicilia non va portato nei nostri porti
BRUXELLES. Italia sempre più isolata in Europa: il governo Conte ora rischia di perdere Sophia, la missione militare Ue che dal 2015 pattuglia il Canale di Sicilia per contrastare i trafficanti e salvare i migranti. Mercoledì la nostra diplomazia a Bruxelles ha chiesto al Comitato politico e di sicurezza dell'Unione (Cops) di modificarne il piano operativo eliminando la regola per cui tutte le persone soccorse in mare vengano sbarcate nei nostri porti. Ponendo in sostanza un aut aut: se gli altri paesi non offriranno le loro banchine, Roma boicotterà la missione. Posizione che ha stupito i partner perché non preannunciata, poco chiara e inattesa visto che l'Italia con l'ammiraglio Enrico Credendino ha il comando della squadra navale che le permette di controllare le acque di fronte alla Libia.
Fatto sta che al Cops l'ambasciatore Luca Franchetti Pardo si è trovato isolato. "Erano 27 contro 1", raccontano fonti europee. I pa…
Fatto sta che al Cops l'ambasciatore Luca Franchetti Pardo si è trovato isolato. "Erano 27 contro 1", raccontano fonti europee. I pa…
BRUXELLES. Italia sempre più isolata in Europa: il governo Conte ora rischia di perdere Sophia, la missione militare Ue che dal 2015 pattuglia il Canale di Sicilia per contrastare i trafficanti e salvare i migranti. Mercoledì la nostra diplomazia a Bruxelles ha chiesto al Comitato politico e di sicurezza dell'Unione (Cops) di modificarne il piano operativo eliminando la regola per cui tutte le persone soccorse in mare vengano sbarcate nei nostri porti. Ponendo in sostanza un aut aut: se gli altri paesi non offriranno le loro banchine, Roma boicotterà la missione. Posizione che ha stupito i partner perché non preannunciata, poco chiara e inattesa visto che l'Italia con l'ammiraglio Enrico Credendino ha il comando della squadra navale che le permette di controllare le acque di fronte alla Libia.
Fatto sta che al Cops l'ambasciatore Luca Franchetti Pardo si è trovato isolato. "Erano 27 contro 1", raccontano fonti europee. I partner prima hanno eccepito una questione di metodo, chiedendo perché il governo non avesse preannunciato l'iniziativa al vertice dei ministri degli esteri di due giorni prima. Quindi leggendo tutti la lettera di accompagnamento firmata da Enzo Moavero hanno chiesto cosa intendesse con quel "ne trarremo le conseguenze" in caso di risposta negativa. Roma si spingerebbe a bloccare vascelli militari europei e Nato? La riunione è stata aggiornata a oggi, ma intanto nessuno si è detto pronto ad aprire i porti di fronte alla minaccia italiana.
A Bruxelles ora si parla di "irritazione" per i metodi del governo Salvini-Di Maio, tanto che in queste ore la missione è considerata a rischio. Con Roma di fronte a un bivio: se insisterà a chiedere la modifica immediata del piano operativo di Sophia, pena lo stop all'attracco dei vascelli alleati, l'operazione navale verrà congelata. Con il rischio che salti del tutto o che venga sottratta all'Italia e affidata a qualche altra capitale. Come Madrid, che sposterebbe volentieri la squadra navale di fronte alle sue coste. La seconda alternativa è che il governo accetti di discutere la richiesta all'interno della revisione di Sophia già chiesta da Mogherini, che vuole allargarne i compiti anche al controllo del contrabbando di petrolio per aiutare la stabilizzazione della Libia. In questo caso i partner accetterebbero di esaminare l'istanza italiana in una discussione che durerebbe mesi e il cui esito comunque difficilmente sorriderà al governo Conte.
Allearsi con i Visegrad e bloccare le navi cariche di donne e bambini non sta facendo guadagnare simpatie a Chigi, come notava ieri Sandro Gozi (Pd): "I partner non sono disposti ad accettare i diktat gialloverdi". Un piccolo aiuto a Roma arriverà a giorni dalla Commissione Ue, che su richiesta di Conte proporrà una cabina di regia Ue provvisoria per smistare i migranti bloccati in mare per evitare che ogni volta restino esposti alle intemperie mentre Chigi e Farnesina cercano partner che ne accettino qualche decina. Una misura tampone dettata dalla linea Salvini di bloccare le navi in mare nonostante l'assenza di reale emergenza sbarchi. Quindi Bruxelles chiederà anche l'allestimento di centri per migranti chiusi e sorvegliati in cambio della possibilità di ridistribuire quote di rifugiati tra partner Ue. Conte e Salvini hanno già detto che l'Italia non li aprirà se non faranno altrettanto Francia e Spagna, che a loro volta hanno risposto picche. Sarà un altro scontro in attesa che l'Europa riesca a creare i centri in Africa e allontanare la questione dagli occhi europei. Come chiedono i sovranisti alleati di Salvini.
Fatto sta che al Cops l'ambasciatore Luca Franchetti Pardo si è trovato isolato. "Erano 27 contro 1", raccontano fonti europee. I partner prima hanno eccepito una questione di metodo, chiedendo perché il governo non avesse preannunciato l'iniziativa al vertice dei ministri degli esteri di due giorni prima. Quindi leggendo tutti la lettera di accompagnamento firmata da Enzo Moavero hanno chiesto cosa intendesse con quel "ne trarremo le conseguenze" in caso di risposta negativa. Roma si spingerebbe a bloccare vascelli militari europei e Nato? La riunione è stata aggiornata a oggi, ma intanto nessuno si è detto pronto ad aprire i porti di fronte alla minaccia italiana.
A Bruxelles ora si parla di "irritazione" per i metodi del governo Salvini-Di Maio, tanto che in queste ore la missione è considerata a rischio. Con Roma di fronte a un bivio: se insisterà a chiedere la modifica immediata del piano operativo di Sophia, pena lo stop all'attracco dei vascelli alleati, l'operazione navale verrà congelata. Con il rischio che salti del tutto o che venga sottratta all'Italia e affidata a qualche altra capitale. Come Madrid, che sposterebbe volentieri la squadra navale di fronte alle sue coste. La seconda alternativa è che il governo accetti di discutere la richiesta all'interno della revisione di Sophia già chiesta da Mogherini, che vuole allargarne i compiti anche al controllo del contrabbando di petrolio per aiutare la stabilizzazione della Libia. In questo caso i partner accetterebbero di esaminare l'istanza italiana in una discussione che durerebbe mesi e il cui esito comunque difficilmente sorriderà al governo Conte.
Allearsi con i Visegrad e bloccare le navi cariche di donne e bambini non sta facendo guadagnare simpatie a Chigi, come notava ieri Sandro Gozi (Pd): "I partner non sono disposti ad accettare i diktat gialloverdi". Un piccolo aiuto a Roma arriverà a giorni dalla Commissione Ue, che su richiesta di Conte proporrà una cabina di regia Ue provvisoria per smistare i migranti bloccati in mare per evitare che ogni volta restino esposti alle intemperie mentre Chigi e Farnesina cercano partner che ne accettino qualche decina. Una misura tampone dettata dalla linea Salvini di bloccare le navi in mare nonostante l'assenza di reale emergenza sbarchi. Quindi Bruxelles chiederà anche l'allestimento di centri per migranti chiusi e sorvegliati in cambio della possibilità di ridistribuire quote di rifugiati tra partner Ue. Conte e Salvini hanno già detto che l'Italia non li aprirà se non faranno altrettanto Francia e Spagna, che a loro volta hanno risposto picche. Sarà un altro scontro in attesa che l'Europa riesca a creare i centri in Africa e allontanare la questione dagli occhi europei. Come chiedono i sovranisti alleati di Salvini.