Politica

Decidi Dc

Davide Casaleggio (ansa)
Questa rubrica afferma con serietà che forse ha ragione DC: la rete ci salverà
1 minuti di lettura
Casaleggio (da qui in poi, per brevità chiamato DC) si è concesso ieri su La Verità, curiosamente firmata “Mario Giordano”, il noto imprenditore nel ramo conflitti d’interesse ha destato scalpore teorizzando la scomparsa, nel volgere di qualche lustro, del Parlamento. Lo stupore è motivato: di solito DC promette svolte epocali immediate.

Ma evidentemente le ambasce su Tap, Ilva, reddito di cittadinanza, hanno consigliato cautela, anche al netto dei clamorosi risultati sin qui effettivamente ottenuti, e cioè il taglio retroattivo del vitalizio di Franco Grillini, già leader di Arcigay, che ora non può più permettersi le cure per il cancro. DC, tra le altre cose, spara importanti ovvietà col tono di quello che un tempo tornava dagli Usa e irrompeva nel bar del quartiere spiegando che colà le auto erano grandi il doppio e presto ci sarebbero state autostrade a dodici corsie pure da noi. Dice che «la rete serve per promuovere il Made in Italy» e l’intervistatore lo tratta come Steve Jobs quando inventò l’iPhone. Aggiunge che «i nostri sono inesperti, ma sono esperti del Paese reale», proprio come i tizi che su Fb si definiscono «laureati all’università della vita», e giù applausi. Spara che «uno vale uno, ma l’umanità interconnessa tende a infinito» e invece di sorriderne gli si pone la domanda successiva.

Poi per carità, uno che vuole abolire la democrazia rappresentativa, ha il sostegno di un italiano su tre e l’empatia politica e culturale di almeno un altro, sempre su tre, qualche brivido lo mette. Ma solo ieri Carlo Sibilia, il sottosegretario grillino che voleva normare i rapporti tra uomini e animali, si è fotografato su Twitter a bordo di un pullman deserto sostenendo che ora lo Stato va al lavoro in autobus. E giù una salva di pernacchie. Mentre il deputato sardo Mura spiegava che lui va in Parlamento una volta alla settimana perché deve navigare a vela per combattere l’inquinamento dei mari. E via di sberleffo social.
E Giuseppe Conte si congratulava con gli azzurri del tennis, con ore di ritardo, imitando malamente l’antica grandeur renziana. Come gli internauti non hanno mancato di fargli notare. Ridendone. Spesso con grazia. Questo per dire che forse ha ragione DC: la rete ci salverà. Perché a differenza del vecchio mondo, paludato e schiavo delle convenzioni, ossequiente con chi comanda solo per il riflesso condizionato nei confronti del potere, sa riconoscere al volo chi ci marcia. E potrebbe fagocitarlo. Anche prima di qualche lustro.
I commenti dei lettori