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(ansa)

Migranti, stretta di Salvini sull’asilo

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Verso il decreto sicurezza. "Bloccare le domande di chi commette reati”. Famiglia cristiana lo attacca. Mattarella, allarme razzismo
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Meno rifugiati, meno richiedenti asilo, meno migranti sottoposti al regime di protezione internazionale. Il piano di Matteo Salvini è chiaro e sarà il punto centrale del decreto sicurezza a cui il ministro dell'Interno sta lavorando in queste settimane. Con un obiettivo primario: "Bloccare la domanda di asilo a chi commette reati".

Una stretta che il titolare del Viminale illustra durante l'audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, prendendo spunto dal caso dello stupro di pochi giorni fa a Reggio Emilia: "È incredibile che chi stupra non si veda sospendere la domanda di asilo perché il reato non è abbastanza grave". Anche per questo Salvini sta preparando una lista di reati più ampia, da inserire in decreto, grazie alla quale provare a bloccare l'iter della richiesta di asilo o revocare lo status di rifugiato, protezione concessa a chi può essere perseguitato nel propr…
Meno rifugiati, meno richiedenti asilo, meno migranti sottoposti al regime di protezione internazionale. Il piano di Matteo Salvini è chiaro e sarà il punto centrale del decreto sicurezza a cui il ministro dell'Interno sta lavorando in queste settimane. Con un obiettivo primario: "Bloccare la domanda di asilo a chi commette reati".

Una stretta che il titolare del Viminale illustra durante l'audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, prendendo spunto dal caso dello stupro di pochi giorni fa a Reggio Emilia: "È incredibile che chi stupra non si veda sospendere la domanda di asilo perché il reato non è abbastanza grave". Anche per questo Salvini sta preparando una lista di reati più ampia, da inserire in decreto, grazie alla quale provare a bloccare l'iter della richiesta di asilo o revocare lo status di rifugiato, protezione concessa a chi può essere perseguitato nel proprio Paese per razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un gruppo sociale o opinione politica.

Un tentativo, quello di Salvini, che si scontra con alcuni rilievi normativi sulla sua applicabilità e per i quali sta cercando una soluzione alternativa. Intanto il ministro annuncia altri 400 posti nei Cpr, i centri di permanenza per il rimpatrio. Gli 880 attualmente disponibili "non bastano. Entro l'anno ce ne saranno di nuovi nell'ex carcere di Macomer a Modena, a Gradisca d'Isonzo e Milano".

Un vero e proprio "pacchetto migranti" che si aggiunge al calo degli sbarchi sbandierato dal ministro: "Dal primo giugno, quando si è insediato il governo, sono sbarcati in 4.777 contro i 38.220 del 2017". Nel dettaglio dei numeri, però, Salvini non elenca i migranti morti in mare: 1.490 dal primo gennaio al 18 luglio. Contabilità che ricorda invece Famiglia Cristiana in edicola oggi: in copertina la foto del ministro dell'Interno e il titolo: "Vade retro Salvini". "Niente di personale o ideologico - precisa il settimanale cattolico - si tratta di Vangelo", scrive, ricordando l'impegno della Chiesa "contro certi toni sprezzanti e non evangelici".

"L'accostamento a Satana mi pare di pessimo gusto", commenta il leader della Lega. "Sono l'ultimo dei buoni cristiani - ricorda Salvini che meno di un mese fa aveva chiuso il comizio di Pontida giurando su un rosario - ma non penso di meritare tanto". Due ore prima, però, a proposito di toni sprezzanti, il titolare del Viminale aveva parlato di 30.000 rom "che si ostinano a vivere nei campi" come di una "sacca minoritaria e parassitaria". Una risposta alle parole del capo dello Stato Sergio Mattarella per gli 80 anni del Manifesto della razza: "Le leggi razziste portarono alla feroce persecuzione degli ebrei, presupposto dell'Olocausto - scrive Mattarella - Allo stesso modo ci si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il porrajmos, degli zingari".

Parole che arrivano il giorno dopo lo stop della Corte per i diritti umani di Strasburgo allo sgombero di un campo rom nella capitale. Una Corte "curiosa", secondo Salvini, "che ci mette anni per arrivare al alcune sentenze e una manciata di minuti per arrivare ad altre decisioni. Non sarà Strasburgo a bloccare il ripristino della legalità".

Al suo fianco, al Viminale, annuisce la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che rivendica la sua linea: "Fermezza e accoglienza", dice la prima cittadina al termine di un faccia a faccia col ministro. "Chi pensa che per chiudere un campo ci vogliano 2 giorni è in malafede", afferma e intanto incassa la disponibilità all'uso della forza pubblica per lo sgombero del campo nomadi offerta da Salvini. "Questo è e questo sarà", conclude il vicepremier. "Tutto procede da programma".