Sogno tre milioni in piazza Bisogna agire subito
Marco De Marinis
Ha ragione Saviano. Ci sono momenti in cui "non basta più delegare la resistenza alla propria arte" o professione. Oggi in Italia ci troviamo in uno di questi momenti. A Bologna, come docenti universitari, stiamo decidendo per la ripresa iniziative diffuse che coinvolgano anche gli studenti. Ma bisogna fare di più. Parlare, criticare, esecrare, anche, è fondamentale ma non basta più. Bisogna agire! Sogno tre milioni in piazza a Roma come ai tempi dei girotondi e di Cofferati. Sono fuori dal mondo? Può darsi, ma sarebbe una risposta magnifica e fortissima alla banalità della ferocia in cui stiamo velocemente precipitando.
Come educatori lavoriamo per superare l'ignoranza
Elio Demicheli
A Roberto Saviano. Ci sono. Io e quelli che lavorano con me, ci siamo. Non siamo scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, ma siamo quelli che si possono definire educatori. In passato ho cercato di mettere in mano un libro a molti ragazzini, certo che avrebbero preso il "vizio" della cultura. Poi ho continuato, coinvolgendo altri, in questa insana missione di educare i ragazzi a usare il computer più potente che si portano appresso: il loro cervello. Oggi lo faccio organizzando viaggi d'istruzione con educatori presenti ventiquattr'ore su ventiquattro che seguono un progetto educativo e aiutano i prof nel progetto didattico. Qualcuno, non tanto tempo fa, aveva puntato sulle tre "I" (inglese, impresa, informatica). Anche noi puntiamo su tre I e cerchiamo di abbatterle, soprattutto la prima: l'ignoranza, che porta all'indifferenza che si tramuta alla fine in intolleranza. Il passo successivo è inevitabile, come insegna la Storia. Noi ci siamo, Roberto, e ce la mettiamo tutta per far sì che questi ragazzini crescano in modo diverso, imparando a ragionare con la loro testa e non con quella dei social.
Serve un nuovo partito per battere i nazionalismi
Elisabetta Dellepiane
Non sono una scrittrice, né uno chef, né una youtuber, ma aderisco a ogni singola parola dell'accorato appello di Saviano. Cosa posso fare? Me lo chiedo ogni giorno perché ogni giorno mi sento più pessimista sul futuro delle nostre istituzioni e del nostro Paese. In un recente incontro nella mia regione, le Marche, Romano Prodi sosteneva che l'Europa sarà capace di trovare un guizzo che riavvicini l'un l'altro i Paesi che stanno cedendo alle spinte nazionalistiche e particolaristiche. Ma aggiungeva che, se ciò non dovesse accadere presto, il pericolo è che l'Europa stessa scompaia e resti "una mera espressione geografica". Saviano si rivolge agli intellettuali, mentre io vorrei rivolgermi a politici come Calenda, Gentiloni, Enrico Letta o a funzionari e amministratori pubblici: trovatelo, quel guizzo, per il bene del nostro Paese. Volete fondare un nuovo partito? Fatelo, subito, e molti di noi saranno con voi. Abbiamo la voglia e le energie, a tutte le età. Il Pd ha perso la sua occasione. Create dunque un partito di centro che guardi decisamente a sinistra per far rivivere nei fatti quelle idee e quei modi che non è vero che sono "superati", come vogliono farci credere.
Io, medico psicoterapeuta, e la lezione dei miei pazienti
Michele Battuello
Sono un medico psicoterapeuta romano, docente della Sapienza. Proprio ieri parlavo con una ragazza rom, gentilissima, che al semaforo voleva lavarmi il vetro ma aveva soprattutto voglia di parlare. Li hanno appena cacciati dalle tendopoli sul Tevere a San Paolo-Marconi e stanno in mezzo a una strada. Le ho sorriso imbarazzato ma mi veniva da piangere e da pensare che me ne sarei voluto andare non solo da Roma ma dall'Italia... Poi ho pensato ai miei pazienti, a che fatica fanno per affrontare le loro difficoltà, con quanta forza vengono da me a confrontarsi anche duramente con chi o cosa ha reso la loro vita un inferno, eppure sono qui, reagiscono e veramente cambiano... Purtroppo è veramente difficile trovare altri colleghi, amici, persone disposti alla reazione, sono tutti storditi o drogati da non so che cosa. Anche insegnando all'Università mi accorgo di quanta demotivazione ci sia nei ragazzi ma anche e soprattutto nei docenti e nelle organizzazioni, non gliene frega niente a nesuno. Se ne fottono tutti, quasi. Ma io non mi fermo nella mia ricerca perché, oltre ad ad approfondire le mie materie, sono sicuro che devo continuare a cercare esseri umani che partecipino al cambiamento.
Difendiamo le parole Lievito della democrazia
Pasquale Nuzzolese
Come diceva Natalia Ginzburg bisogna “Rispettare le parole, difendere la salute delle parole”. Le parole sono il lievito della democrazia e di una comunità. Tacere “non possumus”. Pertanto sostengo Roberto Saviano e appoggio il suo appello.
La Marcia per la pace In risposta alla xenofobia
Mao Valpiana Direttore di Azione Nonviolenta
Caro Roberto Saviano, c’è un luogo nel quale tutti coloro che risponderanno positivamente al tuo appello potranno trovarsi fisicamente insieme: la Marcia da Perugia ad Assisi del 7 ottobre. La “Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli”, come la chiamò il suo ideatore Aldo Capitini, può essere la prima risposta forte, corale, nazionale, al governo che calpesta i diritti e sdogana la xenofobia. A chi sparge odio rispondiamo con la pace. A chi innalza muri e ripristina confini rispondiamo con la fratellanza tra i popoli. Pace e fratellanza: sono queste le due gambe sulle quali da più di cinquant’anni cammina il popolo della Perugia-Assisi. In quel tragitto, così evocativo, ognuno può sentirsi a casa. Ognuno nella sua diversità e con la sua specificità. La Marcia è di tutti, di tutti coloro che si riconoscono nei valori, laici e religiosi, a fondamento del vivere civile, di solidarietà e condivisione, di tutti coloro che vogliono rispettare e attuare i principi fondamentali della Costituzione italiana... Oggi c’è una guerra in atto della maggioranza politica contro i diritti di tutti (i diritti si misurano sempre a partire dal più debole ed indifeso, che oggi è il migrante che attraversa il mare per cercare aiuto).
Rompere il silenzio, certo, dire una parola per prendere posizione contro la barbarie che cresce, ma anche mettersi in cammino l’uno a fianco dell’altro, per uscire dall’isolamento, può essere decisivo. Oggi la politica si è armata di odio, il governo incita il cittadino alla difesa armata fai-da-te. La nonviolenza è la risposta vincente, capace di moltiplicare gli anticorpi che potranno prosciugare il brodo di coltura nel quale stanno proliferando i batteri dell’ignoranza, dell’egoismo, del fascismo.
Sogno tre milioni in piazza Bisogna agire subito Marco De Marinis Ha ragione Saviano. Ci sono momenti in cui "non basta più delegare la resistenza alla propria arte" o professione. Oggi in Italia ci troviamo in uno di questi momenti. A Bologna, come docenti universitari, stiamo decidendo per la ripresa iniziative diffuse che coinvolgano anche gli studenti. Ma bisogna fare di più. Parlare, criticare, esecrare, anche, è fondamentale ma non basta più. Bisogna agire! Sogno tre milioni in piazza a Roma come ai tempi dei girotondi e di Cofferati. Sono fuori dal mondo? Può darsi, ma sarebbe una risposta magnifica e fortissima alla banalità della ferocia in cui stiamo velocemente precipitando. Come educatori lavoriamo per superare l'ignoranza Elio Demicheli A Roberto Saviano. Ci sono. Io e quelli che lavorano con me, ci siamo. Non siamo scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, ma siamo quelli che si possono definire educatori. In passato ho cercato di mettere in mano un libro a molti ragazzini, certo che avrebbero preso il "vizio" della cultura. Poi ho continuato, coinvolgendo altri, in questa insana missione di educare i ragazzi a usare il computer più potente che si portano appresso: il loro cervello. Oggi lo faccio organizzando viaggi d'istruzione con educatori presenti ventiquattr'ore su ventiquattro che seguono un progetto educativo e aiutano i prof nel progetto didattico. Qualcuno, non tanto tempo fa, aveva puntato sulle tre "I" (inglese, impresa, informatica). Anche noi puntiamo su tre I e cerchiamo di abbatterle, soprattutto la prima: l'ignoranza, che porta all'indifferenza che si tramuta alla fine in intolleranza. Il passo successivo è inevitabile, come insegna la Storia. Noi ci siamo, Roberto, e ce la mettiamo tutta per far sì che questi ragazzini crescano in modo diverso, imparando a ragionare con la loro testa e non con quella dei social. Serve un nuovo partito per battere i nazionalismi Elisabetta Dellepiane Non sono una scrittrice, né uno chef, né una youtuber, ma aderisco a ogni singola parola dell'accorato appello di Saviano. Cosa posso fare? Me lo chiedo ogni giorno perché ogni giorno mi sento più pessimista sul futuro delle nostre istituzioni e del nostro Paese. In un recente incontro nella mia regione, le Marche, Romano Prodi sosteneva che l'Europa sarà capace di trovare un guizzo che riavvicini l'un l'altro i Paesi che stanno cedendo alle spinte nazionalistiche e particolaristiche. Ma aggiungeva che, se ciò non dovesse accadere presto, il pericolo è che l'Europa stessa scompaia e resti "una mera espressione geografica". Saviano si rivolge agli intellettuali, mentre io vorrei rivolgermi a politici come Calenda, Gentiloni, Enrico Letta o a funzionari e amministratori pubblici: trovatelo, quel guizzo, per il bene del nostro Paese. Volete fondare un nuovo partito? Fatelo, subito, e molti di noi saranno con voi.
Abbiamo la voglia e le energie, a tutte le età. Il Pd ha perso la sua occasione. Create dunque un partito di centro che guardi decisamente a sinistra per far rivivere nei fatti quelle idee e quei modi che non è vero che sono "superati", come vogliono farci credere. Io, medico psicoterapeuta, e la lezione dei miei pazienti Michele Battuello Sono un medico psicoterapeuta romano, docente della Sapienza. Proprio ieri parlavo con una ragazza rom, gentilissima, che al semaforo voleva lavarmi il vetro ma aveva soprattutto voglia di parlare. Li hanno appena cacciati dalle tendopoli sul Tevere a San Paolo-Marconi e stanno in mezzo a una strada. Le ho sorriso imbarazzato ma mi veniva da piangere e da pensare che me ne sarei voluto andare non solo da Roma ma dall'Italia... Poi ho pensato ai miei pazienti, a che fatica fanno per affrontare le loro difficoltà, con quanta forza vengono da me a confrontarsi anche duramente con chi o cosa ha reso la loro vita un inferno, eppure sono qui, reagiscono e veramente cambiano... Purtroppo è veramente difficile trovare altri colleghi, amici, persone disposti alla reazione, sono tutti storditi o drogati da non so che cosa. Anche insegnando all'Università mi accorgo di quanta demotivazione ci sia nei ragazzi ma anche e soprattutto nei docenti e nelle organizzazioni, non gliene frega niente a nesuno. Se ne fottono tutti, quasi. Ma io non mi fermo nella mia ricerca perché, oltre ad ad approfondire le mie materie, sono sicuro che devo continuare a cercare esseri umani che partecipino al cambiamento. Difendiamo le parole Lievito della democrazia Pasquale Nuzzolese Come diceva Natalia Ginzburg bisogna “Rispettare le parole, difendere la salute delle parole”. Le parole sono il lievito della democrazia e di una comunità. Tacere “non possumus”.
Pertanto sostengo Roberto Saviano e appoggio il suo appello. La Marcia per la pace In risposta alla xenofobia Mao Valpiana Direttore di Azione Nonviolenta Caro Roberto Saviano, c’è un luogo nel quale tutti coloro che risponderanno positivamente al tuo appello potranno trovarsi fisicamente insieme: la Marcia da Perugia ad Assisi del 7 ottobre. La “Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli”, come la chiamò il suo ideatore Aldo Capitini, può essere la prima risposta forte, corale, nazionale, al governo che calpesta i diritti e sdogana la xenofobia. A chi sparge odio rispondiamo con la pace. A chi innalza muri e ripristina confini rispondiamo con la fratellanza tra i popoli. Pace e fratellanza: sono queste le due gambe sulle quali da più di cinquant’anni cammina il popolo della Perugia-Assisi. In quel tragitto, così evocativo, ognuno può sentirsi a casa. Ognuno nella sua diversità e con la sua specificità. La Marcia è di tutti, di tutti coloro che si riconoscono nei valori, laici e religiosi, a fondamento del vivere civile, di solidarietà e condivisione, di tutti coloro che vogliono rispettare e attuare i principi fondamentali della Costituzione italiana... Oggi c’è una guerra in atto della maggioranza politica contro i diritti di tutti (i diritti si misurano sempre a partire dal più debole ed indifeso, che oggi è il migrante che attraversa il mare per cercare aiuto). Rompere il silenzio, certo, dire una parola per prendere posizione contro la barbarie che cresce, ma anche mettersi in cammino l’uno a fianco dell’altro, per uscire dall’isolamento, può essere decisivo. Oggi la politica si è armata di odio, il governo incita il cittadino alla difesa armata fai-da-te. La nonviolenza è la risposta vincente, capace di moltiplicare gli anticorpi che potranno prosciugare il brodo di coltura nel quale stanno proliferando i batteri dell’ignoranza, dell’egoismo, del fascismo.
Marco De Marinis
Ha ragione Saviano. Ci sono momenti in cui "non basta più delegare la resistenza alla propria arte" o professione. Oggi in Italia ci troviamo in uno di questi momenti. A Bologna, come docenti universitari, stiamo decidendo per la ripresa iniziative diffuse che coinvolgano anche gli studenti. Ma bisogna fare di più. Parlare, criticare, esecrare, anche, è fondamentale ma non basta più. Bisogna agire! Sogno tre milioni in piazza a Roma come ai tempi dei girotondi e di Cofferati. Sono fuori dal mondo? Può darsi, ma sarebbe una risposta magnifica e fortissima alla banalità della ferocia in cui stiamo velocemente precipitando.
Come educatori lavoriamo per superare l'ignoranza
Elio Demicheli
A Roberto Saviano. Ci sono. Io e quelli che lavorano con me, ci siamo. Non siamo scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, ma siamo quelli che si possono definire educatori. In passato ho cercato di mettere in mano un libro a molti ragazzini, certo che avrebbero preso il "vizio" della cultura. Poi ho continuato, coinvolgendo altri, in questa insana missione di educare i ragazzi a usare il computer più potente che si portano appresso: il loro cervello. Oggi lo faccio organizzando viaggi d'istruzione con educatori presenti ventiquattr'ore su ventiquattro che seguono un progetto educativo e aiutano i prof nel progetto didattico. Qualcuno, non tanto tempo fa, aveva puntato sulle tre "I" (inglese, impresa, informatica). Anche noi puntiamo su tre I e cerchiamo di abbatterle, soprattutto la prima: l'ignoranza, che porta all'indifferenza che si tramuta alla fine in intolleranza. Il passo successivo è inevitabile, come insegna la Storia. Noi ci siamo, Roberto, e ce la mettiamo tutta per far sì che questi ragazzini crescano in modo diverso, imparando a ragionare con la loro testa e non con quella dei social.
Serve un nuovo partito per battere i nazionalismi
Elisabetta Dellepiane
Non sono una scrittrice, né uno chef, né una youtuber, ma aderisco a ogni singola parola dell'accorato appello di Saviano. Cosa posso fare? Me lo chiedo ogni giorno perché ogni giorno mi sento più pessimista sul futuro delle nostre istituzioni e del nostro Paese. In un recente incontro nella mia regione, le Marche, Romano Prodi sosteneva che l'Europa sarà capace di trovare un guizzo che riavvicini l'un l'altro i Paesi che stanno cedendo alle spinte nazionalistiche e particolaristiche. Ma aggiungeva che, se ciò non dovesse accadere presto, il pericolo è che l'Europa stessa scompaia e resti "una mera espressione geografica". Saviano si rivolge agli intellettuali, mentre io vorrei rivolgermi a politici come Calenda, Gentiloni, Enrico Letta o a funzionari e amministratori pubblici: trovatelo, quel guizzo, per il bene del nostro Paese. Volete fondare un nuovo partito? Fatelo, subito, e molti di noi saranno con voi. Abbiamo la voglia e le energie, a tutte le età. Il Pd ha perso la sua occasione. Create dunque un partito di centro che guardi decisamente a sinistra per far rivivere nei fatti quelle idee e quei modi che non è vero che sono "superati", come vogliono farci credere.
Io, medico psicoterapeuta, e la lezione dei miei pazienti
Michele Battuello
Sono un medico psicoterapeuta romano, docente della Sapienza. Proprio ieri parlavo con una ragazza rom, gentilissima, che al semaforo voleva lavarmi il vetro ma aveva soprattutto voglia di parlare. Li hanno appena cacciati dalle tendopoli sul Tevere a San Paolo-Marconi e stanno in mezzo a una strada. Le ho sorriso imbarazzato ma mi veniva da piangere e da pensare che me ne sarei voluto andare non solo da Roma ma dall'Italia... Poi ho pensato ai miei pazienti, a che fatica fanno per affrontare le loro difficoltà, con quanta forza vengono da me a confrontarsi anche duramente con chi o cosa ha reso la loro vita un inferno, eppure sono qui, reagiscono e veramente cambiano... Purtroppo è veramente difficile trovare altri colleghi, amici, persone disposti alla reazione, sono tutti storditi o drogati da non so che cosa. Anche insegnando all'Università mi accorgo di quanta demotivazione ci sia nei ragazzi ma anche e soprattutto nei docenti e nelle organizzazioni, non gliene frega niente a nesuno. Se ne fottono tutti, quasi. Ma io non mi fermo nella mia ricerca perché, oltre ad ad approfondire le mie materie, sono sicuro che devo continuare a cercare esseri umani che partecipino al cambiamento.
Difendiamo le parole Lievito della democrazia
Pasquale Nuzzolese
Come diceva Natalia Ginzburg bisogna “Rispettare le parole, difendere la salute delle parole”. Le parole sono il lievito della democrazia e di una comunità. Tacere “non possumus”. Pertanto sostengo Roberto Saviano e appoggio il suo appello.
La Marcia per la pace In risposta alla xenofobia
Mao Valpiana Direttore di Azione Nonviolenta
Caro Roberto Saviano, c’è un luogo nel quale tutti coloro che risponderanno positivamente al tuo appello potranno trovarsi fisicamente insieme: la Marcia da Perugia ad Assisi del 7 ottobre. La “Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli”, come la chiamò il suo ideatore Aldo Capitini, può essere la prima risposta forte, corale, nazionale, al governo che calpesta i diritti e sdogana la xenofobia. A chi sparge odio rispondiamo con la pace. A chi innalza muri e ripristina confini rispondiamo con la fratellanza tra i popoli. Pace e fratellanza: sono queste le due gambe sulle quali da più di cinquant’anni cammina il popolo della Perugia-Assisi. In quel tragitto, così evocativo, ognuno può sentirsi a casa. Ognuno nella sua diversità e con la sua specificità. La Marcia è di tutti, di tutti coloro che si riconoscono nei valori, laici e religiosi, a fondamento del vivere civile, di solidarietà e condivisione, di tutti coloro che vogliono rispettare e attuare i principi fondamentali della Costituzione italiana... Oggi c’è una guerra in atto della maggioranza politica contro i diritti di tutti (i diritti si misurano sempre a partire dal più debole ed indifeso, che oggi è il migrante che attraversa il mare per cercare aiuto).
Rompere il silenzio, certo, dire una parola per prendere posizione contro la barbarie che cresce, ma anche mettersi in cammino l’uno a fianco dell’altro, per uscire dall’isolamento, può essere decisivo. Oggi la politica si è armata di odio, il governo incita il cittadino alla difesa armata fai-da-te. La nonviolenza è la risposta vincente, capace di moltiplicare gli anticorpi che potranno prosciugare il brodo di coltura nel quale stanno proliferando i batteri dell’ignoranza, dell’egoismo, del fascismo.
Sogno tre milioni in piazza Bisogna agire subito Marco De Marinis Ha ragione Saviano. Ci sono momenti in cui "non basta più delegare la resistenza alla propria arte" o professione. Oggi in Italia ci troviamo in uno di questi momenti. A Bologna, come docenti universitari, stiamo decidendo per la ripresa iniziative diffuse che coinvolgano anche gli studenti. Ma bisogna fare di più. Parlare, criticare, esecrare, anche, è fondamentale ma non basta più. Bisogna agire! Sogno tre milioni in piazza a Roma come ai tempi dei girotondi e di Cofferati. Sono fuori dal mondo? Può darsi, ma sarebbe una risposta magnifica e fortissima alla banalità della ferocia in cui stiamo velocemente precipitando. Come educatori lavoriamo per superare l'ignoranza Elio Demicheli A Roberto Saviano. Ci sono. Io e quelli che lavorano con me, ci siamo. Non siamo scrittori, giornalisti, cantanti, blogger, ma siamo quelli che si possono definire educatori. In passato ho cercato di mettere in mano un libro a molti ragazzini, certo che avrebbero preso il "vizio" della cultura. Poi ho continuato, coinvolgendo altri, in questa insana missione di educare i ragazzi a usare il computer più potente che si portano appresso: il loro cervello. Oggi lo faccio organizzando viaggi d'istruzione con educatori presenti ventiquattr'ore su ventiquattro che seguono un progetto educativo e aiutano i prof nel progetto didattico. Qualcuno, non tanto tempo fa, aveva puntato sulle tre "I" (inglese, impresa, informatica). Anche noi puntiamo su tre I e cerchiamo di abbatterle, soprattutto la prima: l'ignoranza, che porta all'indifferenza che si tramuta alla fine in intolleranza. Il passo successivo è inevitabile, come insegna la Storia. Noi ci siamo, Roberto, e ce la mettiamo tutta per far sì che questi ragazzini crescano in modo diverso, imparando a ragionare con la loro testa e non con quella dei social. Serve un nuovo partito per battere i nazionalismi Elisabetta Dellepiane Non sono una scrittrice, né uno chef, né una youtuber, ma aderisco a ogni singola parola dell'accorato appello di Saviano. Cosa posso fare? Me lo chiedo ogni giorno perché ogni giorno mi sento più pessimista sul futuro delle nostre istituzioni e del nostro Paese. In un recente incontro nella mia regione, le Marche, Romano Prodi sosteneva che l'Europa sarà capace di trovare un guizzo che riavvicini l'un l'altro i Paesi che stanno cedendo alle spinte nazionalistiche e particolaristiche. Ma aggiungeva che, se ciò non dovesse accadere presto, il pericolo è che l'Europa stessa scompaia e resti "una mera espressione geografica". Saviano si rivolge agli intellettuali, mentre io vorrei rivolgermi a politici come Calenda, Gentiloni, Enrico Letta o a funzionari e amministratori pubblici: trovatelo, quel guizzo, per il bene del nostro Paese. Volete fondare un nuovo partito? Fatelo, subito, e molti di noi saranno con voi.
Abbiamo la voglia e le energie, a tutte le età. Il Pd ha perso la sua occasione. Create dunque un partito di centro che guardi decisamente a sinistra per far rivivere nei fatti quelle idee e quei modi che non è vero che sono "superati", come vogliono farci credere. Io, medico psicoterapeuta, e la lezione dei miei pazienti Michele Battuello Sono un medico psicoterapeuta romano, docente della Sapienza. Proprio ieri parlavo con una ragazza rom, gentilissima, che al semaforo voleva lavarmi il vetro ma aveva soprattutto voglia di parlare. Li hanno appena cacciati dalle tendopoli sul Tevere a San Paolo-Marconi e stanno in mezzo a una strada. Le ho sorriso imbarazzato ma mi veniva da piangere e da pensare che me ne sarei voluto andare non solo da Roma ma dall'Italia... Poi ho pensato ai miei pazienti, a che fatica fanno per affrontare le loro difficoltà, con quanta forza vengono da me a confrontarsi anche duramente con chi o cosa ha reso la loro vita un inferno, eppure sono qui, reagiscono e veramente cambiano... Purtroppo è veramente difficile trovare altri colleghi, amici, persone disposti alla reazione, sono tutti storditi o drogati da non so che cosa. Anche insegnando all'Università mi accorgo di quanta demotivazione ci sia nei ragazzi ma anche e soprattutto nei docenti e nelle organizzazioni, non gliene frega niente a nesuno. Se ne fottono tutti, quasi. Ma io non mi fermo nella mia ricerca perché, oltre ad ad approfondire le mie materie, sono sicuro che devo continuare a cercare esseri umani che partecipino al cambiamento. Difendiamo le parole Lievito della democrazia Pasquale Nuzzolese Come diceva Natalia Ginzburg bisogna “Rispettare le parole, difendere la salute delle parole”. Le parole sono il lievito della democrazia e di una comunità. Tacere “non possumus”.
Pertanto sostengo Roberto Saviano e appoggio il suo appello. La Marcia per la pace In risposta alla xenofobia Mao Valpiana Direttore di Azione Nonviolenta Caro Roberto Saviano, c’è un luogo nel quale tutti coloro che risponderanno positivamente al tuo appello potranno trovarsi fisicamente insieme: la Marcia da Perugia ad Assisi del 7 ottobre. La “Marcia per la pace e la fratellanza tra i popoli”, come la chiamò il suo ideatore Aldo Capitini, può essere la prima risposta forte, corale, nazionale, al governo che calpesta i diritti e sdogana la xenofobia. A chi sparge odio rispondiamo con la pace. A chi innalza muri e ripristina confini rispondiamo con la fratellanza tra i popoli. Pace e fratellanza: sono queste le due gambe sulle quali da più di cinquant’anni cammina il popolo della Perugia-Assisi. In quel tragitto, così evocativo, ognuno può sentirsi a casa. Ognuno nella sua diversità e con la sua specificità. La Marcia è di tutti, di tutti coloro che si riconoscono nei valori, laici e religiosi, a fondamento del vivere civile, di solidarietà e condivisione, di tutti coloro che vogliono rispettare e attuare i principi fondamentali della Costituzione italiana... Oggi c’è una guerra in atto della maggioranza politica contro i diritti di tutti (i diritti si misurano sempre a partire dal più debole ed indifeso, che oggi è il migrante che attraversa il mare per cercare aiuto). Rompere il silenzio, certo, dire una parola per prendere posizione contro la barbarie che cresce, ma anche mettersi in cammino l’uno a fianco dell’altro, per uscire dall’isolamento, può essere decisivo. Oggi la politica si è armata di odio, il governo incita il cittadino alla difesa armata fai-da-te. La nonviolenza è la risposta vincente, capace di moltiplicare gli anticorpi che potranno prosciugare il brodo di coltura nel quale stanno proliferando i batteri dell’ignoranza, dell’egoismo, del fascismo.