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Sotto il treno

(ansa)
Marziani/ Il concentrato Toninelli e l'iscritto al Meetup di Roncobilaccio
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Più che concentrato Danilo Toninelli pare costantemente basito. Sia che parli sui social, sia che stia firmando, come ieri, lo smembramento di Anas/Fs. Subito prima di cancellare i vertici di strade e ferrovie, ad esempio, ieri ha condiviso coi fan una lista di notizie che aveva testé appreso con costernazione: finora i due enti in questione erano stati gestiti malamente.

Ok. La Tav, che “è nata male”, è già costata un botto di soldi e non si sa se serva davvero. Ci sto dentro. Forse la mafia s’è infiltrata nei lavori dell’Alta velocità. Vero. Tutte premesse che portano in un’unica direzione: la Torino-Lione non si fa. Eh no: perché subito, stesso post, lo stesso Toninelli di prima scrive che valuterà, rivedrà, incontrerà i francesi, il corridoio Mediterraneo…. Insomma è nata male, però… Però intanto si dedica allo spoiling system estremo rivendicando il “cambia tutto” su basi etiche e prende a pedate alcuni manager pare persino decenti. Perché per distribuire nuovi culi su vecchie poltrone, trovare spazi per gli alleati, insomma per governare, è necessario sparare fumogeni emotivi. Spacciarsi per rivoluzionari mentre si mettono i propri nelle stanze che contano.
Al momento, per esempio, il più serio candidato alla direzione dell’Anas sarebbe Gino Del Sole, iscritto al Meetup Cinque Stelle di Roncobilaccio, che avrebbe convinto Toninelli di aver dato i natali all’omonima Autostrada. Per le Ferrovie, col compito di far arrivare i Regionali in orario, è invece in pole un uomo di Salvini: bisogna solo capire a che punto è la tecnologia per riesumarlo da Predappio. Ma la divisione tra Anas e Ferrovie è solo la prima di una lunga serie che dovrebbe culminare nella lottizzazione dell’Onda Verde: un leghista al ministero dell’Interno c’è già, un grillino dovrebbe andare all’Aiscat non appena capito cosa accidenti sia, la Società Autostrade resta privata, mentre la collaborazione dei gestori Agip potrebbe essere riservata all’opposizione.

Al momento, infatti, l’unico modo per convincere qualcuno a prendere la tessera del Pd è di dare i bollini per il borsone. Infine, subito dopo avere rinnovato i vertici della Cassa Depositi e Prestiti, Conte in persona ha scoperto che Depositi e Prestiti non sono la stessa cosa, come la Sinistra delle magliette rosse aveva fatto credere per anni. Quindi presto avremo un Ad per i Depositi e uno per i Prestiti. Ed entrambi passeranno alla Cassa.
 
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