Politica

Ernesto Preziosi: "No a un partito identitario dei cattolici, ma i credenti provino a svegliare il Pd"

È stato deputato dem e vicepresidente dell'Azione cattolica. Preziosi, vicino a Rosy Bindi, non pensa di aderire a Democrazia solidale, il partito benedetto da Sant'Egidio. Però ha riunito la sua area politica in un'abbazia a Fondi. E lancia un manifesto rivolto in particolare al Pd. Ma non solo

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ROMA. "Sempre bene che qualcosa si muova nel mondo cattolico, ma non credo che un partito identitario possa avvicinare i movimenti, le associazioni, gli amministratori locali, che è quello di cui c'è bisogno". Ernesto Preziosi è stato parlamentare del Pd, molto vicino a Rosy Bindi, ex vicepresidente dell'Azione cattolica e promotore di Argomenti 2000. Con il suo gruppo non pensa di aderire al partito Democrazia solidale dei cattolici vicini a Sant'Egidio che già a settembre nascerà per iniziativa di Paolo Ciani, Mario Giro, Rita Visini dell'Azione cattolica, Cristian Carrara delle Acli, Amedeo Piva e di cui ha parlato Repubblica.
Ma a sua volta non si dà per vinto. Due settimane fa ha riunito in conclave nell'Abbazia di San Magno a Fondi un gruppo di cattolici e insieme hanno preparato un manifesto politico che lancia tra l'altro l'allarme: "Svegliati Pd, fai qualcosa di diverso".

I cattolici sono più che mai in fibrillazione. Il manifesto è in vista di una costituente che ci sarà ad ottobre, mentre venerdì prossimo ci sarà una prima stesura completa del documento. "Di fronte una crisi particolarmente insidiosa della democrazia è urgente che i cattolici, specie quelli che hanno una esperienza associativa e educativa, coloro che hanno competenze professionali, si impegnino in prima persona per contribuire al cambiamento e per dare forza ad un progetto di società che guardi al futuro", scrivono nella bozza.

Però, aggiunge Preziosi, "anche in area cattolica va fatto un salto di qualità che aiuti ad alzare lo sguardo e a vedere lontano. I credenti infatti non sono chiamati a garantire spazi identitari bensì ad aprire processi capaci di dare speranza attraverso scelte motivate e concrete sui grandi temi dell'agenda politica. Occorre collaborare ad una riorganizzazione del centrosinistra".  Insomma lo sguardo è rivolto al Pd in questo caso, nella speranza di una scossa. "Al Pd vogliamo chiedere di aprire davvero una fase di ripensamento, di riconsiderazione del progetto iniziale e di apertura ad un progetto di modernizzazione del paese in un a prospettiva autenticamente europea. Va per questo abbandonato ogni tentativo di egemonia interna ad opera di singole parti. Allo stesso tempo non esiste solo il Pd. Occorre guardarsi intorno e cogliere i tanti segnali di novità, le tante istanze che vengono dai territori, dalle numerose esperienze e aggregazioni che danno voce ad un senso civico, indispensabile per la democrazia", sottolineano. Da qui la Costituente delle idee.
 
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