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(ansa)

Tav e Tap, il no di Salvini ai 5Stelle: “Si faranno, guardiamo avanti”

Scontro sul gasdotto con la grillina Lezzi. “Ma il vero ostacolo con il Movimento sarà la manovra”
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MILANO MARITTIMA (RAVENNA). La chiosa quotidiana dei Cinque stelle sta iniziando a risultare indigesta, al vicepremier Matteo Salvini. Che proprio sul terreno sensibile delle grandi opere, a cominciare dalla Tav, a questo punto si incaponisce. "Si va avanti su tutto, senza tentennamenti, è giunto il momento di guardare avanti, non indietro", dice il leader della Lega ai ministri e parlamentari che lo hanno raggiunto alla festa nazionale del partito a Milano Marittima.

Il capo del Viminale si concede con la fidanzata Elisa Isoardi un'ultima mattinata al sole della costiera romagnola dopo il comizio di sabato e prima di raggiungere in serata poi Alessandria per l'ennesimo appuntamento sul palco. "La pedemontana veneta va fatta, la pedemontana lombarda deve procedere, così Tav in Piemonte e Tap in Puglia", incalza Salvini. Non fosse altro perché in buona parte si tratta di grandi infrastrutture avviate da amministrazioni locali di centrod…
MILANO MARITTIMA (RAVENNA). La chiosa quotidiana dei Cinque stelle sta iniziando a risultare indigesta, al vicepremier Matteo Salvini. Che proprio sul terreno sensibile delle grandi opere, a cominciare dalla Tav, a questo punto si incaponisce. "Si va avanti su tutto, senza tentennamenti, è giunto il momento di guardare avanti, non indietro", dice il leader della Lega ai ministri e parlamentari che lo hanno raggiunto alla festa nazionale del partito a Milano Marittima.

Il capo del Viminale si concede con la fidanzata Elisa Isoardi un'ultima mattinata al sole della costiera romagnola dopo il comizio di sabato e prima di raggiungere in serata poi Alessandria per l'ennesimo appuntamento sul palco. "La pedemontana veneta va fatta, la pedemontana lombarda deve procedere, così Tav in Piemonte e Tap in Puglia", incalza Salvini. Non fosse altro perché in buona parte si tratta di grandi infrastrutture avviate da amministrazioni locali di centrodestra. Al Papeete beach c'è ancora il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, si fanno vedere dal leader anche Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura, e Erika Stefani, Affari regionali, in serata tocca a loro animare il dibattito della festa. A tutti i presenti il vicepremier confida che le uscite di queste ore dei grillini, anche esponenti di governo, non lo preoccupano per la tenuta dell'esecutivo. "Stanno parlando al loro elettorato, come noi parliamo al nostro, non è quello il rischio". Del resto è una permanente campagna elettorale, che i due partiti non hanno mai interrotto anche in vista delle Europee del prossimo maggio. Le nubi che nel fortino della Lega di governo invece intravedono all'orizzonte sono quelle che si addensano sulla manovra d'autunno.

Il vertice a Palazzo Chigi di venerdì ha messo in evidenza sul tavolo del premier Giuseppe Conte e del ministro dell'Economia Giovanni Tria quanto sia corta la coperta dei conti da far quadrare con le promesse elettorali dei due alleati di maggioranza: Flat tax da una parte e reddito di cittadinanza dall'altra. Sono tante e tali gli interessi divergenti appunto che si è reso necessario convocare un nuovo vertice prima della chiusura estiva per mercoledì. Salvini non nasconde le difficoltà ma prova al contempo a rassicurare la sua squadra: "Con Luigi ho un buon rapporto personale, se si supera l'ostacolo della legge di stabilità, la strada poi è in discesa e davvero il governo si consolida e dura per l'intera legislatura". Questo sempre che i 5stelle non continuino ad erigere steccati sulle grandi opere o sulla Rai, sul lavoro o sull'Ilva perché altrimenti, come racconta in queste ore uno dei leghisti più in vista, di strada "non se ne farà tanta, insieme".

L'ultima mina l'ha piazzata ieri via Facebook il ministro per il Sud Barbara Lezzi, schierata e non da ora per lo stop al gasdotto Tap in Puglia. "Al Sud servono altre infrastrutture", manda a dire a Salvini che il giorno prima dal palco di Cervia aveva ricordato invece come quell'opera vada fatta perché consentirà un taglio ai costi dell'energia del 10 per cento per le famiglie. "Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, energia pulita: questi sono gli investimenti che l'Italia aspetta", attacca al contrario la responsabile del Mezzogiorno. Sabato dal Messico si era fatto vivo anche Alessandro Di Battista per chiamare alla mobilitazione i ministri M5S contro la realizzazione di quelle opere ritenute superflue e costose. Raccogliendo subito l'adesione del capo dei Trasporti Danilo Toninelli. La Tav Torino-Lione? "Se per ripagare l'opera ci vorranno "50 anni, finendo col mettere le mani nelle tasche degli italiani, meglio bloccarla", dice il ministro grillino in un'intervista al Corriere della Sera. Il ministro ricorda anche che solo quando a fine anno sarà completata l'analisi costi-benefici sulle grandi opere il governo darà una risposta. Fino ad allora, tutti i cantieri resteranno sub iudice. Così non funziona, a sentire Salvini nel comizio serale nell'Alessandrino: "I 5Stelle sono gente affidabile, con voglia di fare, ma su qualche cosa dobbiamo metterci d'accordo". Altrimenti, è il succo, sarà sempre più dura.