Politica

In fondo a destra

MARZIANI / La vera natura di Alberto Bagnai, oggi leghista: uno skinhead in cravatta pure prima
1 minuti di lettura

In un lungo monologo su Radio1, ieri sera, durante il quale ha amabilmente intervistato il giornalista presente in studio, il presidente della Commissione Bilancio Alberto Bagnai, oggi leghista, ha fatto sfoggio di un eloquio ammirevole, un aplomb istituzionale invidiabile, un efficace paternalismo nei confronti dell’interlocutore, cui ha concesso una rivelazione importante: «Dicevano fossi vicino ai Cinque Stelle, ma io mi ritenevo un intellettuale di sinistra. O sono cambiato io, o è cambiata la sinistra».

A questa domanda, che pure si era posto da solo, Bagnai non ha inteso rispondere. Ma ha instillato il dubbio anche nei pennivendoli come il sottoscritto che ebbero modo di conoscerlo quando salutò la chiusura de l’Unità ballando sulla bara della medesima, con una salva di peti rilasciati sul proprio blog. Ne rammento qualcuno: “Il problema non è che i miei lettori aumentano ogni giorno, e che il vostro giornale non viene ritenuto degno nemmeno di incartare il pesce. Il problema è un altro: vi siete accorti di quanta gente esulta su Twitter per la vostra indecorosa caduta? Vi rendete conto di quanta gente vi odia? (…) Se proprio ci tenete ad esprimervi, prima inginocchiatevi sulla tomba di ogni suicidato, chiedete scusa a ogni moglie, a ogni figlio, a ogni fratello, a ogni sorella, a ogni madre, a ogni padre, che dal regime che avete appoggiato, dal regime che avete legittimato nel nome di Gramsci, ha visto sottrarsi il sostegno e l’affetto di una vita”. Il sottoscritto azzardò qualche controdeduzione, le risposte di Bagnai furono un paio: un’articolessa piena di insulti e il blocco su Twitter. Perché stiamo parlando di un cuor di leone, anche.

Però io sono un ragazzo curioso: se Jovanotti ha cominciato con “È qui la festa?” ed è diventato un raffinato e intelligente performer, magari la grazia governativa ha davvero modificato l’attitudine di un tizio che all’epoca mi pareva una sorta di bullo autolegittimato da opinabili convinzioni economiche. Attraverso un altro profilo twitter, fornitomi nottetempo dal gruppo Bilderberg, ho così verificato l’attività del professore fuori dalla bambagia radiofonica. Sono solo ed esclusivamente retweet di gente con bandierina, attacchi al presidente Mattarella, debunking un tanto al chilo dell’indagine sui troll contro il Quirinale, sfottò al deputato Pd Fiano in quanto giudeo, illazioni sulla lobby ebraica che starebbe dietro questo vicenda. Mi pregerò perciò di rispondere personalmente al quesito che Bagnai ha lasciato in sospeso: no, no, eri proprio uno skinhead in cravatta pure prima.