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Roberto Fico: “Diamo ai migranti vie legali per lavorare. Rai, ora un vero presidente”

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La terza carica dello Stato parla anche dei rapporti con la Lega: "Restiamo forze alternative e ben distinte. Non correremo insieme alle europee". E sulla Tav: "Ho sostenuto la battaglia contro l'Alta velocità dal 2005". "La legge Mancino e quella sul caporalato vanno mantenute e ampliate"
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Sui migranti Roberto Fico pensa al Canada. A uno Stato che ha al suo interno più di dieci nazionalità diverse che superano il milione di persone. Un Paese che accoglie regolando i flussi, scegliendo e integrando. Il presidente della Camera - che a settembre sarà in Egitto per chiedere verità su Giulio Regeni - difende senza esitazioni la legge Martina sul caporalato e la legge Mancino contro il razzismo. Dice un no senza sconti alla Tav e ricorda che quella con la Lega non è un'alleanza: "Restiamo ben distinti e alternativi". Nessuna possibilità di correre insieme alle europee, quindi. Sulla Rai, fa un appello alle forze parlamentari: "Serve un presidente nel pieno delle sue funzioni. E serve il prima possibile".

Sedici braccianti neri morti in pochi giorni in Puglia. Un altro ucciso due mesi fa in Calabria. Ghetti e disumanizzazione dei migranti. Cosa deve fare la politica?
"Nella scorsa legislatura è stat…
Sui migranti Roberto Fico pensa al Canada. A uno Stato che ha al suo interno più di dieci nazionalità diverse che superano il milione di persone. Un Paese che accoglie regolando i flussi, scegliendo e integrando. Il presidente della Camera - che a settembre sarà in Egitto per chiedere verità su Giulio Regeni - difende senza esitazioni la legge Martina sul caporalato e la legge Mancino contro il razzismo. Dice un no senza sconti alla Tav e ricorda che quella con la Lega non è un'alleanza: "Restiamo ben distinti e alternativi". Nessuna possibilità di correre insieme alle europee, quindi. Sulla Rai, fa un appello alle forze parlamentari: "Serve un presidente nel pieno delle sue funzioni. E serve il prima possibile".

Sedici braccianti neri morti in pochi giorni in Puglia. Un altro ucciso due mesi fa in Calabria. Ghetti e disumanizzazione dei migranti. Cosa deve fare la politica?
"Nella scorsa legislatura è stata approvata una legge importante. Ho voluto esprimere la mia vicinanza ai braccianti agricoli andando a San Ferdinando dopo l'uccisione di Soumaila Sacko, portando le condoglianze di Stato. Credo che questo sia un periodo tragico, ma che l'attenzione stia crescendo. C'è da parte del governo e delle forze politiche la consapevolezza che queste situazioni vanno affrontate in modo strutturale, perché le condizioni disumane in cui vivono queste persone non sono degne di un Paese civile".

Il 15 giugno scorso sia il vicepremier Salvini che il ministro dell'agricoltura Centinaio avevano detto di voler cambiare la legge Martina sul caporalato perché "complica invece di semplificare".
"Ho sentito le dichiarazioni di queste ore di tutto il governo, compreso Salvini, e mi sembra si vada in tutt'altra direzione. Quella legge può essere rafforzata e migliorata, ma il principio dev'essere quello di combattere lo sfruttamento".

Il presidente M5S della commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Brescia, parla di inserire i migranti in circuiti legali attraverso vie di accesso sicure, a partire dal prossimo decreto flussi. È d'accordo?
"Certo. Le vie legali di accesso sono coerenti al cento per cento con la lotta alla tratta degli esseri umani. Un'immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada, può portare benefici per tutti. Dove questo non avviene, dove non si integra, crescono lo scontro sociale e la paura".

L'idea del governo che rappresenta la maggioranza che l'ha eletta, però, è un'altra: finanziare la Libia perché blocchi i migranti, in terra o in mare. Senza chiedere adeguate garanzie per i diritti umani. È accettabile?
"La Libia ha un problema strutturale di diritti umani. La prima cosa che dobbiamo chiedere è che i centri che accolgono i migranti lavorino sotto l'egida delle organizzazioni internazionali. E che non ce ne siano di illegali".

Il Parlamento però ha approvato il regalo di motovedette per il controllo delle coste senza porre condizioni.
"Prima che quelle motovedette arrivino passerà del tempo. E ci sarà da lavorare, anche a livello europeo, per la stabilizzazione della Libia".

I rapporti con l'uomo forte della Cirenaica Haftar per il contrasto all'immigrazione sono stati uno dei motivi per cui l'Italia ha ripreso il dialogo con l'Egitto di Al-Sisi. Nonostante la verità su Giulio Regeni non sia arrivata. I genitori del ricercatore torturato e ucciso al Cairo devono rassegnarsi a non conoscerla mai?
"Dal primo giorno in quest'ufficio mi sono impegnato perché la ricerca della verità su Regeni diventasse un obiettivo di tutto il governo. Ho incontrato i genitori, che ringrazio per il coraggio e la forza, insieme al loro avvocato. Prima da solo, poi con il ministro degli Esteri. Moavero, nel suo faccia a faccia di pochi giorni fa con Al-Sisi, ha messo la questione Regeni al primo punto. C'è stato un incontro con il presidente del Consiglio Conte, la dichiarazione in conferenza stampa di Salvini quand'è andato in Egitto. Io stesso a settembre sarò lì, invitato dal presidente del Parlamento, in vista della riunione tra la procura di Roma, che sta facendo un lavoro straordinario, e quella del Cairo. Non molliamo".

Il ministro Fontana ha proposto di abolire la legge Mancino contro l'ideologia nazifascista e le discriminazioni razziali. Nella maggioranza c'è chi ritiene si tratti di idee da non perseguire. Lei che ne pensa?
"Da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che quella legge va mantenuta e ampliata. Non c'è discussione su questo".

Sulla Tav, sulle grandi opere, sulla Rai, ce n'è molta. Cominciamo dalla fine. Dal Pd è stato chiesto a lei e alla presidente del Senato Casellati di intervenire.
"La Vigilanza è un organo autonomo, la mia sarebbe un'ingerenza. Quello che penso è che la Rai debba avere subito un presidente ed essere messa in grado di lavorare per il bene dei cittadini che pagano il canone. C'è molto da fare, a partire dalla riforma delle news".

Di Maio ha detto che il cda Rai è nel pieno delle sue funzioni. Può restare Marcello Foa da consigliere anziano?
"Servono un nuovo voto e un presidente a tutti gli effetti".

Il Movimento 5 stelle, cresciuto sulla lotta alla diseguaglianza, fa parte di un governo che vuol fare la flat tax. State tradendo i vostri principi?
"Per 90 giorni si è tentato di formare un governo politico su input del presidente della Repubblica. Dopo tanti tentativi, l'unico modo per riuscirci è stato fare non un'alleanza, ma un contratto, inserendo i temi che potevano essere avvicinati di due programmi molto diversi. E le misure qualificanti dei due partiti: la flat tax e il reddito di cittadinanza".

Non mi ha risposto: sono l'una il contrario dell'altra.
"Per esprimermi sulla flat tax devo vedere come verrà modulata dal ministro Tria. L'idea che accomuna tutto il governo è quella di politiche espansive che aumentino la capacità di reddito e facciano crescere la domanda interna".

Altro tema che vi vede all'opposto: le grandi opere.
"La Lega conosce la nostra storia, noi la loro. Siamo forze politiche ben distinte e alternative".

Non c'è la possibilità che corriate insieme alle prossime europee?
"No. Quanto alla Tav, quella contro la Torino Lione è una lotta cui ho partecipato dal 2005. C'è stato un grande lavoro con il movimento no Tav, è una battaglia che non si può dimenticare. Come l'acqua pubblica, cui ho legato la mia presidenza. La legge arriverà presto e mi auguro venga approvata con il più ampio consenso possibile".

I vitalizi sono destinati a restare una riforma a metà?
"Mi auguro che il Senato segua l'esempio della Camera, che - lo ha detto anche il Consiglio di Stato - ha scelto la strada corretta, quella di una delibera in ufficio di presidenza, come per queste materie avviene dal 1956".

Non teme ricorsi quindi?
"No, ma so che arriveranno".