Fraccaro: “Corsia preferenziale per il reddito di cittadinanza. E sulla Tav qualcuno cederà”
Annalisa Cuzzocrea, di ANNALISA CUZZOCREAIl ministro grillino per i Rapporti con il Parlamento: "ll reddito arriverà con una legge collegata al Def. possibile un avvio con una platea ristretta. A settembre i progetti costituzionali per ridurre i parlamentari e i tagli alle pensioni d'oro"
Dal treno che lo riporta a Trento, a casa, Riccardo Fraccaro spiega: il reddito di cittadinanza arriverà con una proposta di legge collegata al Def. Settembre sarà il mese delle battaglie simbolo del Movimento 5 stelle: "Interverremo su pensioni d'oro, anticorruzione. Poi le riforme costituzionali, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari".
Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra di Bilancio o servirà un altro disegno di legge?
"Le due cose non sono in contraddizione: a ottobre ci sarà la nota di variazione al Def, che potrà contenere leggi collegate con una corsia preferenziale. Le coperture saranno individuate nella legge di Bilancio".
Le troverete?
"Abbiamo una linea politica precisa sulle coperture, si tratta solo di definirle. Siamo fiduciosi che si possa avviare da subito il percorso".
Ma si potrebbe dover cominciare con una platea di persone più ristretta o con un sussidio pi…
Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra di Bilancio o servirà un altro disegno di legge?
"Le due cose non sono in contraddizione: a ottobre ci sarà la nota di variazione al Def, che potrà contenere leggi collegate con una corsia preferenziale. Le coperture saranno individuate nella legge di Bilancio".
Le troverete?
"Abbiamo una linea politica precisa sulle coperture, si tratta solo di definirle. Siamo fiduciosi che si possa avviare da subito il percorso".
Ma si potrebbe dover cominciare con una platea di persone più ristretta o con un sussidio pi…
Dal treno che lo riporta a Trento, a casa, Riccardo Fraccaro spiega: il reddito di cittadinanza arriverà con una proposta di legge collegata al Def. Settembre sarà il mese delle battaglie simbolo del Movimento 5 stelle: "Interverremo su pensioni d'oro, anticorruzione. Poi le riforme costituzionali, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari".
Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra di Bilancio o servirà un altro disegno di legge?
"Le due cose non sono in contraddizione: a ottobre ci sarà la nota di variazione al Def, che potrà contenere leggi collegate con una corsia preferenziale. Le coperture saranno individuate nella legge di Bilancio".
Le troverete?
"Abbiamo una linea politica precisa sulle coperture, si tratta solo di definirle. Siamo fiduciosi che si possa avviare da subito il percorso".
Ma si potrebbe dover cominciare con una platea di persone più ristretta o con un sussidio più basso rispetto ai 780 euro promessi?
"Il nostro obiettivo è di introdurre tutto già dal 2019, quindi con la legge di Bilancio del 2018".
Toglierete gli 80 euro a chi guadagna meno di 1500 euro per abbassare le tasse ai più ricchi?
"No, non è vero. Con la flat tax daremo una mano a tutti i contribuenti onesti a scapito di chi non ha mai pagato le tasse. In più ci saranno detrazioni e una fascia di esenzione per i più deboli".
Per le pensioni d'oro, la soglia resta di 4000 euro netti?
"Chiariamo: nessuno deve avere timore se ha una pensione legata ai contributi versati. Diverso è il caso di chi in passato ha ricevuto pensioni calcolate su base retributiva. Taglieremo le eccedenze slegate dai contributi".
Quanto vale una misura del genere?
"Più di mezzo miliardo".
Su corruzione la proposta è sempre quella del daspo ai corrotti e dell'agente provocatore?
"Sì, ma interverremo anche sulla trasparenza di tutte le fondazioni, da quelle politiche a quelle bancarie".
Non ne avete anche voi?
"No, le nostre sono associazioni. E comunque riteniamo doveroso che ci siano bilanci pubblici e che si conoscano i finanziatori".
Le riforme costituzionali che proponete ricordano quelle di Renzi: meno parlamentari, l'abolizione del Cnel. Eppure contro quelle vi siete battuti strenuamente. Non era una battaglia di merito?
"La differenza fondamentale è che Renzi aveva messo insieme come al solito tutto e il contrario di tutto: c'era l'abolizione del Cnel, ma c'era anche la trasformazione del Senato nel dopolavoro dei consiglieri regionali. Non presenteremo agli italiani un pacchetto prendere o lasciare, ma riforme puntuali".
Quali?
"La riduzione del numero dei parlamentari, i referendum propositivi, l'abolizione del quorum in quelli abrogativi, l'abolizione del Cnel. Nel contratto di governo c'è anche la giunta per le elezioni, le cui decisioni oggi non sono appellabili".
Volete depotenziarla?
"Non è quello il punto, inseriremo la possibilità di fare ricorso alla Corte Costituzionale".
Sono temi condivisi con la Lega?
"Sono tutti nel contratto, c'è già stato un confronto su questo".
Che tempi prevede?
"Non si può fare tutto nel primo anno, ma se c'è la volontà politica si può andare avanti spediti. La centralità del Parlamento sarà sempre garantita".
Sulla riduzione dei parlamentari non prevede freni?
"Sarà la dimostrazione della capacità del Parlamento di autoriformarsi. La nostra proposta prevede un taglio di 345 eletti, con 400 deputati e 200 senatori. E con il referendum propositivo, una delle ragioni d'essere dei 5Stelle, incoraggeremo la politica rappresentativa ad aprirsi ai cittadini".
Secondo Davide Casaleggio la democrazia rappresentativa sarà superata grazie alle tecnologie. È d'accordo?
"Era una previsione a lungo termine che non sono in grado di confermare".
Ma se lo augura?
"Noi adesso vogliamo un Parlamento al centro dei meccanismi istituzionali, che consenta anche ai cittadini di partecipare sempre di più alle decisioni pubbliche. Pensiamo a un'integrazione, non a una sostituzione del Parlamento, altrimenti non ci saremmo mai candidati".
Che fine farà un'altra delle vostre battaglie fondative, quella no Tav? Come farete a conciliare filosofie così diverse sulle grandi opere con la Lega?
"Sapevamo prima di partire di avere diverse sensibilità politiche, conoscevamo le nostre differenze. Se non ce ne fossero saremmo la stessa cosa, ma non lo siamo. Abbiamo identità diverse".
E quindi come si fa su Tav? Tap?
"Abbiamo trovato un metodo".
Sa che l'analisi costi benefici sembra una formula utile solo a rimandare le decisioni?
"E invece la faremo seriamente e poi decideremo in una cabina di regia dedicata".
Questo significa che potreste dover cedere?
"In due le cose funzionano se rinunci a qualcosa per fare un passo avanti tutti insieme. Dovremo studiare le carte. Io sono convinto che la Tav non serva, è giusto che ci si concentri sui numeri reali. Credo sia la cosa più corretta".
Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra di Bilancio o servirà un altro disegno di legge?
"Le due cose non sono in contraddizione: a ottobre ci sarà la nota di variazione al Def, che potrà contenere leggi collegate con una corsia preferenziale. Le coperture saranno individuate nella legge di Bilancio".
Le troverete?
"Abbiamo una linea politica precisa sulle coperture, si tratta solo di definirle. Siamo fiduciosi che si possa avviare da subito il percorso".
Ma si potrebbe dover cominciare con una platea di persone più ristretta o con un sussidio più basso rispetto ai 780 euro promessi?
"Il nostro obiettivo è di introdurre tutto già dal 2019, quindi con la legge di Bilancio del 2018".
Toglierete gli 80 euro a chi guadagna meno di 1500 euro per abbassare le tasse ai più ricchi?
"No, non è vero. Con la flat tax daremo una mano a tutti i contribuenti onesti a scapito di chi non ha mai pagato le tasse. In più ci saranno detrazioni e una fascia di esenzione per i più deboli".
Per le pensioni d'oro, la soglia resta di 4000 euro netti?
"Chiariamo: nessuno deve avere timore se ha una pensione legata ai contributi versati. Diverso è il caso di chi in passato ha ricevuto pensioni calcolate su base retributiva. Taglieremo le eccedenze slegate dai contributi".
Quanto vale una misura del genere?
"Più di mezzo miliardo".
Su corruzione la proposta è sempre quella del daspo ai corrotti e dell'agente provocatore?
"Sì, ma interverremo anche sulla trasparenza di tutte le fondazioni, da quelle politiche a quelle bancarie".
Non ne avete anche voi?
"No, le nostre sono associazioni. E comunque riteniamo doveroso che ci siano bilanci pubblici e che si conoscano i finanziatori".
Le riforme costituzionali che proponete ricordano quelle di Renzi: meno parlamentari, l'abolizione del Cnel. Eppure contro quelle vi siete battuti strenuamente. Non era una battaglia di merito?
"La differenza fondamentale è che Renzi aveva messo insieme come al solito tutto e il contrario di tutto: c'era l'abolizione del Cnel, ma c'era anche la trasformazione del Senato nel dopolavoro dei consiglieri regionali. Non presenteremo agli italiani un pacchetto prendere o lasciare, ma riforme puntuali".
Quali?
"La riduzione del numero dei parlamentari, i referendum propositivi, l'abolizione del quorum in quelli abrogativi, l'abolizione del Cnel. Nel contratto di governo c'è anche la giunta per le elezioni, le cui decisioni oggi non sono appellabili".
Volete depotenziarla?
"Non è quello il punto, inseriremo la possibilità di fare ricorso alla Corte Costituzionale".
Sono temi condivisi con la Lega?
"Sono tutti nel contratto, c'è già stato un confronto su questo".
Che tempi prevede?
"Non si può fare tutto nel primo anno, ma se c'è la volontà politica si può andare avanti spediti. La centralità del Parlamento sarà sempre garantita".
Sulla riduzione dei parlamentari non prevede freni?
"Sarà la dimostrazione della capacità del Parlamento di autoriformarsi. La nostra proposta prevede un taglio di 345 eletti, con 400 deputati e 200 senatori. E con il referendum propositivo, una delle ragioni d'essere dei 5Stelle, incoraggeremo la politica rappresentativa ad aprirsi ai cittadini".
Secondo Davide Casaleggio la democrazia rappresentativa sarà superata grazie alle tecnologie. È d'accordo?
"Era una previsione a lungo termine che non sono in grado di confermare".
Ma se lo augura?
"Noi adesso vogliamo un Parlamento al centro dei meccanismi istituzionali, che consenta anche ai cittadini di partecipare sempre di più alle decisioni pubbliche. Pensiamo a un'integrazione, non a una sostituzione del Parlamento, altrimenti non ci saremmo mai candidati".
Che fine farà un'altra delle vostre battaglie fondative, quella no Tav? Come farete a conciliare filosofie così diverse sulle grandi opere con la Lega?
"Sapevamo prima di partire di avere diverse sensibilità politiche, conoscevamo le nostre differenze. Se non ce ne fossero saremmo la stessa cosa, ma non lo siamo. Abbiamo identità diverse".
E quindi come si fa su Tav? Tap?
"Abbiamo trovato un metodo".
Sa che l'analisi costi benefici sembra una formula utile solo a rimandare le decisioni?
"E invece la faremo seriamente e poi decideremo in una cabina di regia dedicata".
Questo significa che potreste dover cedere?
"In due le cose funzionano se rinunci a qualcosa per fare un passo avanti tutti insieme. Dovremo studiare le carte. Io sono convinto che la Tav non serva, è giusto che ci si concentri sui numeri reali. Credo sia la cosa più corretta".