Berlino e la leva, Merkel pensa a reintrodurre un “anno di servizio”
Giampaolo Cadalanu , dal nostro inviato GIAMPAOLO CADALANUPer i tedeschi l'impegno non sarebbe solo di carattere militare. Nel resto d'Europa l'obbligo sta sparendo
Dopo il "servizio nazionale" che Macron vuole introdurre in Francia, la discussione è ripartita anche in Germania: ripristinare o no la leva obbligatoria, abolita nel 2011? La Cdu di Angela Merkel vuole proporla nel programma per il voto del 2021: l'idea di Annegret Kramp-Karrenbauer, segretaria del partito, è quella di un anno "di servizio", non necessariamente militare. L'impegno dovrebbe essere richiesto anche alle donne e potrebbe essere utilizzato dallo Stato in campo tecnico ma anche come assistenza agli ammalati e cura degli anziani. Ma i tecnici hanno dubbi sulla costituzionalità della proposta e la sinistra segnala che per una famiglia povera può essere un forte sacrificio rinunciare al lavoro di un figlio.
In Europa l'obbligo di indossare la divisa è in via di sparizione: il Regno Unito aveva avviato il processo già dal 1957, il Belgio e l'Olanda nel 1997, ma ancora nel 2000 gran parte delle nazio…
In Europa l'obbligo di indossare la divisa è in via di sparizione: il Regno Unito aveva avviato il processo già dal 1957, il Belgio e l'Olanda nel 1997, ma ancora nel 2000 gran parte delle nazio…
Dopo il "servizio nazionale" che Macron vuole introdurre in Francia, la discussione è ripartita anche in Germania: ripristinare o no la leva obbligatoria, abolita nel 2011? La Cdu di Angela Merkel vuole proporla nel programma per il voto del 2021: l'idea di Annegret Kramp-Karrenbauer, segretaria del partito, è quella di un anno "di servizio", non necessariamente militare. L'impegno dovrebbe essere richiesto anche alle donne e potrebbe essere utilizzato dallo Stato in campo tecnico ma anche come assistenza agli ammalati e cura degli anziani. Ma i tecnici hanno dubbi sulla costituzionalità della proposta e la sinistra segnala che per una famiglia povera può essere un forte sacrificio rinunciare al lavoro di un figlio.
In Europa l'obbligo di indossare la divisa è in via di sparizione: il Regno Unito aveva avviato il processo già dal 1957, il Belgio e l'Olanda nel 1997, ma ancora nel 2000 gran parte delle nazioni europee lo considerava ancora necessario. Oggi sono solo una decina i Paesi che conservano la leva, per considerazioni strategiche, si tratta delle nazioni coinvolte in tensioni internazionali, oppure vicine a Paesi la cui politica estera non offre a loro giudizio garanzie di sicurezza.
Mantengono l'obbligo i Paesi scandinavi, che considerano inquietante la vicinanza con la Russia. In Finlandia il servizio militare dura da sei a dodici mesi, secondo il livello di istruzione. Dal 1995 le donne possono arruolarsi per un servizio volontario. In Norvegia non è previsto il servizio civile, ma gli obiettori non vengono perseguiti. L'obbligo dei dodici mesi vale anche per le donne, come in Svezia. Stoccolma ha reintrodotto l'obbligo quest'anno, dopo aver sperimentato di non avere sufficienti volontari. In Danimarca la leva ha durata flessibile, dai quattro ai dodici mesi, a seconda del numero di volontari disponibili per le esigenze della Difesa.
Le tensioni con la Russia fanno mantenere otto mesi di servizio obbligatorio anche in Estonia. Simile la situazione della Lituania, dove la coscrizione (nove mesi) è stata abolita nel 2008 ma reintrodotta dopo la crisi ucraina del 2015. La Lettonia discute sul ritorno della coscrizione obbligatoria, ma per ora fa affidamento su Forze armate professionali. Grecia e Cipro guardano alle tensioni con la Turchia e non discutono di abolizione della leva, Atene anzi valuta un'estensione del servizio da nove a dodici mesi. Svizzera e Austria, che non fanno parte di alleanze militari, hanno confermato con i referendum la volontà di mantenere l'obbligo militare, sostituibile però con un servizio civile.
In Europa l'obbligo di indossare la divisa è in via di sparizione: il Regno Unito aveva avviato il processo già dal 1957, il Belgio e l'Olanda nel 1997, ma ancora nel 2000 gran parte delle nazioni europee lo considerava ancora necessario. Oggi sono solo una decina i Paesi che conservano la leva, per considerazioni strategiche, si tratta delle nazioni coinvolte in tensioni internazionali, oppure vicine a Paesi la cui politica estera non offre a loro giudizio garanzie di sicurezza.
Mantengono l'obbligo i Paesi scandinavi, che considerano inquietante la vicinanza con la Russia. In Finlandia il servizio militare dura da sei a dodici mesi, secondo il livello di istruzione. Dal 1995 le donne possono arruolarsi per un servizio volontario. In Norvegia non è previsto il servizio civile, ma gli obiettori non vengono perseguiti. L'obbligo dei dodici mesi vale anche per le donne, come in Svezia. Stoccolma ha reintrodotto l'obbligo quest'anno, dopo aver sperimentato di non avere sufficienti volontari. In Danimarca la leva ha durata flessibile, dai quattro ai dodici mesi, a seconda del numero di volontari disponibili per le esigenze della Difesa.
Le tensioni con la Russia fanno mantenere otto mesi di servizio obbligatorio anche in Estonia. Simile la situazione della Lituania, dove la coscrizione (nove mesi) è stata abolita nel 2008 ma reintrodotta dopo la crisi ucraina del 2015. La Lettonia discute sul ritorno della coscrizione obbligatoria, ma per ora fa affidamento su Forze armate professionali. Grecia e Cipro guardano alle tensioni con la Turchia e non discutono di abolizione della leva, Atene anzi valuta un'estensione del servizio da nove a dodici mesi. Svizzera e Austria, che non fanno parte di alleanze militari, hanno confermato con i referendum la volontà di mantenere l'obbligo militare, sostituibile però con un servizio civile.