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Toti e Meloni, nuovo partito per chi scappa da Berlusconi

Il progetto di alleanza con la Lega e la promessa di 40 seggi. Ma sinora pochi sì
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C'è un partito che sta franando, mentre Silvio Berlusconi in camicia bianca di lino si lascia immortalare su Twitter dall'amico Flavio Briatore in compagnia dell'imprenditore francese Martin Bouygues nei giardini di Villa Certosa, in Sardegna. E se, dopo il ricovero dei giorni scorsi, il Cavaliere viene definito "molto in forma" nel post dell'ex manager di F1, non altrettanto si può dire di Forza Italia.

La campagna acquisti della Lega è ufficialmente partita, intanto negli enti locali. E chi in Parlamento non se la sente di passare alla sponda di Salvini osserva i movimenti della "strana coppia" Giovanni Toti-Giorgia Meloni. Il loro progetto, ancora coperto e in fase embrionale, potrebbe portare alla nascita da qui alle Europee del nuovo partito "arancione". La "seconda gamba del centrodestra", per dirla col governatore, da affiancare a quella preponderante leghista. Quanto basta insomma per trasformare que…
C'è un partito che sta franando, mentre Silvio Berlusconi in camicia bianca di lino si lascia immortalare su Twitter dall'amico Flavio Briatore in compagnia dell'imprenditore francese Martin Bouygues nei giardini di Villa Certosa, in Sardegna. E se, dopo il ricovero dei giorni scorsi, il Cavaliere viene definito "molto in forma" nel post dell'ex manager di F1, non altrettanto si può dire di Forza Italia.

La campagna acquisti della Lega è ufficialmente partita, intanto negli enti locali. E chi in Parlamento non se la sente di passare alla sponda di Salvini osserva i movimenti della "strana coppia" Giovanni Toti-Giorgia Meloni. Il loro progetto, ancora coperto e in fase embrionale, potrebbe portare alla nascita da qui alle Europee del nuovo partito "arancione". La "seconda gamba del centrodestra", per dirla col governatore, da affiancare a quella preponderante leghista. Quanto basta insomma per trasformare quel che resta di Forza Italia e dei fedelissimi berlusconiani in una sorta di bad company.

Non a caso il plenipotenziario di Salvini Giancarlo Giorgetti, in una intervista a Libero, conferma quanto siano "freddini" i rapporti con l'alleato storico, definendo ormai il centrodestra "una categoria dello spirito, non più della politica". Roba quasi archiviata, insomma. Che poi fa il paio con l'annuncio della rottura dell'alleanza in Abruzzo, dove la Lega correrà da sola a ottobre. Preludio forse di quel che accadrà nelle altre regioni: Basilicata, Piemonte, Toscana, Puglia.

Sono tutti segnali che hanno fatto saltare i nervi ai forzisti. "Alle prossime elezioni capiremo con chi sta realmente Salvini", attacca la capogruppo Gelmini, "deriva grillina della Lega", rincara la sua collega al Senato Bernini. E così tanti altri in coro. Il sospetto è che l'ormai ex alleato si prepari a forme di desistenza con gli amici al governo del M5S. Tagliandoli fuori, appunto.

Ma se c'è tanto nervosismo è anche perché in questa fase già calante, coi sondaggi sotto il 10, i radar interni a Fi registrano movimenti poco rassicuranti. Nell'ultimo mese si sono tenuti a Roma degli incontri ristretti alla presenza di parlamentari lombardi, piemontesi e campani sotto la regia del governatore ligure Giovanni Toti. Il prudente ex direttore Mediaset non era presente, per suo conto le riunioni riservate sono state curate da due deputati lombardi di Fi. In qualche caso il governatore si è collegato in viva voce per salutare i presenti. In agenda - racconta chi ha partecipato - il cantiere per la nascita di un nuovo soggetto politico che dovrebbe coinvolgere, a sentire i due "ambasciatori", anche Giorgia Meloni. Il leader da selezionare attraverso le primarie (che non coinvolgerebbero come è ovvio Berlusconi) e l'alleanza organica con la Lega come stella polare. Tutti i peones forzisti sondati, sarebbero stati allettati con la "garanzia di una quarantina di posti sicuri" nei collegi o nel listino della futura federazione.

Ma che interesse avrebbe Meloni? I sondaggi, intanto, fanno danzare pericolosamente Fdi attorno alla soglia-baratro del 3. Serve una svolta simil-moderata per evitare di essere fagocitati dalla Lega. Ecco così operazioni come il passaggio dell'ultrà berlusconiano Simone Furlan, fondatore dell'Esercito di Silvio. Toti ha già coinvolto gli amministratori locali, nega cene e incontri sediziosi, ma nell'intervista di ieri al Corriere della Sera invita a "ripensare un nuovo centrodestra a due gambe: una leghista e una seconda fatta da chi vota Fi, Fdi, il mondo civico e cattolico". Comunque in "alleanza strategica con la Lega". È il nuovo soggetto che pone le basi, appunto. Anche se finora i "cacciatori di teste" in Parlamento sembra abbiano raccolto solo "vedremo", zero adesioni. Berlusconi dalla Sardegna non si è stupito più di tanto dopo aver letto le parole del governatore, spiega chi lo ha sentito dalla Sardegna. Come se Toti militasse già altrove: "Non mi interessa, Giovanni lavora ormai per il re di Prussia".