Il Ministro per la Concentrazione Danilo Toninelli è sicuramente una persona mite e dabbene. In tempi in cui una competenza anche vaga per guidare un dicastero era ancora merce spendibile, sarebbe stato un brillante funzionario aziendale nel distretto caseario in cui ha avuto il fato di nascere, un lombardo cocciuto e operoso, di quelli che assommano alla dedizione per il lavoro una certa qual passione civile.
Purtroppo gli è toccata in sorte una carriera politica che l’ha reso, ad oggi, il portaborse del Ministro della Paura e suo competitor (che dio mi perdoni) nella diuturna battaglia social. Per fronteggiare il crepitio populista di Salvini, Toninelli è costretto a estromettere una mascella che non ha, digrignando canini che non possiede, con esiti purtroppo non efficacissimi. Ieri per esempio ha dovuto trattare la vicenda della nave Aquarius e del suo carico di poveretti rimbalzati da tutti nel Mediterraneo, e ne è uscito con un tweet traballante in cui cercava di rifilare il “problema” a Gibilterra, a Malta, al Regno Unito, comunque non noi, ma soprattutto affermava che “L’Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera Libica”. Non la barca, i suoi movimenti, l’operazione.
Proprio la Ong. Non fosse che la difficoltà di Tony Nelli con la nostra bella lingua è nota, si potrebbe prendere il post alla lettera e dedurne, che secondo il Ministro, i libici coordinano un’organizzazione di “taxi del mare” (cit. Luigi Di Maio). Con le conseguenze diplomatiche del caso. Ma per fortuna anche a Tripoli sanno che da questa parte del Mediterraneo ormai parliamo l’italiano peggio di loro. E che la batteria comunicativa della Casaleggio perde colpi, sopravanzata dalla Cassöla e associati leghista. Un esempio? Com’è noto Toninelli è concentrato anche sulle questioni stradali: vuol rendere obbligatorio il seggiolino rotante della Meloni e togliere (giustamente) la patente a chi telefona mentre guida.
Quindi ha pubblicato una sua foto concentratissima per sostenere la campagna. Senza indossare la cintura di sicurezza. Non solo: l’immagine del Toninelli al volante, debitamente decinturizzato, era stata specchiata, facendolo risultare alla guida di un’auto col volante dalla parte sbagliata. Come se la misura auspicata riguardasse solo le vetture inglesi. O, più probabilmente, in una rotonda metafora di questo Governo: a bordo ci sono anche Toninelli e Di Maio, ma la guida è a destra.
Purtroppo gli è toccata in sorte una carriera politica che l’ha reso, ad oggi, il portaborse del Ministro della Paura e suo competitor (che dio mi perdoni) nella diuturna battaglia social. Per fronteggiare il crepitio populista di Salvini, Toninelli è costretto a estromettere una mascella che non ha, digrignando canini che non possiede, con esiti purtroppo non efficacissimi. Ieri per esempio ha dovuto trattare la vicenda della nave Aquarius e del suo carico di poveretti rimbalzati da tutti nel Mediterraneo, e ne è uscito con un tweet traballante in cui cercava di rifilare il “problema” a Gibilterra, a Malta, al Regno Unito, comunque non noi, ma soprattutto affermava che “L’Ong Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera Libica”. Non la barca, i suoi movimenti, l’operazione.
Proprio la Ong. Non fosse che la difficoltà di Tony Nelli con la nostra bella lingua è nota, si potrebbe prendere il post alla lettera e dedurne, che secondo il Ministro, i libici coordinano un’organizzazione di “taxi del mare” (cit. Luigi Di Maio). Con le conseguenze diplomatiche del caso. Ma per fortuna anche a Tripoli sanno che da questa parte del Mediterraneo ormai parliamo l’italiano peggio di loro. E che la batteria comunicativa della Casaleggio perde colpi, sopravanzata dalla Cassöla e associati leghista. Un esempio? Com’è noto Toninelli è concentrato anche sulle questioni stradali: vuol rendere obbligatorio il seggiolino rotante della Meloni e togliere (giustamente) la patente a chi telefona mentre guida.
Quindi ha pubblicato una sua foto concentratissima per sostenere la campagna. Senza indossare la cintura di sicurezza. Non solo: l’immagine del Toninelli al volante, debitamente decinturizzato, era stata specchiata, facendolo risultare alla guida di un’auto col volante dalla parte sbagliata. Come se la misura auspicata riguardasse solo le vetture inglesi. O, più probabilmente, in una rotonda metafora di questo Governo: a bordo ci sono anche Toninelli e Di Maio, ma la guida è a destra.