Fontana: “Non si torna allo Stato e i 5S lo capiranno. Ora più controlli sui gestori”
Alessia Gallione , di ALESSIA GALLIONEIl governatore della Lombardia contrario alle nazionalizzazioni: “Ma il pubblico non può dare le concessioni e poi lavarsene le mani”
La nazionalizzazione delle autostrade è "lontana mille miglia" dalla sua cultura. Di più: "Lo statalismo di stampo sovietico è quanto di peggio possa immaginare. E a dirlo è la storia del Novecento". Attilio Fontana, governatore leghista della Lombardia, non vuole rimettere in discussione il passato. Ma per il futuro invoca nuove regole, "stringenti", sulle concessioni: "È inaccettabile che un privato detti le regole e guadagni da un bene di tutti e che il pubblico non solo subisca, ma non controlli quello che viene fatto. Serve un riequilibrio".
Presidente Fontana, perché è così contrario a nazionalizzare la rete autostradale?
"Perché, e l'esempio della Lombardia dove questa collaborazione funziona molto bene lo dimostra, mettere insieme le capacità del privato con la regia del pubblico è utile. Ma...".
Qual è il "ma"?
"Il pubblico…
Presidente Fontana, perché è così contrario a nazionalizzare la rete autostradale?
"Perché, e l'esempio della Lombardia dove questa collaborazione funziona molto bene lo dimostra, mettere insieme le capacità del privato con la regia del pubblico è utile. Ma...".
Qual è il "ma"?
"Il pubblico…
La nazionalizzazione delle autostrade è "lontana mille miglia" dalla sua cultura. Di più: "Lo statalismo di stampo sovietico è quanto di peggio possa immaginare. E a dirlo è la storia del Novecento". Attilio Fontana, governatore leghista della Lombardia, non vuole rimettere in discussione il passato. Ma per il futuro invoca nuove regole, "stringenti", sulle concessioni: "È inaccettabile che un privato detti le regole e guadagni da un bene di tutti e che il pubblico non solo subisca, ma non controlli quello che viene fatto. Serve un riequilibrio".
Presidente Fontana, perché è così contrario a nazionalizzare la rete autostradale?
"Perché, e l'esempio della Lombardia dove questa collaborazione funziona molto bene lo dimostra, mettere insieme le capacità del privato con la regia del pubblico è utile. Ma...".
Qual è il "ma"?
"Il pubblico non può assegnare le concessioni - e bisognerà vedere di farlo in modo più rigoroso del passato, magari attraverso gare - e poi lavarsene le mani. È a questo punto, anzi, che deve iniziare un'importante attività di controllo, che io allargherei alle Regioni e ai Comuni, di indirizzo e di consulenza. Non è che si possa dire "fai tutto quello che vuoi" e stop. Quel bene resta pubblico ed è necessario fare in modo che i cittadini abbiano il miglior servizio possibile".
Qualcuno ha sbagliato? Chi?
"Sicuramente si è sbagliato nelle assegnazioni fatte, e uso eufemismi, per superficialità o scarsa conoscenza. E nel ritenere che, una volta affidata la concessione, il compito dello Stato fosse finito. Guardi, per me l'attività di programmazione dovrebbe essere persino remunerata dai privati".
Ma lei toglierebbe la concessione ai Benetton?
"Se ci fossero le condizioni giuridiche direi di sì, ma in questo momento non sono in grado di dire se esistano".
La reazione del governo è stata avventata?
"Forse questo Paese aveva bisogno di sentire che una volta tanto c'era qualcuno che cercava di individuare un responsabile. Non è questione di essere populisti, ma popolari, vicini al popolo".
Pensa che sia necessario rivedere concessioni come tv o telefoni?
"Bisogna guardare al futuro. Con regole, chiare, che facciano capire come lo Stato non regala i suoi tesori. Andrebbero cambiate anche le norme per gli appalti pubblici, perché così non possiamo essere competitivi".
I vostri alleati di M5S, però, sono favorevoli alle nazionalizzazioni. Come si esce da questo scontro?
"Al governo troveranno una sintesi. Ci si parlerà e si valuterà che, forse, la Salerno-Reggio Calabria è l'esempio di nazionalizzazioni che non possiamo certo evocare".
La Lega l'avrà vinta?
"Non è questione di vincere o perdere, ma alla fine la conclusione non potrà che essere una: lo Stato non può arrogarsi il diritto di fare tutto".
A dividervi sono anche le infrastrutture. Come fate a governare con chi è No Tav, No Tap o, per restare in "casa" sua, No Pedemontana lombarda?
"Nonostante tutto, i 5 Stelle sono favorevoli alle opere pubbliche utili. Quindi, confrontiamoci".
Non siete d'accordo neppure su quali opere siano utili.
"A livello nazionale la scelta spetta a Salvini. Io le dico che, in Lombardia, la Pedemontana è utile e la farò con o senza lo Stato, chiedendo ai privati di finanziarla".
Qual è la maggioranza che funziona? La sua con Forza Italia o quella nazionale?
"La mia funziona sicuramente. Ma anche quella nazionale sta dando risposte importanti, che dimostrano come cambiare si può. Il merito principale di questo governo è che per la prima volta si è bandita la logica degli accordicchi, dell'accontentare tutti, del non decidere mai".
Quanto durerà l'alleanza? Le Europee la faranno traballare?
"Magari avrà bisogno di un po' di assestamento e ci saranno mesi turbolenti, ma questo governo andrà avanti cinque anni".
Presidente Fontana, perché è così contrario a nazionalizzare la rete autostradale?
"Perché, e l'esempio della Lombardia dove questa collaborazione funziona molto bene lo dimostra, mettere insieme le capacità del privato con la regia del pubblico è utile. Ma...".
Qual è il "ma"?
"Il pubblico non può assegnare le concessioni - e bisognerà vedere di farlo in modo più rigoroso del passato, magari attraverso gare - e poi lavarsene le mani. È a questo punto, anzi, che deve iniziare un'importante attività di controllo, che io allargherei alle Regioni e ai Comuni, di indirizzo e di consulenza. Non è che si possa dire "fai tutto quello che vuoi" e stop. Quel bene resta pubblico ed è necessario fare in modo che i cittadini abbiano il miglior servizio possibile".
Qualcuno ha sbagliato? Chi?
"Sicuramente si è sbagliato nelle assegnazioni fatte, e uso eufemismi, per superficialità o scarsa conoscenza. E nel ritenere che, una volta affidata la concessione, il compito dello Stato fosse finito. Guardi, per me l'attività di programmazione dovrebbe essere persino remunerata dai privati".
Ma lei toglierebbe la concessione ai Benetton?
"Se ci fossero le condizioni giuridiche direi di sì, ma in questo momento non sono in grado di dire se esistano".
La reazione del governo è stata avventata?
"Forse questo Paese aveva bisogno di sentire che una volta tanto c'era qualcuno che cercava di individuare un responsabile. Non è questione di essere populisti, ma popolari, vicini al popolo".
Pensa che sia necessario rivedere concessioni come tv o telefoni?
"Bisogna guardare al futuro. Con regole, chiare, che facciano capire come lo Stato non regala i suoi tesori. Andrebbero cambiate anche le norme per gli appalti pubblici, perché così non possiamo essere competitivi".
I vostri alleati di M5S, però, sono favorevoli alle nazionalizzazioni. Come si esce da questo scontro?
"Al governo troveranno una sintesi. Ci si parlerà e si valuterà che, forse, la Salerno-Reggio Calabria è l'esempio di nazionalizzazioni che non possiamo certo evocare".
La Lega l'avrà vinta?
"Non è questione di vincere o perdere, ma alla fine la conclusione non potrà che essere una: lo Stato non può arrogarsi il diritto di fare tutto".
A dividervi sono anche le infrastrutture. Come fate a governare con chi è No Tav, No Tap o, per restare in "casa" sua, No Pedemontana lombarda?
"Nonostante tutto, i 5 Stelle sono favorevoli alle opere pubbliche utili. Quindi, confrontiamoci".
Non siete d'accordo neppure su quali opere siano utili.
"A livello nazionale la scelta spetta a Salvini. Io le dico che, in Lombardia, la Pedemontana è utile e la farò con o senza lo Stato, chiedendo ai privati di finanziarla".
Qual è la maggioranza che funziona? La sua con Forza Italia o quella nazionale?
"La mia funziona sicuramente. Ma anche quella nazionale sta dando risposte importanti, che dimostrano come cambiare si può. Il merito principale di questo governo è che per la prima volta si è bandita la logica degli accordicchi, dell'accontentare tutti, del non decidere mai".
Quanto durerà l'alleanza? Le Europee la faranno traballare?
"Magari avrà bisogno di un po' di assestamento e ci saranno mesi turbolenti, ma questo governo andrà avanti cinque anni".