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(fotogramma)

La sfida di Milano ai sovranisti: “Era ora, abbiamo dormito fin troppo”

Studenti, militanti dei partiti, tanti cittadini "senza bandiere". Diecimila in piazza San Babila per protestare contro il vertice tra Salvini e Orbán
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"Uéla ma dovevamo farla proprio in piazza San Babila, la manifestazione contro i fascisti?". I cosiddetti "fascisti" intanto se ne stanno qualche centinaio di metri più in là, chiusi in una prefettura tetra e molti strati di poliziotti e carabinieri tengono lontani da Salvini e Orbán i pericolosi manifestanti antifascisti e democratici. C'era molta gente, e non solo reduci del Pd o seri professionisti delle manifestazioni.

C'erano ragazzini come Leo, 15 anni, studente al Vittorini. Uno che non sa che questa era la piazza dei fascisti, nei lontani Settanta, e poi dei paninari negli Ottanta, poi ombelico dello shopping del Quadrilatero, oggi forse un punto di partenza visto che uno di 15 anni crede, "in quanto cittadino, in un'idea di fratellanza e di rispetto delle persone". Perciò è qui, invece di essere all'Idroscalo o in Gae Aulenti. Leo spiega anche di essere "esploratore del Cngei, gli sc…
"Uéla ma dovevamo farla proprio in piazza San Babila, la manifestazione contro i fascisti?". I cosiddetti "fascisti" intanto se ne stanno qualche centinaio di metri più in là, chiusi in una prefettura tetra e molti strati di poliziotti e carabinieri tengono lontani da Salvini e Orbán i pericolosi manifestanti antifascisti e democratici. C'era molta gente, e non solo reduci del Pd o seri professionisti delle manifestazioni.

C'erano ragazzini come Leo, 15 anni, studente al Vittorini. Uno che non sa che questa era la piazza dei fascisti, nei lontani Settanta, e poi dei paninari negli Ottanta, poi ombelico dello shopping del Quadrilatero, oggi forse un punto di partenza visto che uno di 15 anni crede, "in quanto cittadino, in un'idea di fratellanza e di rispetto delle persone". Perciò è qui, invece di essere all'Idroscalo o in Gae Aulenti. Leo spiega anche di essere "esploratore del Cngei, gli scout laici", ma per quel che ne sa "qui oggi ci sono anche quelli cattolici", come tutte queste ragazze con il segno del costume sul collo, in shorts e canottiera, alla prima o seconda manifestazione della loro vita. "Dobbiamo salvare i migranti e integrarli nelle nostre città", dice Alessia, sedicenne del liceo artistico, che ringrazia i prof "per averci insegnato l'antirazzismo".

Intanto nella prefettura "che peraltro porta sfiga ai fascisti, e poi le spiego perché", dice un anziano Ugo con bandiera della pace, un Salvini impettito nel completo blu ringrazia "l'amico Viktor" per le parole - un miele - che questi ha detto appena arrivato, tipo "è il mio eroe". Orban era molto felice di essere a Milano, si vedeva da lontano la soddisfazione, e forse in onore di Salvini indossava una cravatta verde lime, verde sbagliato, ma pur sempre verde. Inoltre, era reduce da un pranzo in Brera, dove ha mangiato ossobuco con risotto giallo, focaccia, qualche gnocco fritto con salumi toscani, una tartare di fassona piemontese, due o tre olive di Paternò, bruschette, panna cotta con frutti di bosco, non uno spuntino.

E perché la prefettura porta male ai fascisti? "Perché da qui è partito Mussolini per l'ultimo viaggio, il 25 aprile del '45 è uscito di qua per andare in Valtellina, ma l'hanno fermato a Dongo". Vero, le ultime foto del duce vivo sono proprio all'uscita da corso Monforte, dove il prefetto Luciana Lamorgese accoglieva il ministro dell'Interno, o "dell'Inferno", come scritto su un cartello molto applaudito in San Babila. Intanto occhiuti ungheresi controllavano il giardino vicino, in una zona dove i residenti al momento sono ancora a Curma o a Santa, intesi come Courmayeur e Santa Margherita Ligure, perciò impossibilitati a nuocere all'ospite, in un incontro "solo politico", peraltro ospitato nella sede del governo, con tutta la zona sigillata, e se uno doveva andare in via Conservatorio o all'Istituto dei Ciechi in via Vivaio si veniva respinti come i migranti della Diciotti.

E quanti erano, in San Babila? "Tanti, 10-15 mila persone", fa l'assessore Pierfrancesco Majorino, che in quanto responsabile del Welfare si occupa di svariati migranti. Ma se erano anche solo 5mila, data la stagione è già un successone. L'annuncio è partito sui social, e chi c'era c'era, gli altri milanesi tornano in città il prossimo weekend. "Ora c'è bisogno di venire in piazza, serve una piazza vera", dice Annalisa, impiegata in una multinazionale, 43 anni, "visto che abbiamo dormito per mesi, era ora che succedesse qualcosa". Una specie di risveglio, e non è neanche primavera. "Quindicimila? Per carità", dice un ragazzo Marco, Scienze politiche in Statale, "salviniano entusiasta del No way australiano, quando ho visto il video mi sono commosso, spero che Salvini segua l'esempio di Orbán", e insomma questo Marco infiltrato in San Babila voleva solo "vedere quanta gente c'era. E poi tutta questa sinistra che solo a parole sta con gli immigrati, lo scriva se ha coraggio".

"Scriva che questa è una provocazione, portare qui il più antiEuropa che ci sia in Europa", e questo si chiama Franco ha 70 anni, esperto di cooperazione, "in Africa ci sono 800 milioni di persone che vogliono solo scappare. È una spinta gigantesca che nessuno può fermare, e durerà per i prossimi 50 anni". Tra cinquant'anni lui non ci sarà, ci sarà invece Fabrizia, secondo anno del classico Berchet, "io so che Salvini ha la maggioranza, ma qualcosa succederà, le cose cambieranno", in una città metropoli che non è leghista, l'ultima sovrana è stata Maria Teresa d'Austria, gli unici ungheresi riconosciuti sono un tipo di salatini per l'aperitivo, deliziosi, ma gli unici.