La notizia non ha bisogno di alcun giornale, ma è — anche — lì che la trovate: il sindaco pentastellato di Avellino ha fotocopiato, senza citarlo, il programma del primo cittadino berlumeloniansalviniano di Verona. Se ne sono accorti al terzo passaggio sulla necessità di salvaguardare l’Adige in Irpinia. Richiesto di spiegazioni, il bravo amministratore ha risposto che non c’era nulla di strano e che quel programma rappresentava i suoi valori. Che sono poi gli stessi di tutta la Destra giallo-bruna: “tutti a casa”, “zecche rosse”, “rosicate” e “maalox!”. Ma non è tutto. Pare che il vezzo di plagiare intuizioni altrui non sia limitato al caso in oggetto. Risulterebbe infatti che...
La foto nella carta d’identità di Giuseppe Conte è copiata da quella dell’uomo invisibile.
La tesi della laurea in economia di Alberto Bagnai è copiata da quella di Pollicino.
Il programma economico del Governo è copiato da Ok il prezzo è giusto.
La spartizione dei posti in Rai è copiata da quelli del Governo precedente. Se possibile peggio.
La politica sull’immigrazione di Salvini è copiata dai Nazisti dell’Illinois.
La tesi di laurea di Luigi Di Maio... no, niente, come non detto.
I tweet e i post su Facebook del social media manager di Matteo Salvini sono copiati da Trump, che li ha copiati dalle istruzioni di un taser.
Gli interventi di Tony Nelli sulla strage di Genova sono copiati dai Monty Python.
La politica sui vaccini di Giulia Grillo è copiata dalle istruzioni di schianto dei kamikaze giapponesi.
Il reddito di cittadinanza è copiato dagli 80 euro di Renzi che erano copiati dai mille euro di Berlusconi che al mercato mio padre comprò.
La pettinatura del ministro Moavero è copiata dai primi disegni dell’architetto Morandi per l’omonimo ponte.
La carriera politica di Beppe Grillo è copiata dalla Fattoria degli Animali.
La difesa dell’indipendenza della magistratura del ministro Bonafede è copiata dalla strategia di Napoleone a Waterloo.
Il ministro della famiglia Fontana è copiato da Liberace. Ma ancora non lo sa.
Virginia Raggi è copiata da Nerone.
La ministra Bongiorno in realtà è proprio Mike. Per quello, come tutti i suoi colleghi, non conosce le risposte.
E questo articoletto l’ho copiato da un pezzo del 1922. Faceva ridere poco anche allora.
La foto nella carta d’identità di Giuseppe Conte è copiata da quella dell’uomo invisibile.
La tesi della laurea in economia di Alberto Bagnai è copiata da quella di Pollicino.
Il programma economico del Governo è copiato da Ok il prezzo è giusto.
La spartizione dei posti in Rai è copiata da quelli del Governo precedente. Se possibile peggio.
La politica sull’immigrazione di Salvini è copiata dai Nazisti dell’Illinois.
La tesi di laurea di Luigi Di Maio... no, niente, come non detto.
I tweet e i post su Facebook del social media manager di Matteo Salvini sono copiati da Trump, che li ha copiati dalle istruzioni di un taser.
Gli interventi di Tony Nelli sulla strage di Genova sono copiati dai Monty Python.
La politica sui vaccini di Giulia Grillo è copiata dalle istruzioni di schianto dei kamikaze giapponesi.
Il reddito di cittadinanza è copiato dagli 80 euro di Renzi che erano copiati dai mille euro di Berlusconi che al mercato mio padre comprò.
La pettinatura del ministro Moavero è copiata dai primi disegni dell’architetto Morandi per l’omonimo ponte.
La carriera politica di Beppe Grillo è copiata dalla Fattoria degli Animali.
La difesa dell’indipendenza della magistratura del ministro Bonafede è copiata dalla strategia di Napoleone a Waterloo.
Il ministro della famiglia Fontana è copiato da Liberace. Ma ancora non lo sa.
Virginia Raggi è copiata da Nerone.
La ministra Bongiorno in realtà è proprio Mike. Per quello, come tutti i suoi colleghi, non conosce le risposte.
E questo articoletto l’ho copiato da un pezzo del 1922. Faceva ridere poco anche allora.