Politica

80 anni fa l'esclusione degli ebrei dalle scuole. Saviano: "Spiegate ai vostri figli come si arrivò a quel punto"

Il giornalista nel giorno in cui riaprono le scuole in Alto Adige, ricorda il 5 settembre 1938 quando fu cancellato con un decreto il diritto all'istruzione dei bambini figli di ebrei 
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"Chi accompagna oggi i propri figli a scuola deve raccontare come si arrivò il 5 settembre del 1938 a escludere dalla scuola italiana i bambini ebrei". Roberto Saviano, scrittore e giornalista, commenta così la ricorrenza del primo dei decreti razzisti del regime fascista, che cancellò il diritto dell'istruzione per gli ebrei. 

Una presa di posizione contro il razzismo che non può che essere letta anche come una presa di posizione sull'attualità, in un'Italia in cui c'è un emergente razzismo diffuso contro i migranti.
· LA POLEMICA SAVIANO-SALVINI
Saviano è da mesi impegnato nel denunciare la deriva razzista degli italiani ("bisogna far sapere che ciò che accade in questo Paese non ci sta bene") ed è in continua polemica con il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che lo anche querelato dopo che lo scrittore lo ha definito "il ministro della malavita".
 
Due settimane fa, il giornalista ha parlato del 'modello Riace': il borgo calabrese rinato grazie ai migranti. L'appello di Saviano è rivolto a tutti, ma soprattutto al ministro dell'Interno con il quale continua il battibecco. Saviano ha chiesto di andare a vedere con i proprio occhi e rendersi conto personalmente di cosa ha portato in quel paese nel 1998 uno sbarco di centinaia di persona di diverso sesso, età e nazionalità. "Riace è necessaria - ha aggiunto - qualunque progetto politico futuro (della sinistra, ndr) deve ripartire da qui".

· LA VERGOGNA DELLE LEGGI RAZZIALI
Ottant'anni fa vennero introdotte le leggi razziali rivolte prevalentemente verso le persone di religione ebraica. Nello specifico Saviano ha nominato la prima delle leggi razziali fasciste, il Regio Decreto Legge del 5 settembre 1938, n. 1390 sui Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola, firmata da Mussolini, in qualità di capo del governo dello Stato, e promulgata poi dal Vittorio Emanuele III, Re d'Italia, che ha negato a bambini e insegnanti ebrei di frequentare la scuola italiana. 

Le leggi razziali sono una delle pagine più buie della nostra storia. Il mondo scolastico e universitario si piegò alle volontà del governo - già dal 1931 i docenti giurarono fedeltà al regine - e di quelle scelte oggi l'ambiente universitario si vuole scusare. Il 20 settembre il rettore dell'Università di Pisa, Paolo Mancarella, sarà il portavoce dell'intero mondo accademico italiano nella cerimonia di scuse per le leggi razziali entrate in vigore 80 anni fa.

È la prima volta che in Italia un rappresentante delle istituzioni compie pubblicamente un simile gesto. La "Cerimonia del ricordo e delle scuse" sarà il momento più alto e significativo di "San Rossore 1938", un vasto programma di iniziative che si svolgeranno in Toscana da settembre e che, con incontri nelle scuole, proseguirà fino al 2019 inoltrato.

Nell'80° anniversario di quel decreto sulla scuola la politica è stata compatta nella commemorazione e nella condanna. Il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, su Twitter ha ricordato: "Una pagina terribile della nostra storia. La scuola, luogo dove si forma la coscienza dei nostri giovani, ha il compito di alimentare la memoria di quegli anni per far sì che tempi così bui non tornino più". La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato la lettera con cui comunica ai cittadini residenti in due vie della Capitale intitolate a firmatari del "Manifesto della Razza", via Arturo Donaggio e via Edoardo Zavattari, la decisione di procedere al cambio di denominazione: "È un atto dovuto - prosegue - necessario a comprendere le responsabilità del passato, ad averne memoria e a evitare che tutto questo possa ripetersi". Per Laura Boldini (Leu) "le leggi razziali hanno avuto conseguenze terribili per il nostro Paese e sono una vergogna che ci porteremo sempre dietro", mentre Gianluca Rizzo (M5s) dice "non si deve mai perdere la memoria delle sofferenze inferte ai nostri concittadini dalle leggi razziali emanate dal regime fascista e avallate dalla monarchia dei Savoia". 

La presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), Noemi Di Segni riflette: "Oggi è un giorno storico in cui ci dobbiamo domandare che tipo di storia vogliamo comprendere. E' il momento di fare un bilancio ed è importante capire cosa è stato fatto in questi 80 anni dopo quella firma e in che modo in quel momento gli italiani hanno assistito indifferenti all'introduzione delle leggi razziali. Dobbiamo far in modo che ciò non accada più". 





 
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