Forza Italia-Lega, da Berlusconi primo sì a Foa. Salvini lo rassicura sulle aziende
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPAIl Cavaliere pronto a togliere il veto sul presidente Rai: "Ma da ora voglio essere coinvolto nelle scelte"
"Io il via libera per Marcello Foa alla presidenza Rai te lo do. Ma devi capire che deve esserci un minimo di coinvolgimento nostro nelle scelte, devi spiegarlo ai tuoi alleati". Silvio Berlusconi va subito al sodo con Matteo Salvini, poco dopo che l'ospite, accompagnato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ha varcato il portone di Villa San Martino. Ad accoglierli, col padrone di casa, il numero due del partito Antonio Tajani e la fedelissima Licia Ronzulli.
Quando i due arrivano a cena (pane e salame tra l'altro), il Milan sta perdendo col Cagliari e la serata sembra mettersi male. Poi andrà meglio e non solo per il pareggio dei rossoneri. Di cose da chiarire ne hanno parecchie dall'ultimo faccia a faccia del primo agosto: allora il Cavaliere aveva accolto l'alleato al San Raffaele dove era ricoverato. La stessa mattina in cui Forza Italia ha impallinato in Vigilanza l'elezione del candidato in quota Lega alla Rai. E siccome l'impasse pe…
Quando i due arrivano a cena (pane e salame tra l'altro), il Milan sta perdendo col Cagliari e la serata sembra mettersi male. Poi andrà meglio e non solo per il pareggio dei rossoneri. Di cose da chiarire ne hanno parecchie dall'ultimo faccia a faccia del primo agosto: allora il Cavaliere aveva accolto l'alleato al San Raffaele dove era ricoverato. La stessa mattina in cui Forza Italia ha impallinato in Vigilanza l'elezione del candidato in quota Lega alla Rai. E siccome l'impasse pe…
"Io il via libera per Marcello Foa alla presidenza Rai te lo do. Ma devi capire che deve esserci un minimo di coinvolgimento nostro nelle scelte, devi spiegarlo ai tuoi alleati". Silvio Berlusconi va subito al sodo con Matteo Salvini, poco dopo che l'ospite, accompagnato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ha varcato il portone di Villa San Martino. Ad accoglierli, col padrone di casa, il numero due del partito Antonio Tajani e la fedelissima Licia Ronzulli.
Quando i due arrivano a cena (pane e salame tra l'altro), il Milan sta perdendo col Cagliari e la serata sembra mettersi male. Poi andrà meglio e non solo per il pareggio dei rossoneri. Di cose da chiarire ne hanno parecchie dall'ultimo faccia a faccia del primo agosto: allora il Cavaliere aveva accolto l'alleato al San Raffaele dove era ricoverato. La stessa mattina in cui Forza Italia ha impallinato in Vigilanza l'elezione del candidato in quota Lega alla Rai. E siccome l'impasse persiste e la nuova riunione della Vigilanza è in programma mercoledì, Salvini ha fretta di chiudere. "Non capisco perché non possa passare Foa che è uomo di centrodestra, ha lavorato perfino nel tuo Giornale", rimarca il vicepremier. Il leader di Forza Italia replica che non si possono pretendere i suoi voti imponendo le scelte "senza alcun coinvolgimento". Non pretende una direzione di tg o di rete, ma di capire cosa ne sarà della futura Rai, quello sì. E poi a una qualche presenza in ruoli chiave dell'azienda, ecco, ritiene di aver diritto, in cambio del disco verde.
Salvini e Giorgetti abbozzano, sostengono che sarà una Rai non ostile a Berlusconi e ai suoi, che Foa "sarà un ottimo presidente". Ma il Cavaliere avrebbe ribattuto: "I tuoi soci al governo vogliono cancellarmi". E il riferimento è soprattutto alle sue aziende. Alla minaccia del sottosegretario Crimi di mettere mano ai tetti pubblicitari delle tv, perfino alle concessioni, a quella di Di Maio di imporre una stretta alla pubblicità dei giornali. Anche lì, Salvini indossa i panni del pompiere: "quella roba vedrai che non passerà, non permetteremo che si mettano in difficoltà Mediaset o le altre aziende".
Ma le grane sul fronte 5stelle sono anche altre. Si fanno strada dubbi tra i grillini sulla riproposizione di Foa. La motivazione ufficiosa è la volontà di evitare ricorsi e pendenze giudiziarie (il Pd sostiene già che la Vigilanza non può rivotare lo stesso candidato), quella reale è l'imbarazzo per un presidente che ora ha anche il timbro di Berlusconi. Altro dossier caldo, le regionali. Concordano tutti insieme di rivedersi martedì con Giorgia Meloni per un vertice di coalizione. Anche lì, è stato il leader forzista a incalzare gli ospiti: "Capisco che i sondaggi vi sorridono ma quando era il contrario non mi sono comportato come voi. Non siamo al mercato delle vacche". Dunque, o l'alleanza è organica e vale per tutte le regioni al voto dall'autunno alla primavera, o non è. E anche Fi vorrà la sua quota di candidati governatori. A cominciare dalla Basilicata presto al voto. Salvini gli dice che andranno insieme. "Ma ti confesso che alcune scelte dei tuoi parlamentari non le ho capite, come per il voto con il Pd sul taglio dei vitalizi". Certo, non romperà l'asse di governo, non ora. "Con Conte e con Di Maio andremo avanti 5 anni per cambiare il Paese", aveva detto del resto poche ore prima nella "passeggiata" nel salotto tv di Barbara D'Urso.
Quando i due arrivano a cena (pane e salame tra l'altro), il Milan sta perdendo col Cagliari e la serata sembra mettersi male. Poi andrà meglio e non solo per il pareggio dei rossoneri. Di cose da chiarire ne hanno parecchie dall'ultimo faccia a faccia del primo agosto: allora il Cavaliere aveva accolto l'alleato al San Raffaele dove era ricoverato. La stessa mattina in cui Forza Italia ha impallinato in Vigilanza l'elezione del candidato in quota Lega alla Rai. E siccome l'impasse persiste e la nuova riunione della Vigilanza è in programma mercoledì, Salvini ha fretta di chiudere. "Non capisco perché non possa passare Foa che è uomo di centrodestra, ha lavorato perfino nel tuo Giornale", rimarca il vicepremier. Il leader di Forza Italia replica che non si possono pretendere i suoi voti imponendo le scelte "senza alcun coinvolgimento". Non pretende una direzione di tg o di rete, ma di capire cosa ne sarà della futura Rai, quello sì. E poi a una qualche presenza in ruoli chiave dell'azienda, ecco, ritiene di aver diritto, in cambio del disco verde.
Salvini e Giorgetti abbozzano, sostengono che sarà una Rai non ostile a Berlusconi e ai suoi, che Foa "sarà un ottimo presidente". Ma il Cavaliere avrebbe ribattuto: "I tuoi soci al governo vogliono cancellarmi". E il riferimento è soprattutto alle sue aziende. Alla minaccia del sottosegretario Crimi di mettere mano ai tetti pubblicitari delle tv, perfino alle concessioni, a quella di Di Maio di imporre una stretta alla pubblicità dei giornali. Anche lì, Salvini indossa i panni del pompiere: "quella roba vedrai che non passerà, non permetteremo che si mettano in difficoltà Mediaset o le altre aziende".
Ma le grane sul fronte 5stelle sono anche altre. Si fanno strada dubbi tra i grillini sulla riproposizione di Foa. La motivazione ufficiosa è la volontà di evitare ricorsi e pendenze giudiziarie (il Pd sostiene già che la Vigilanza non può rivotare lo stesso candidato), quella reale è l'imbarazzo per un presidente che ora ha anche il timbro di Berlusconi. Altro dossier caldo, le regionali. Concordano tutti insieme di rivedersi martedì con Giorgia Meloni per un vertice di coalizione. Anche lì, è stato il leader forzista a incalzare gli ospiti: "Capisco che i sondaggi vi sorridono ma quando era il contrario non mi sono comportato come voi. Non siamo al mercato delle vacche". Dunque, o l'alleanza è organica e vale per tutte le regioni al voto dall'autunno alla primavera, o non è. E anche Fi vorrà la sua quota di candidati governatori. A cominciare dalla Basilicata presto al voto. Salvini gli dice che andranno insieme. "Ma ti confesso che alcune scelte dei tuoi parlamentari non le ho capite, come per il voto con il Pd sul taglio dei vitalizi". Certo, non romperà l'asse di governo, non ora. "Con Conte e con Di Maio andremo avanti 5 anni per cambiare il Paese", aveva detto del resto poche ore prima nella "passeggiata" nel salotto tv di Barbara D'Urso.