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(reuters)

Bannon superstar conquista Atreju e spacca la destra

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"Il vostro esperimento è il più importante, se la rivoluzione funziona qui si diffonderà dappertutto". Steve Bannon, ex (?) stratega di Donald Trump sbarca all'isola Tiberina di Roma dove è in corso la festa di Atreju e conquista il popolo della destra. Tanto che Giorgia Meloni al termine dell'incontro sotto in un affollatissimo spazio coperto sul greto del Tevere, annuncia che oggi chiederà all'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia di aderire a "The movement", una sorta di internazionale dei sovranisti creata da Bannon alla quale ha già aderito Mattero Salvini, vista da Forza Italia come fumo negli occhi.

"Bannon faccia il turista, non abbiamo bisogno delle interferenze americane", ha ribadito ancora ieri Antonio Tajani. Ma tant'è: l'alleanza del centrodestra scricchiola da tutte le parti se lo stesso Salvini accolto abbastanza freddamente dal popolo di Atreju ha confermato che …
"Il vostro esperimento è il più importante, se la rivoluzione funziona qui si diffonderà dappertutto". Steve Bannon, ex (?) stratega di Donald Trump sbarca all'isola Tiberina di Roma dove è in corso la festa di Atreju e conquista il popolo della destra. Tanto che Giorgia Meloni al termine dell'incontro sotto in un affollatissimo spazio coperto sul greto del Tevere, annuncia che oggi chiederà all'assemblea nazionale di Fratelli d'Italia di aderire a "The movement", una sorta di internazionale dei sovranisti creata da Bannon alla quale ha già aderito Mattero Salvini, vista da Forza Italia come fumo negli occhi.

"Bannon faccia il turista, non abbiamo bisogno delle interferenze americane", ha ribadito ancora ieri Antonio Tajani. Ma tant'è: l'alleanza del centrodestra scricchiola da tutte le parti se lo stesso Salvini accolto abbastanza freddamente dal popolo di Atreju ha confermato che si va avanti con i M5s per cinque anni e che l'intesa appena siglata con Berlusconi è su "scala locale". Del resto, ammette il leader leghista, lui al governo voleva la Meloni, non Forza Italia.

Ma oggi non è il leader leghista la star. Ciuffo al vento, pantaloni in stile militare e camicia fuori dalla giacca scura, Bannon fa l'ingresso nella sala Carlo Magno accompagnato da archi e musica di film, scortato dalla Meloni, raggiante per il colpaccio di averlo alla sua festa. Lo schema è sempre quello. La crisi demografica che ha portato a un calo del 16,18 per cento delle nascite, i millennials che non sono stupidi e sanno di un avere un futuro incerto, la crisi finanziaria che ha devastato il ceto medio, "colpa dell'incompetenza e dell'avidità" di quelli di Davos e delle élite .

Ma con Brexit e Trump è cominciato un altro film, quella che Bannon chiama "rivoluzione" patriottica che con le prossime elezioni europee del 2019 potrebbe cambiare i destini del vecchio Continente e non solo. L'internazionale sovranista di Bannon, i Patrioti - "che da cattolico" a Roma solletica la platea citando "il coraggio dei fratelli Gracchi" - va dalle Le Pen a Orban, ma include anche Putin nominato il quale la sala esplode in un'ovazione.

"E' un patriota, è un sovranista che difende i suoi interessi nazionali che ha scelto come riferimenti le radici giudaico cristiane dell'Europa: a mio parere deve essere un alleato". "Dopo le elezioni di midterm di novembre, dopo che Trump avrà battuto il partito democratico che si ispira al marxismo, verrò qui in Europa per preparare le elezioni europee della prossima primavera: vi aiuterò in maniera assolutamente volontaria a con sondaggi e analisi dati. Non sono qui per dire agli italiani cosa fare. Lo sapete benissimo per questo a Bruxelles hanno paura".