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(ansa)

Manovra, l'incubo del reddito di cittadinanza senza soldi. I 5Stelle: tocca al Tesoro trovarceli

Il capogruppo leghista Molinari incolpa del caos mercati proprio il sussidio voluto dai grillini. Servono 7 miliardi per dare completezza al provvedimento
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Il gabinetto di guerra in difesa del reddito di cittadinanza è convocato all'ora di cena in una piazza del centro di Roma. A metà strada tra Camera e Senato, Luigi Di Maio chiama a raccolta i fedelissimi: i sottosegretari Vincenzo Spadafora e Stefano Buffagni, i ministri Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, lo spin doctor Pietro Dettori.

Il vicepremier arriva in ritardo: il vertice sulla manovra va avanti più del previsto, i tecnici resteranno a lavoro tutta la notte per trovare nuove coperture, lui va in tv - prima che a cena - per cercare di rassicurare. E difendere le scelte fatte davanti alla tempesta dei mercati.

Il deficit al 2,4 per cento - soprattutto se per un anno solo, come si vorrebbe fare per placare gli investitori - non garantisce i 10 miliardi previsti per il reddito di cittadinanza. Non se si vogliono fare tutte le altre cose promesse: non far scattare la clausola di salvaguardia che porterebbe a un aumento dell'imposta sui consumi, met…
Il gabinetto di guerra in difesa del reddito di cittadinanza è convocato all'ora di cena in una piazza del centro di Roma. A metà strada tra Camera e Senato, Luigi Di Maio chiama a raccolta i fedelissimi: i sottosegretari Vincenzo Spadafora e Stefano Buffagni, i ministri Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, lo spin doctor Pietro Dettori.

Il vicepremier arriva in ritardo: il vertice sulla manovra va avanti più del previsto, i tecnici resteranno a lavoro tutta la notte per trovare nuove coperture, lui va in tv - prima che a cena - per cercare di rassicurare. E difendere le scelte fatte davanti alla tempesta dei mercati.

Il deficit al 2,4 per cento - soprattutto se per un anno solo, come si vorrebbe fare per placare gli investitori - non garantisce i 10 miliardi previsti per il reddito di cittadinanza. Non se si vogliono fare tutte le altre cose promesse: non far scattare la clausola di salvaguardia che porterebbe a un aumento dell'imposta sui consumi, mettere una tassa al 15 per cento per le partite Iva fino a 65mila euro, cambiare la legge Fornero, istituire un fondo per i risparmiatori "traditi dalle banche".

"Stiamo lavorando a nuove coperture per abbassare il debito più velocemente", ammette il capo politico M5S a Di Martedì. Quel che non dice, è che alla riunione di palazzo Chigi ha preteso che quelle coperture le trovi il ministro dell'Economia: a ognuno il suo lavoro, è il ragionamento.

"Noi nel Def approvato abbiamo indicato degli obiettivi - raccontano i collaboratori del ministro del Lavoro - adesso la Ragioneria deve capire dove reperire le risorse da mettere in manovra". Così, a sera, dal governo trapela che ci sarà un "team mani di forbice" con l'intento di mettere mano al bilancio dello Stato e capire dove tagliare. Una storia già sentita, ma che tradisce una realtà non detta: sulle coperture del reddito di cittadinanza non c'è ancora alcuna certezza. E in queste frenetiche ore si cercano 7 miliardi tra risparmi, mancate detrazioni e nuove accise, come quelle che il Movimento vorrebbe mettere sul gasolio per compensare l'abbassamento di quelle sulla benzina promesso, e preteso, dalla Lega. Una misura che i 5 stelle considerano anticiclica, nel momento in cui impegnano il governo a investire su energia verde e auto elettrica.

Il campanello d'allarme, quello che ha fatto capire a Di Maio che la festa sul balcone è stata precoce e che tutto è ancora da conquistare, è arrivato al mattino con la dichiarazione del capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari. Che uscendo da Palazzo Chigi dopo un caffè col presidente del Consiglio (uso inaugurato da Conte per incontrare i parlamentari) si era lasciato sfuggire: "Tutto il caos dei mercati nasce dal reddito di cittadinanza che ancora non si sa cosa sia. Le varie ipotesi di flat tax e quota cento sono state studiate con diverse declinazioni, invece l'elemento che manca è capire in cosa consista il reddito: la platea, il meccanismo".

L'allarme rosso passa dai telefonini di Dettori e Di Maio per arrivare a quello di Matteo Salvini. Molinari rettifica poco dopo, ma i 5 stelle sospettano da tempo che la Lega remi contro la misura su cui loro hanno investito il destino di tutta la legislatura. Spiano le mosse del sottosegretario a Palazzo Chigi Giorgetti e del viceministro all'Economia Garavaglia, considerati troppo vicini alla prudenza di Giovanni Tria. Temono trabocchetti, come la mancata nomina all'Agenda digitale del successore prescelto da Guido Piacentini: "Se salta il team salta il reddito", è l'allerta arrivata alle orecchie di Di Maio. Notano come Salvini, nelle sue dichiarazioni sulla manovra, eviti sempre di citarlo.

Ma soprattutto, hanno paura dello spread. Tanto deriso nei discorsi pubblici quanto controllato a ogni passo nelle riunioni private. "Io rispetto i mercati, meno l'Europa", dice Buffagni, consigliere delle ultime ore, invitando a una linea più prudente. Così gli attacchi di Di Maio lanciati alla commissione europea durante la presentazione delle riforme Fraccaro su referendum propositivo e taglio dei parlamentari nascondono l'ansia di rassicurare gli investitori. "Quando capiranno che il reddito di cittadinanza è una molla per i consumi lo spread si placherà", assicura il vicepremier, a tavola, a notte inoltrata.