Incontro segreto fra Mattarella e Salvini: i dubbi del Quirinale su manovra e decreto sicurezza
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPALa stretta sui migranti non convince il Colle, restano rischi di incostituzionalità
ROMA - Il faccia a faccia al Quirinale dura meno di un’ora. Sufficiente però a chiarirsi le idee sulla stretta per la sicurezza, ma anche per cercare di capire che rotta intende seguire il governo sulla manovra, in questo mare in tempesta, tra borse che tremano e Bruxelles che attacca. Incontro destinato a restare riservato, come altri allo Studio alla Vetrata, ma cade in un momento che più delicato non si può. E l’ospite del presidente Sergio Mattarella è il vicepremier Matteo Salvini.
Primo pomeriggio, il capo del Viminale ha appena infiammato l’aula di Montecitorio nel corso del question time sui temi dell’immigrazione. Ma a rendere inquieto il leader della Lega è il decreto-manifesto sulla sicurezza, approvato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri e non ancora firmato dal Colle. I nodi, i dubbi sulla legittimità costituzionale di alcuni articoli non sono stati ancora sciolti del tutto, nonostante le modific…
Primo pomeriggio, il capo del Viminale ha appena infiammato l’aula di Montecitorio nel corso del question time sui temi dell’immigrazione. Ma a rendere inquieto il leader della Lega è il decreto-manifesto sulla sicurezza, approvato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri e non ancora firmato dal Colle. I nodi, i dubbi sulla legittimità costituzionale di alcuni articoli non sono stati ancora sciolti del tutto, nonostante le modific…
ROMA - Il faccia a faccia al Quirinale dura meno di un’ora. Sufficiente però a chiarirsi le idee sulla stretta per la sicurezza, ma anche per cercare di capire che rotta intende seguire il governo sulla manovra, in questo mare in tempesta, tra borse che tremano e Bruxelles che attacca. Incontro destinato a restare riservato, come altri allo Studio alla Vetrata, ma cade in un momento che più delicato non si può. E l’ospite del presidente Sergio Mattarella è il vicepremier Matteo Salvini.
Primo pomeriggio, il capo del Viminale ha appena infiammato l’aula di Montecitorio nel corso del question time sui temi dell’immigrazione. Ma a rendere inquieto il leader della Lega è il decreto-manifesto sulla sicurezza, approvato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri e non ancora firmato dal Colle. I nodi, i dubbi sulla legittimità costituzionale di alcuni articoli non sono stati ancora sciolti del tutto, nonostante le modifiche apportate alla stesura definitiva del pacchetto che introduce una stretta in tema di immigrazione.
La presidenza vuole vederci chiaro. «Questione di ore, conto di avere buone notizie e chiudere il percorso» dice in mattinata Salvini in tv. Nel colloquio pomeridiano con la prima carica dello Stato emergono tutte le questioni che gli uffici legislativi hanno cerchiato in rosso, a cominciare dai nodi legati all’eventuale automatismo della sospensione del riconoscimento della protezione umanitaria per l’immigrato che commette reati senza una condanna definitiva, le norme transitorie che disciplinano l’entrata in vigore del decreto e altro. Salvini spiega, argomenta, torna sui 41 articoli. Si saprà oggi se ha convinto il Colle.
Mattarella - in contatto comunque col premier Conte - chiede anche al vicepremier del Def, dei numeri che hanno intenzione di inserire, quale deficit. L’ospite conferma il 2,4 nel 2019 e la progressiva riduzione. Inevitabile parlare del pressing Ue sui conti italiani, l’invito finale del presidente è a non gettare altra benzina sul fuoco delle polemiche, a smorzare i toni. «Moscovici? Parla a vanvera», ribatte il leghista al commissario Ue quando ha da poco lasciato il Quirinale.
Primo pomeriggio, il capo del Viminale ha appena infiammato l’aula di Montecitorio nel corso del question time sui temi dell’immigrazione. Ma a rendere inquieto il leader della Lega è il decreto-manifesto sulla sicurezza, approvato la settimana scorsa in Consiglio dei ministri e non ancora firmato dal Colle. I nodi, i dubbi sulla legittimità costituzionale di alcuni articoli non sono stati ancora sciolti del tutto, nonostante le modifiche apportate alla stesura definitiva del pacchetto che introduce una stretta in tema di immigrazione.
La presidenza vuole vederci chiaro. «Questione di ore, conto di avere buone notizie e chiudere il percorso» dice in mattinata Salvini in tv. Nel colloquio pomeridiano con la prima carica dello Stato emergono tutte le questioni che gli uffici legislativi hanno cerchiato in rosso, a cominciare dai nodi legati all’eventuale automatismo della sospensione del riconoscimento della protezione umanitaria per l’immigrato che commette reati senza una condanna definitiva, le norme transitorie che disciplinano l’entrata in vigore del decreto e altro. Salvini spiega, argomenta, torna sui 41 articoli. Si saprà oggi se ha convinto il Colle.
Mattarella - in contatto comunque col premier Conte - chiede anche al vicepremier del Def, dei numeri che hanno intenzione di inserire, quale deficit. L’ospite conferma il 2,4 nel 2019 e la progressiva riduzione. Inevitabile parlare del pressing Ue sui conti italiani, l’invito finale del presidente è a non gettare altra benzina sul fuoco delle polemiche, a smorzare i toni. «Moscovici? Parla a vanvera», ribatte il leghista al commissario Ue quando ha da poco lasciato il Quirinale.