Farinetti: “Voglio bene a Renzi ma voterò Zingaretti”
Maria Berlinguer , di MARIA BERLINGUERIl fondatore di Eataly ribadisce la stima per l'ex premier ma appoggia la corsa del governatore del Lazio: “Dopo la scoppola del 4 marzo si deve cambiare. Nicola è molto onesto, parla un linguaggio comprensibile, conosce il mondo”
"Continuo a voler bene a Matteo Renzi ma Nicola Zingaretti lo voterei. Ho avuto modo di conoscerlo, è una persona molto onesta e conosce il mondo, e poi per ora non è l'unico candidato alla segretaria del Pd?". Oscar Farinetti, l'imprenditore che ha inventato Eataly ed è stato tra i volti simbolo della prima stagione renziana, non disconosce nulla del passato. Ma è convinto che sia arrivato il momento di voltare pagina.
Zingaretti è l'uomo giusto?
"Quando prendi una scoppola come quella del 4 marzo è chiaro che devi cambiare. A Matteo continuo a voler bene anche se ora è un po' che non lo sento. Resto convinto che abbia avuto dei meriti che ora non gli vengono riconosciuti. Oggi siamo in un'altra stagione e mi sembra che Zingaretti possa fare bene. Certo, non sarà facile. Ci vorrà del tempo per ricostruire un clima di fiducia".
In che senso?
"Dopo lo scandalo dei diamanti la L…
Zingaretti è l'uomo giusto?
"Quando prendi una scoppola come quella del 4 marzo è chiaro che devi cambiare. A Matteo continuo a voler bene anche se ora è un po' che non lo sento. Resto convinto che abbia avuto dei meriti che ora non gli vengono riconosciuti. Oggi siamo in un'altra stagione e mi sembra che Zingaretti possa fare bene. Certo, non sarà facile. Ci vorrà del tempo per ricostruire un clima di fiducia".
In che senso?
"Dopo lo scandalo dei diamanti la L…
"Continuo a voler bene a Matteo Renzi ma Nicola Zingaretti lo voterei. Ho avuto modo di conoscerlo, è una persona molto onesta e conosce il mondo, e poi per ora non è l'unico candidato alla segretaria del Pd?". Oscar Farinetti, l'imprenditore che ha inventato Eataly ed è stato tra i volti simbolo della prima stagione renziana, non disconosce nulla del passato. Ma è convinto che sia arrivato il momento di voltare pagina.
Zingaretti è l'uomo giusto?
"Quando prendi una scoppola come quella del 4 marzo è chiaro che devi cambiare. A Matteo continuo a voler bene anche se ora è un po' che non lo sento. Resto convinto che abbia avuto dei meriti che ora non gli vengono riconosciuti. Oggi siamo in un'altra stagione e mi sembra che Zingaretti possa fare bene. Certo, non sarà facile. Ci vorrà del tempo per ricostruire un clima di fiducia".
In che senso?
"Dopo lo scandalo dei diamanti la Lega è scesa al 4 per cento. Ci sono voluto quattro-cinque anni perché si riprendesse. Ecco, è solo per dire che non sarà una passeggiata rilanciare il Pd. Ma io sono un ottimista di natura e spero che il Pd si riprenda perché il Paese ne ha bisogno e l'area del centrosinistra è molto più vasta di quella che lo ha votato lo scorso marzo. A me interessano i programmi, è da lì che i leader devono ripartire. C'è un'Italia bella che fa cose straordinarie che nessuno racconta. La politica non è poi così importante. Ieri ero a Pistoia, la capitale europea dei vivaisti, 1400 aziende che occupano 10mila addetti. È questa l'Italia che dobbiamo raccontare".
Da dove si riparte?
"Intanto dal linguaggio. Zingaretti mi sembra uno che parla in modo comprensibile a tutti. Bisogna sforzarsi di mantenere un linguaggio diverso. È un periodo di grandi rancori e di parole esagerate. Sono convinto che sia fondamentale non inseguire i tempi che corrono alzando i toni. Bisogna saper parlare dei grandi temi con calma, riscoprendo il valore della leggerezza e anche del sorriso. Alla lunga pagherà".
Non le piacciono i toni della nuova maggioranza di governo?
"Non mi metta in bocca cose che non ho detto. E poi non sono tutti uguali. Giancarlo Giorgetti, per esempio, mi sembra uno che usa toni e parole appropriati quando parla. Ce ne sono anche altri".
Ma torniamo al Pd. Qual è stata la colpa di Renzi?
"Non ho intenzione di distribuire colpe. E poi io sono un imprenditore, non un politico, e le ripeto che non sono affatto convinto che sia solo colpa di Renzi e del suo governo la botta del 4 marzo. Anzi. Però è vero, e io glielo avevo anche detto pubblicamente, che a un certo punto il Pd e il suo gruppo dirigente è diventato "antipatico".
Ora però tocca a Nicola.
"Io, se potrò votare per lui, lo farò. Spero anzi che leader come Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Maurizio Martina e ovviamente Renzi, tutte persone che conosco e stimo, trovino un accordo".
Zingaretti è l'uomo giusto?
"Quando prendi una scoppola come quella del 4 marzo è chiaro che devi cambiare. A Matteo continuo a voler bene anche se ora è un po' che non lo sento. Resto convinto che abbia avuto dei meriti che ora non gli vengono riconosciuti. Oggi siamo in un'altra stagione e mi sembra che Zingaretti possa fare bene. Certo, non sarà facile. Ci vorrà del tempo per ricostruire un clima di fiducia".
In che senso?
"Dopo lo scandalo dei diamanti la Lega è scesa al 4 per cento. Ci sono voluto quattro-cinque anni perché si riprendesse. Ecco, è solo per dire che non sarà una passeggiata rilanciare il Pd. Ma io sono un ottimista di natura e spero che il Pd si riprenda perché il Paese ne ha bisogno e l'area del centrosinistra è molto più vasta di quella che lo ha votato lo scorso marzo. A me interessano i programmi, è da lì che i leader devono ripartire. C'è un'Italia bella che fa cose straordinarie che nessuno racconta. La politica non è poi così importante. Ieri ero a Pistoia, la capitale europea dei vivaisti, 1400 aziende che occupano 10mila addetti. È questa l'Italia che dobbiamo raccontare".
Da dove si riparte?
"Intanto dal linguaggio. Zingaretti mi sembra uno che parla in modo comprensibile a tutti. Bisogna sforzarsi di mantenere un linguaggio diverso. È un periodo di grandi rancori e di parole esagerate. Sono convinto che sia fondamentale non inseguire i tempi che corrono alzando i toni. Bisogna saper parlare dei grandi temi con calma, riscoprendo il valore della leggerezza e anche del sorriso. Alla lunga pagherà".
Non le piacciono i toni della nuova maggioranza di governo?
"Non mi metta in bocca cose che non ho detto. E poi non sono tutti uguali. Giancarlo Giorgetti, per esempio, mi sembra uno che usa toni e parole appropriati quando parla. Ce ne sono anche altri".
Ma torniamo al Pd. Qual è stata la colpa di Renzi?
"Non ho intenzione di distribuire colpe. E poi io sono un imprenditore, non un politico, e le ripeto che non sono affatto convinto che sia solo colpa di Renzi e del suo governo la botta del 4 marzo. Anzi. Però è vero, e io glielo avevo anche detto pubblicamente, che a un certo punto il Pd e il suo gruppo dirigente è diventato "antipatico".
Ora però tocca a Nicola.
"Io, se potrò votare per lui, lo farò. Spero anzi che leader come Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Maurizio Martina e ovviamente Renzi, tutte persone che conosco e stimo, trovino un accordo".