Politica

Il pulcino e Pio

Il premier Giuseppe Conte (ansa)
Marziani / Nella devozione che il Premier Conte possiede - e ostenta - per Padre Pio emerge una linea liturgica che fa del Governo del Cambiamento il primo a trazione celeste
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È persino scontato che una Finanziaria con le mani bucate sia stata declamata da un seguace di Padre Pio.
Ma nella devozione che il Premier Conte possiede - e ostenta - per il frate di Pietrelcina emerge una linea liturgica che fa del Governo del Cambiamento il primo a trazione celeste. Almeno nelle intenzioni.
Certo: anche Berlusconi si credeva Unto dal Signore, quando ungeva le Olgettine.

E millanta democristiani prima di lui usavano la fede come cortina fumogena da contrapporre alla Cortina di ferro, lasciando intendere, più che con l'aldilà, poderosi addentellati con l'Oltre Tevere. Perché le vie del Signore erano infinite ma quelle che portavano alla raccomandazione per un posto da usciere risultavano più utili.

Solo che quelli erano esecutivi laici. Pagani, spesso. Laocoontici, ai tempi di Craxi e compagnia danzante. Questo invece è il Governo dei Giusti. Che un po' ci fa, un po' ci è. Come il Forrest Gump che sostiene di guidarlo. Che si mette a favore di carezza vespiana estraendo sornione la medaglietta di San Pio, ben sapendo che in Italia più diffusi settimanali politici sono quelli col religioso pugliese in copertina, a fianco alternativamente di Loredana Lecciso e Belèn Rodriguez.

Ieri Famiglia Cristiana ha pubblicato una corposa intervista a Conte infarcita di supercazzole generiche ("Non serve una democrazia cristiana, serve una democrazia dei cristiani") e un'affermazione di principio collegata direttamente al più ristampato dei santi: "La sua testimonianza è un costante richiamo all'importanza di adoperarsi per il bene comune. Chiunque si assume la responsabilità di gestire la cosa pubblica, deve orientare le sue scelte in questa direzione".

Stefano Benni scrisse che Dio è meglio se non esiste, perché ci fa una figura migliore. Sul fatto che sia esistito Padre Pio non ci sono dubbi. Difficile però che raddoppiare i morti per traversata nel Mediterraneo sia adoperarsi per il bene comune, o secondo i precetti di quel Papa Francesco che Conte ha citato, nella stessa intervista, con grande ardore. Ci fu un tempo in cui i grillini usurparono persino la marcia Perugia-Assisi a scopo di propaganda.

E in cui Alessandro Di Battista, ministro degli Esteri in pectore, tuonava contro la disumanità della sinistra verso i poveri migranti. Poi è partita la concorrenza di Salvini e sono saltate le marcature.
Occhio però a nominare il nome di Pio invano. Pare fosse un tipo piuttosto vendicativo.
 
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