CasaPound, invito al dem Realacci. E lui: "Vado al loro convegno, io mi confronto"
Paolo Berizzi , di PAOLO BERIZZIL'ex deputato Pd e presidente onorario di Legambiente parteciperà a un'iniziativa dei "fascisti del terzo millennio"
E il Pd andò da CasaPound. L'onere - l'onore non è dato sapere - tocca a Ermete Realacci, già deputato dem di lungo corso (ex Margherita), presidente onorario di Legambiente e di Fondazione Symbola, "movimento culturale" che spinge sui tasti della green economy. Succede che i "fascisti del terzo millennio" organizzano un convegno intitolato "Ambiente e lavoro: dall'Ilva alla green economy", e tra i partecipanti, il 17 ottobre a Roma, nei saloni di Palazzo Firenze, ci sarà lui, Ermete, dal greco Ermés che significa "annunzio". E in effetti può suonare come una sorpresa la presenza stessa di Realacci. Per molti, ma forse non per lui. "Mi confronto con tutti", rispose serafico l'ambientalista di Sora quando nel 2014 finì sotto una pioggia di critiche per avere accettato l'invito a una manifestazione (sempre roba di ambiente) del Grande Oriente d'Italia. Prima i masso…
E il Pd andò da CasaPound. L'onere - l'onore non è dato sapere - tocca a Ermete Realacci, già deputato dem di lungo corso (ex Margherita), presidente onorario di Legambiente e di Fondazione Symbola, "movimento culturale" che spinge sui tasti della green economy. Succede che i "fascisti del terzo millennio" organizzano un convegno intitolato "Ambiente e lavoro: dall'Ilva alla green economy", e tra i partecipanti, il 17 ottobre a Roma, nei saloni di Palazzo Firenze, ci sarà lui, Ermete, dal greco Ermés che significa "annunzio". E in effetti può suonare come una sorpresa la presenza stessa di Realacci. Per molti, ma forse non per lui. "Mi confronto con tutti", rispose serafico l'ambientalista di Sora quando nel 2014 finì sotto una pioggia di critiche per avere accettato l'invito a una manifestazione (sempre roba di ambiente) del Grande Oriente d'Italia. Prima i massoni, adesso i camerati.
Il nome di Realacci, che nei primi anni '70 aderì al Movimento di animazione cristiana (MAC), spicca sulla locandina con il programma della giornata, ovviamente ben visibile la tartaruga nera dei promotori. Sullo sfondo i camini dell'Ilva che sbuffano, in primo piano invece le spighe di grano e cioè il richiamo alle spighe identitarie di Sovranità, il contenitore politico lanciato da Iannone &co che nel 2014-2015 sancì l'alleanza sovranista tra CasaPound e la Lega di Salvini. Tra i relatori del convegno, oltre a Realacci, figurano il deputato salviniano Alessandro Benvenuto, attuale presidente della commissione ambiente della Camera, la forzista Vincenza Labriola (stessa commissione), il professor Giampiero Joime e il padrone di casa, Simone Di Stefano, segretario di CasaPound Italia. Per la serie: c'erano una volta i verdi. Legambiente Lombardia ha chiesto al presidente onorario dell'associazione di ripensarci.
Ma Realacci tira dritto: "Confermo la mia presenza. Anche se appartengo a una generazione per la quale con i fascisti non ci si sfidava nei dibattiti, io in trent'anni non ho mai rifiutato un confronto. Con nessuno".
Il nome di Realacci, che nei primi anni '70 aderì al Movimento di animazione cristiana (MAC), spicca sulla locandina con il programma della giornata, ovviamente ben visibile la tartaruga nera dei promotori. Sullo sfondo i camini dell'Ilva che sbuffano, in primo piano invece le spighe di grano e cioè il richiamo alle spighe identitarie di Sovranità, il contenitore politico lanciato da Iannone &co che nel 2014-2015 sancì l'alleanza sovranista tra CasaPound e la Lega di Salvini. Tra i relatori del convegno, oltre a Realacci, figurano il deputato salviniano Alessandro Benvenuto, attuale presidente della commissione ambiente della Camera, la forzista Vincenza Labriola (stessa commissione), il professor Giampiero Joime e il padrone di casa, Simone Di Stefano, segretario di CasaPound Italia. Per la serie: c'erano una volta i verdi. Legambiente Lombardia ha chiesto al presidente onorario dell'associazione di ripensarci.
Ma Realacci tira dritto: "Confermo la mia presenza. Anche se appartengo a una generazione per la quale con i fascisti non ci si sfidava nei dibattiti, io in trent'anni non ho mai rifiutato un confronto. Con nessuno".