Politica

Manovra, il Pd attacca: "Ci porta fuori dall'euro. Ed è il più grande condono della storia"

Il segretario del Pd Martina con i capigruppo Delrio e Marcucci (agf)
Nel mirino dei dem soprattutto la sanatoria. "Siamo pronti alla mobilitazione nazionale. L'effetto di questi provvedimenti sarà un aumento delle tasse di 4 miliardi", dice il segretario Martina. Tajani, Forza Italia: "Cifre irrealistiche. Difficile che l'Europa dica di sì"
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Parlano di una manovra "pericolosa" che ci "porta fuori dall'euro". I vertici del Pd - il segretario Martina, i capigruppo alla Camera e al Senato Delrio e Marcucci - organizzano una conferenza stampa a Roma per commentare le linee guida della legge di bilancio. La manovra del governo è "pericolosa e profondamente ingiusta verso i cittadini" perché "mette a rischio il futuro del Paese" con una possibile "uscita dall'euro dell'Italia", è l'esordio di Maurizio Martina. In particolare il segretario dem mette nel mirino il condono fiscale. "È una vergogna - dice - il governo in una notte brucia tutti gli sforzi fatti. Di Maio e Salvini sono due facce della stessa medaglia sono entrati a Palazzo Chigi al grido 'onestà, onestà ', escono con un codicillo per gli evasori. Il più grande condono della storia".

Manovra, Martina: "Gridavano 'onestà', hanno fatto il più grande condono della storia recente"

Secondo Martina l'effetto di questa manovra sarà un aumento delle tasse di circa 4 miliardi. "Nonostante gli annunci le tasse non diminuiranno ma aumenteranno, di 4 miliardi sicuramente", spiega. E annuncia una grande mobilitazione a firma Pd. "Il Partito democratico è pronto a mobilitarsi contro la manovra del governo. In aula dobbiamo costruire le condizioni di un lavoro il più ampio possibile per migliorare i contenuti. Quanto a una iniziativa nel paese - spiega il segretario - non aspettiamo una manifestazione per mobilitarci, lo faremo anche a partire dalle prossime ore. Certo non ci sottraiamo anche a uno sforzo di mobilitazione su altri temi delicati. Abbiamo fatto una grande manifestazione a piazza del Popolo. Siamo pronti a farne un'altra nelle prossime settimane e nei prossimi mesi".

Il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, parla di una manovra "non keynesiana, ma reaganiana". E aggiunge: "Il piano degli investimenti è di poche briciole, mentre c'era un piano strategico a disposizione che è bloccato dalle indecisioni del governo". Il presidente dei senatori, Andrea Marcucci, attacca il mancato taglio degli sprechi: "Non c'è il taglio degli sprechi con cui il M5s aveva promesso che avrebbe finanziato il reddito di cittadinanza. Anche questa è una bugia. Il supporto al lavoro a tempo indeterminato non c'è, non c'è il taglio del cuneo fiscale, non c'è supporto alle imprese".

Ma è all'attacco anche Forza Italia: "Non ci poniamo il problema di quanto potrà durare questo governo, il vero tema è quanto impatterà sul reddito, sui risparmi e sui mutui degli italiani", dice Anna Maria Bernini, capogruppo al Senato. Il numero due di Forza Italia - e presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani - parla di cifre irrealistiche. "Mi sembra difficile che questa manovra possa essere giudicata in maniera positiva dall'Europa".

Critiche anche da Leu. "Non c'è nessuna svolta radicale sul terreno delle politiche economiche nel senso di una redistribuzione. Ancora una volta siamo di fronte a un governo che non ha il coraggio di aggredire le rendite, di andare a prendere i soldi là dove si sono accumulati a danno della grande maggioranza degli italiani", dice il deputato Nicola Fratoianni. E sulla pace fiscale: "È un condono con la firma dei 5Stelle".

 
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