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(afp)

La piazza apre il dopo-Raggi, cittadini e gruppi social contro la “grande monnezza”

In migliaia al Campidoglio chiedono le dimissioni. La sindaca: "È il Pd mascherato, orfano di mafia capitale". Un'altra tegola prima della sentenza su Marra
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Una prima volta c'è sempre. Virginia Raggi è ora sulle labbra di migliaia di cittadini romani assiepati in piazza del Campidoglio. "Roma dice basta": ecco lo slogan della manifestazione, battesimo ufficiale della protesta di strada, ripresa da tutte le televisioni del mondo. Niente partiti né sindacati. Movimento civico nato su Facebook. Una marea di gente senza etichetta che urla sotto il bunker di Palazzo Senatorio: "Dimettiti! Dimettiti!". Sit in contro il degrado urbano e sociale (di cui la morte di Desirée è la più tragica delle testimonianze), contro le voragini stradali, contro gli autobus vetusti che prendono fuoco, gli alberi malati che cadono, contro la "grande monnezza" che umilia la capitale e soffoca i quartieri, centro e periferia. "A casa! A casa! Una buca ti inghiottirà".

Primo segnale di risveglio della città. Non nasce dalla politica ma da sei "cattive ragazze&qu…
Una prima volta c'è sempre. Virginia Raggi è ora sulle labbra di migliaia di cittadini romani assiepati in piazza del Campidoglio. "Roma dice basta": ecco lo slogan della manifestazione, battesimo ufficiale della protesta di strada, ripresa da tutte le televisioni del mondo. Niente partiti né sindacati. Movimento civico nato su Facebook. Una marea di gente senza etichetta che urla sotto il bunker di Palazzo Senatorio: "Dimettiti! Dimettiti!". Sit in contro il degrado urbano e sociale (di cui la morte di Desirée è la più tragica delle testimonianze), contro le voragini stradali, contro gli autobus vetusti che prendono fuoco, gli alberi malati che cadono, contro la "grande monnezza" che umilia la capitale e soffoca i quartieri, centro e periferia. "A casa! A casa! Una buca ti inghiottirà".

Primo segnale di risveglio della città. Non nasce dalla politica ma da sei "cattive ragazze" (Emma Amiconi, Francesca Barzini, Tatiana Campioni, Roberta Bernabei, Valeria Grilli e Martina Cardelli), gruppo civico che ha lanciato a giugno un appello su Facebook raccogliendo oltre ventimila adesioni. Ci voleva il passaggio fisico, l'incontro ("Non basta lamentarsi su una tastiera"). Ed eccoli qui i cittadini che dicono basta. Piazza stracolma, un ricambio continuo di gente che sale e scende dalla scalinata del Campidoglio. Diecimila persone, dicono i promotori e non vanno lontano dalla realtà. Giochi di parole rabbiosi ma ironici nei cartelli: "Roma nun te Raggi più"; "Raggi unfit major", casomai per i turisti (Raggi sindaca inadeguata); "Il vento è cambiato e sa di monnezza"; "Quousque tandem, Virginia, abutere patientia nostra?" (i ragazzi del liceo Lucrezio Caro traducono: Fino a quando, Virginia, abuserai della nostra pazienza?).

Clima civile, in piazza c'è posto per tutti. Un gruppo di destra se ne sta composto e isolato in un angolo. Il nervosismo, semmai, è dei vigili urbani che, per ordine superiore, hanno chiuso l'accesso al Campidoglio dalla parte opposta alla scalinata. Rapido deflusso a rischio, stile Torino, niente mamme con carrozzine, disabili no grazie.

Chissà se lo staff della sindaca sta seguendo dall'alto cosa dice "il popolo" degli incazzati. Certo, per la Raggi, un periodaccio: è alla vigilia di una sentenza che potrebbe toglierle la poltrona per statuto grillino, del referendum radicale sulla liberalizzazione dei trasporti da terzo mondo, è anche reduce dal flop maltempo con le strade allagate e fiumi di rifiuti in libera uscita, con i tifosi del Cska Mosca inghiottiti da una scala mobile debilitata, in ultimo la terribile storia di San Lorenzo, quartiere dove una ragazzina può morire tra le macerie di edifici feudo degli spacciatori. Eppure lei non fa una piega: "È solo il Pd mascherato. Avanti a testa alta. Non mi lascio incantare dalle sirene degli orfani di 'mafia Capitale', da chi vuole il ritorno di Buzzi e Carminati". In piazza c'è la sua perfetta sosia, fascia tricolore, occhiali da sole, testimonial del referendum radicale sulla messa a gara dei trasporti romani (11 novembre prossimo). Dice banalità del tipo: "L'11 novembre non succederà niente. E' San Martino e si mangiano le castagne". La gente ride. Che gente? Borghesia, sussurrano alcuni irriducibili della sinistra-testimonianza. Quasi fosse un reato. Mancano (ancora) le periferie, gli over 40 predominano, ma è pur sempre una piazza che rimanda indignazione ed energia: "Rivogliamo Roma bella, accogliente e tollerante". I politici? Sono stati pregati di venire da privati cittadini. Ci sono Calenda, Stefano Parisi, Beatrice Lorenzin, esponenti del Pd romano, tutti trasparenti. Una coppia di sposi gallesi viene applaudita da migliaia di persone. Sono finiti nella protesta, lei con l'abito lungo e il bouquet, lui con la rosa sul bavero. Deliziati.

Dopo due ore, la gente è ancora lì, il nastro arancione per la città dei lavori in corso usato come bandiera, spilla, mantello. Si chiude sulle note di "Ricominciamo" di Adriano Pappalardo. Di Maio fiuta l'aria e cerca di aiutare: "Al sindaco di Roma dobbiamo dare più potere! Non è un sindaco qualsiasi".