✕

Medjugorje, da Razzi a Salvini quell'eterna rilevanza sulla scena politica

Ascolta l'audio

Storia di un culto ostentato. Così la Madonnina è diventata suo malgrado una icona
3 minuti di lettura
Ottima cosa e degna di ogni rispetto è la devozione mariana, non ci sarebbe neanche bisogno di premetterlo. Sennonché, dopo aver visto in foto il vicepremier Salvini "tenero papà" con i figli sulla spiaggia, e poi portare una rosa a Desirée, e poi sfilare tra la folla a cavallo alla fiera di Verona, e poi sempre nell'ultima settimana avendolo rivisto sotto l'ombrello concionare dal lastrico solare di casa, e poi correre in notturna con la giovane personal trainer sullo sfondo del Colosseo, e quindi imbracciare pensoso un mitragliatore alla fiera di Doha, ecco, francamente viene quasi naturale chiedersi se per caso, o magari per necessità, anche questa sua ultimissima immagine con la Madonnina di Medjugorje in braccio non risponda a esigenze di parassitismo devozionale, appunto.

E nel paese delle Madonne pellegrine e democristiane del 1948, ma anche della Madonnina che tanti anni dopo a Civitavecchia accomunò nel comune sogno…
Ottima cosa e degna di ogni rispetto è la devozione mariana, non ci sarebbe neanche bisogno di premetterlo. Sennonché, dopo aver visto in foto il vicepremier Salvini "tenero papà" con i figli sulla spiaggia, e poi portare una rosa a Desirée, e poi sfilare tra la folla a cavallo alla fiera di Verona, e poi sempre nell'ultima settimana avendolo rivisto sotto l'ombrello concionare dal lastrico solare di casa, e poi correre in notturna con la giovane personal trainer sullo sfondo del Colosseo, e quindi imbracciare pensoso un mitragliatore alla fiera di Doha, ecco, francamente viene quasi naturale chiedersi se per caso, o magari per necessità, anche questa sua ultimissima immagine con la Madonnina di Medjugorje in braccio non risponda a esigenze di parassitismo devozionale, appunto.

E nel paese delle Madonne pellegrine e democristiane del 1948, ma anche della Madonnina che tanti anni dopo a Civitavecchia accomunò nel comune sogno edilizio il vescovo e il sindaco ex comunista, sono dubbi sempre delicati, e per chi crede persino imbarazzanti, ma tant'è.


Dunque Salvini sarà certamente sovraesposto, pure con il suo rosario d'esposizione e i suoi giuramenti in piazza sul Vangelo, ma riguardo a Medjugorje non è il primo e non è il solo configurandosi anzi, quella particolare Madonna nella vita pubblica italiana, come un'icona, un luogo, un crocevia e un'occasione per far parlare di sé, più che come una porta del Cielo - e anche su questo non si emette che un rassegnato sospiro.

Però è anche vero che da ieri, con il contributo del Capitano, la veneranda casistica mediatica si è vieppiù arricchita. Questa data ormai da una dozzina d'anni, quando nell'agosto del 2007 si riseppe che l'ex ministro leghista Castelli, rinnegate le insidie del culto celtico paganeggiante, non solo era asceso alla pietrosa collina delle apparizioni, ma lo aveva fatto "spontaneamente" a piedi nudi: "Per immedesimarmi nel clima di sacrificio del posto".

Qualche anno dopo, d'altra parte, una delle veggenti, Vicka Ivankovic, restituì la visita di una delegazione parlamentare nel villaggio della Bosnia Erzegovina recandosi al Senato, a colloquio con il vicepresidente Gasparri, oltre che con i senatori Quagliarello ed Esposito (vicepresidente Copasir).

Ed è interessante, ma anche enigmatico notare con quale e quanto slancio di fede, talvolta, una società politica e di potere così poco spirituale accolga il richiamo del mistero e del sacro. Da Marianna Madia, per la quale quello a Medjugorje fu "il viaggio della sua vita" al finanziere berlusconiano Ennio Doris che in un programma di Rai2 chiamato Virus (!) ha mostrato e commentato in studio su un grande schermo le foto della sua esperienza: "Sì, lì ero in estasi mistica, quella è Miriana e in quel momento, pochi attimi dopo, ha avuto l'apparizione. Tre anni fa ho assistito anche a un miracolo...".

Vale forse la pena ripeterlo. Nessuno vuole fare qui il Pierino della dissacrazione. Ma per fortuna, e al tempo stesso per disgrazia, l'Italia resta sempre l'Italia, nazione regina della commedia e del melodramma; così è d'obbligo ricordare che nell'estate 2013 anche l'ineffabile Antonio Razzi si recò a Medjugorje inaugurando - ne poteva tener conto l'ubiquo Salvini - l'epopea contemplativa su Facebook, quindi con corredo di foto di lui con famiglia abbracciato ai veggenti, senza contare i commenti, a loro modo formidabili che tali immagini suscitarono, tipo: "Però Anto', quella camicia fa cagare! Con tutti i soldi che ci fotti non te ne puoi fare una decente?". Al che Razzi, con dignitosa e mite fermezza: "Caro Dario, sono in pellegrinaggio mica a una sfilata".


E vabbè. Anche babbo Renzi era ed è molto devoto, e laggiù si recava due volte l'anno. Il giovane Matteo l'aiutava mettere le valigie in auto, anche se poi si è capito da un'intercettazione che quel "giro" di fedeli non gli piaceva per nulla. Nel pieno dell'affaire Consip Tiziano spiegò che certe sue richieste all'ad Marroni riguardano la possibilità di mettere una statua della Madonna di Medjugorje davanti all'ospedale pediatrico Meyer. Infine - e a riprova che nonostante o forse proprio grazie a Paolo Brosio e alla sua inaudita conversione (avvenuta durante un'orgia) - le vie del sacro o di quel che è procedono secondo i più inestricabili paradossi. Per cui si segnala che dopo essere stata spedita al Capo da quei simpaticoni dei dirigenti lombardi di Forza Italia come "pacco regalo" in bikini per il 72esimo compleanno di Berlusconi, una giovane e bella signorina polacca, Ania Goledzinowska, già pierre del Billionaire, ha bruscamente impresso una svolta alla sua vita; e dopo aver fondato l'associazione "Cuori puri" e vive oggi con delle suore a Medjugorje e si veste con gli abiti che le recano in dono i pellegrini. A differenza di Salvini si è astenuta dal reclamare like e cuoricini.