Casa Di Maio a Pomigliano d'Arco, la storia del condono
Conchita SanninoLa ricostruzione della vicenda che riguarda l'abitazione in cui risiede il vice premier
POMIGLIANO D'ARCO - Sanatorie edilizie, il tallone d'Achille dei pentastellati. Il leader del M5S e vicepremier Luigi Di Maio continua a non pronunciare la parola 'abusi' né il termine 'condono' quando parla delle norme salva-abusi per Ischia dal governo infilate nel decreto Genova. Eppure inciampa in un contrappasso quasi plastico. La casa dove risiede a Pomigliano d'Arco - hinterland ad altissima densità di costruzioni fuorilegge e ancora da abbattere - è stata oggetto di condono per opere abusive realizzate in anni diversi. E "perdonate" su istanza di suo padre, il geometra Antonio Di Maio, imprenditore edile, grazie ai condoni dell'85 (legge numero 47) e del 1994 (legge numero 724).
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POMIGLIANO D'ARCO - Sanatorie edilizie, il tallone d'Achille dei pentastellati. Il leader del M5S e vicepremier Luigi Di Maio continua a non pronunciare la parola 'abusi' né il termine 'condono' quando parla delle norme salva-abusi per Ischia dal governo infilate nel decreto Genova. Eppure inciampa in un contrappasso quasi plastico. La casa dove risiede a Pomigliano d'Arco - hinterland ad altissima densità di costruzioni fuorilegge e ancora da abbattere - è stata oggetto di condono per opere abusive realizzate in anni diversi. E "perdonate" su istanza di suo padre, il geometra Antonio Di Maio, imprenditore edile, grazie ai condoni dell'85 (legge numero 47) e del 1994 (legge numero 724).
Tre piani, oggi. Con studiolo panoramico in cima, e poi distinti appartamenti con nuove cubature (camere da letto, tinello, bagni) e balconi e terrazzi che non esistevano. Sono, in tutto, 150 metri quadri fuorilegge. Pratica numero 1840, richiesta depositata nel 1986. Gli ampliamenti risalgono a due distinti decenni.
L'11 ottobre 2006, quando il giovane Di Maio ha vent'anni, al Comune di Pomigliano d'Arco la pratica si chiude, l'amministrazione rilascia la concessione in sanatoria: papà Antonio ha pagato anche quel 'saldo' che aveva dimenticato perché alcuni metri quadri, per banale dimenticanza evidentemente, non erano stati conteggiati. A firmare l'atto è l'architetto Lucia Casalvieri, un'ex collega di Di Maio senior nelle commissioni in cui si occupavano dei condoni degli altri. E, nel frattempo diventata responsabile del servizio Condono del Comune.