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(ansa)

M5s, nuovi attacchi alla stampa. Di Maio: "Nessun passo indietro"

Martedì flash mob di cittadini e giornalisti nelle piazze. Annunziata al ministro Bonafede: “Sono più pennivendola o puttana?”. Il grillino Forello in dissenso: “Basta con gli insulti”
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Un flash mob nelle piazze italiane aperto a cittadini e associazioni per respingere l'assalto del Movimento 5 stelle alla libertà di stampa e al tentativo di scardinare l'articolo 21 della Costituzione. Il giorno dopo l'attacco violento di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista i giornalisti scelgono di ritrovarsi nelle piazze il prossimo 13 novembre per respingere l'ennesimo tentativo della maggioranza di smontare uno dei principi cardine della democrazia: la libertà di informazione e di parola. Dai Cinquestelle nessuna voce fuori dal coro rispetto alle parole sguaiate di sabato quando Di Maio e Di Battista hanno inscenato una gara a chi sparava l'insulto peggiore.

Anzi. "Sono più puttana o pennivendola?", chiede, spiazzandolo Lucia Annunziata al ministro della Giustizia, rilanciando le contumelia di Di Maio e Di Battista. "Non avrei usato quelle parole, ognuno ha il suo stile, ma non mi scandalizzano quei termini, mi scandaliz…
Un flash mob nelle piazze italiane aperto a cittadini e associazioni per respingere l'assalto del Movimento 5 stelle alla libertà di stampa e al tentativo di scardinare l'articolo 21 della Costituzione. Il giorno dopo l'attacco violento di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista i giornalisti scelgono di ritrovarsi nelle piazze il prossimo 13 novembre per respingere l'ennesimo tentativo della maggioranza di smontare uno dei principi cardine della democrazia: la libertà di informazione e di parola. Dai Cinquestelle nessuna voce fuori dal coro rispetto alle parole sguaiate di sabato quando Di Maio e Di Battista hanno inscenato una gara a chi sparava l'insulto peggiore.

Anzi. "Sono più puttana o pennivendola?", chiede, spiazzandolo Lucia Annunziata al ministro della Giustizia, rilanciando le contumelia di Di Maio e Di Battista. "Non avrei usato quelle parole, ognuno ha il suo stile, ma non mi scandalizzano quei termini, mi scandalizzano di più i due anni di fango sulla Raggi", risponde il ministro grillino, annunciando nuove leggi sulla proprietà dei giornali. Minacce rilanciate subito dal sottosegretario Manlio Di Stefano che parla di nuova abrogazione dei fondi pubblici all'editoria. E in serata è lo stesso vicepremier Di Maio a rincarare la dose di insulti. "Quando ce vo ce vo", dice Di Maio, rivendicando gli attacchi del giorno precedente. "Il gioco della stampa ora è esaltare la Lega e far vedere i M5S come degli appestati", si lamenta il vicepremier. Tra i cinquestelle l'unica voce in dissenso è quella del capogruppo al consiglio comunale di Palermo, Ugo Forello: "Io credo che chi ricopre cariche pubbliche non dovrebbe mai insultare nessuna categoria, in particolare quella dei giornalisti, per gli equilibri democratici di un Paese sarebbe bene che queste manifestazioni non avvenissero", dice.

"Se si continua così siamo davvero all'anticamera di una dittatura", avverte persino Silvio Berlusconi che questa volta sembra attaccare l'intero governo giallo verde. "Siamo in una democrazia illiberale e siamo di fronte a un governo pericoloso", dice. Immediata le replica stizzita di Matteo Salvini. "Berlusconi parla addirittura di un rischio di dittatura in Italia? L'Italia con la Lega al governo sarà sempre democratica", replica il leader della Lega liquidando le parole del Cavaliere come quelle di un "frustrato di sinistra, parla come un Renzi, una Boldrini, un Juncker".

A schierarsi in difesa della libertà di stampa è Nicola Zingaretti, vittima a suo tempo degli attacchi grillini. "Chiedete scusa e per cortesia vergognatevi per la vostra aggressività questa volta nei confronti dei giornalisti, siete stai voi che anche a Roma, in occasione dell'avvio di qualsiasi indagine giudiziaria vi siete comportati come iene feroci calpestando la normale dialettica politica e aggredendo con violenza inaudita tutti coloro che erano anche solo oggetto di inchieste con squallide conferenze stampa e sceneggiate", scrive il governatore del Lazio. Sulla sua pagina Fb Zingaretti posta una foto della conferenza stampa di tutto il vertice M5S a Roma con tanto di arance sul tavolo per "festeggiare" anche solo l'apertura di un'inchiesta su un avversario. Nella foto in primo piano ci sono Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. In piedi oltre a Virginia Raggi e Carla Ruocco si intravede Andrea Cecconi.