Pd, Gentiloni appoggia Zingaretti alla segreteria: "Coraggioso, è la maggiore novità"
di MONICA RUBINOL'ex premier a Circo Massimo su Radio Capital: "Se cade il governo, meglio tenersi pronti"
Appoggia la candidatura di Nicola Zingaretti alla segreteria Pd, perché "è coraggioso", ed è "la maggiore novità". Mentre definisce "fantascienza" una candidatura a premier per se stesso. Vede all'orizzonte un "rischio cortocircuito" per l'economia italiana. E la politica di Matteo Salvini nei confronti con l'Europa "non porta da nessuna parte", se non all'isolamento. Questi i temi principali dell'intervista a Paolo Gentiloni, deputato Pd ed ex premier, ospite questa mattina a Circo Massimo, su Radio Capital, condotto da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto.
L'endorsement a Zingaretti
"È stata una scelta coraggiosa di Zingaretti, nessuno si candidava a guidare il Pd. Ha un tasso di novità che è importante in questi casi, maggiore di quello di altri pure validi, che vedremo se si candideranno; se Minniti e Martina si candidano non parlerei mai male di loro, …
Appoggia la candidatura di Nicola Zingaretti alla segreteria Pd, perché "è coraggioso", ed è "la maggiore novità". Mentre definisce "fantascienza" una candidatura a premier per se stesso. Vede all'orizzonte un "rischio cortocircuito" per l'economia italiana. E la politica di Matteo Salvini nei confronti con l'Europa "non porta da nessuna parte", se non all'isolamento. Questi i temi principali dell'intervista a Paolo Gentiloni, deputato Pd ed ex premier, ospite questa mattina a Circo Massimo, su Radio Capital, condotto da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto.
Del resto per l'ex premier "con questi numeri ballerini della maggioranza al Senato, meglio tenersi pronti" a un'eventuale caduta dell'esecutivo gialloverde. "Se cade il governo vedo elezioni. I contraenti del governo nazionalpopulista hanno un comune destino, una distinzione tra parte buona e cattiva di loro al momento è fuori dal mondo", afferma. E conclude: "Se saltano perché non possono mantenere le promesse elettorali è inevitabile andare al voto, anche se naturalmente decide il presidente della Repubblica".