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Paolo Simioni, presidente di Atac 

Dall’Atac all’Anas, ecco il manager in conflitto d’interessi

Il nome 5S è Paolo Simioni, presidente della municipalizzata romana dei bus
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Per i nuovi vertici dell'Anas il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha promesso "forte discontinuità". Parole sue. E quale cambio di rotta più marcato rispetto al passato ci potrebbe essere, rispetto all'arrivo dell'attuale presidente dell'Atac? Dopo il dimissionamento dell'ingegnere romano Gianni Vittorio Armani, forse l'unico capo dell'Anas nella lunga e chiacchierata storia della società pubblica delle strade a uscire di scena senza nemmeno una rogna con la giustizia, il Movimento 5 stelle punta a sistemare su quella poltrona l'ingegnere trevigiano Paolo Simioni. La missione principale, fare marcia indietro sulla fusione fra Anas e Ferrovie dello Stato avviata suo tempo dal governo di Matteo Renzi e perfezionata dall'esecutivo di Paolo Gentiloni.


Tutto depone ora in suo favore, rispetto a un altro candidato: il dirigente interno Ugo Dibennardo. Già braccio destro dell'ex imprenditore Massimo…
Per i nuovi vertici dell'Anas il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha promesso "forte discontinuità". Parole sue. E quale cambio di rotta più marcato rispetto al passato ci potrebbe essere, rispetto all'arrivo dell'attuale presidente dell'Atac? Dopo il dimissionamento dell'ingegnere romano Gianni Vittorio Armani, forse l'unico capo dell'Anas nella lunga e chiacchierata storia della società pubblica delle strade a uscire di scena senza nemmeno una rogna con la giustizia, il Movimento 5 stelle punta a sistemare su quella poltrona l'ingegnere trevigiano Paolo Simioni. La missione principale, fare marcia indietro sulla fusione fra Anas e Ferrovie dello Stato avviata suo tempo dal governo di Matteo Renzi e perfezionata dall'esecutivo di Paolo Gentiloni.


Tutto depone ora in suo favore, rispetto a un altro candidato: il dirigente interno Ugo Dibennardo. Già braccio destro dell'ex imprenditore Massimo Colomban, con stipendio pagato dall'Acea dov'era stato assunto come dirigente, dall'agosto 2017 Simioni è alla testa della scassata municipalizzata dei trasporti pubblici di Roma in concordato preventivo. La sua nomina è stata l'ultimo atto del fondatore della Permasteelisa prima di lasciare l'incarico di assessore alle Partecipate della giunta capitolina di Virginia Raggi, poche settimane più tardi. Pur continuando a mantenere un filo diretto con il ponte di comando della corazzata grillina, dove Colomban è molto ascoltato. E in tale contesto è maturata l'idea di dirottare Simioni all'Anas.


Il presidente dell'Atac esibisce un curriculum lungo come una Quaresima: dalla Intercantieri Vittadello alla Tegola Canadese group, dal gruppo Basso di Treviso alla Centostazioni delle Ferrovie dello stato, dalla Save (la società che gestisce gli aeroporti veneti) al Comune di Roma. Ma nel lungo elenco spiccano soprattutto due incarichi che ricopre ancora, sovrapponendoli a quello di numero uno della municipalizzata di Roma. Simioni è consigliere di amministrazione della Sias del Gruppo Gavio e della I.C.M. del gruppo Maltauro. Due società che sono già finite in circostanze diverse nel mirino dei militanti grillini. Faccenda che però, in questa circostanza, passa decisamente in secondo piano al confronto degli interrogativi che possono sorgere su potenziali conflitti d'interessi.


Attraverso la Sias, Gavio è il secondo concessionario autostradale d'Italia dopo Atlantia, con 1.423 chilometri d'asfalto e un paio di trafori. fra cui il Frejus. Dettaglio niente affatto secondario, perché quel tunnel è al centro di un contenzioso per il controllo della società di gestione (la Sitaf) che oppone il gruppo Gavio, titolare del 49%, all'Anas che invece ha il 51%. In primo grado l'Anas aveva prevalso, ma è stata sconfitta in appello e dovrebbe cedere circa il 20 per cento: quota che vorrebbe rilevare il gruppo Gavio. La questione è tecnicamente assai complessa, ma basti sapere che è in ballo una cifra non lontana da 200 milioni. E il fatto che Simioni sia un consigliere "indipendente" in rappresentanza di Assogestioni e non dell'azionista, non renderebbe la sua eventuale nomina all'Anas meno inopportuna. Tanto più in considerazione del secondo incarico del quale si sta parlando, quello nel consiglio di amministrazione del gruppo Maltauro, però in questo caso non come "indipendente". Quel gruppo imprenditoriale non soltanto è stato uno dei fornitori dell'Anas e lo potrebbe essere in futuro, ma ha pure in piedi tuttora un contenzioso con la società pubblica delle strade. Per un appalto all'Aquila.