Un vicepresidente per blindare la Rai sovranista
Giovanna Vitale , di GIOVANNA VITALEMossa del governo per neutralizzare il ricorso anti Foa: Giampaolo Rossi di Fratelli d'Italia in pole. Il Pd: "Atto illegittimo"
Una forzatura tira l'altra. Non contenti di aver riproposto (ed eletto) alla presidenza della Rai un candidato, Marcello Foa, già bocciato in commissione di Vigilanza, oggi pomeriggio i gialloverdi ci riproveranno a blindare con un escamotage il vertice della tv pubblica. Piazzando come vice il consigliere di Fdi Giampaolo Rossi. Obiettivo: garantire l'impronta sovranista imposta dal governo. Stavolta allargato al partito di Meloni e ai berlusconiani che riescono a sistemare in posizione strategica alcuni uomini di provata fede.
Nell'ordine dei lavori del cda compare, infatti, oltre alla designazione dei nuovi direttori di rete e delle testate giornalistiche sfuggite al primo giro di valzer, anche l'inedita voce: "Nomina del vicepresidente". Incarico sparito da anni dai radar di Viale Mazzini, ma tornato improvvisamente in auge per scongiurare il pericolo di ritrovarsi alla guida della Rai la consigliera piddina Rita Borioni. Ipotesi che potrebbe veri…
Nell'ordine dei lavori del cda compare, infatti, oltre alla designazione dei nuovi direttori di rete e delle testate giornalistiche sfuggite al primo giro di valzer, anche l'inedita voce: "Nomina del vicepresidente". Incarico sparito da anni dai radar di Viale Mazzini, ma tornato improvvisamente in auge per scongiurare il pericolo di ritrovarsi alla guida della Rai la consigliera piddina Rita Borioni. Ipotesi che potrebbe veri…
Una forzatura tira l'altra. Non contenti di aver riproposto (ed eletto) alla presidenza della Rai un candidato, Marcello Foa, già bocciato in commissione di Vigilanza, oggi pomeriggio i gialloverdi ci riproveranno a blindare con un escamotage il vertice della tv pubblica. Piazzando come vice il consigliere di Fdi Giampaolo Rossi. Obiettivo: garantire l'impronta sovranista imposta dal governo. Stavolta allargato al partito di Meloni e ai berlusconiani che riescono a sistemare in posizione strategica alcuni uomini di provata fede.
Nell'ordine dei lavori del cda compare, infatti, oltre alla designazione dei nuovi direttori di rete e delle testate giornalistiche sfuggite al primo giro di valzer, anche l'inedita voce: "Nomina del vicepresidente". Incarico sparito da anni dai radar di Viale Mazzini, ma tornato improvvisamente in auge per scongiurare il pericolo di ritrovarsi alla guida della Rai la consigliera piddina Rita Borioni. Ipotesi che potrebbe verificarsi qualora il Tar, ritenendo fondato il ricorso presentato contro Foa, decidesse di sospenderlo dalla carica: in base allo Statuto, a subentrargli dovrebbe essere proprio la Borioni in quanto consigliere più anziano. Da qui la necessità di insediare Rossi in funzione di vicario. Anche a dispetto del suo profilo controverso: intellettuale della destra più dura, cattolico ultra-tradizionalista, da sempre schierato contro il multiculturalismo, l'ex presidente di Rainet ha conquistato la ribalta per alcuni scritti e tweet molto polemici nei confronti del capo dello Stato. Seguace di Trump, Orban e Putin, tra i suoi bersagli preferiti compaiono Papa Francesco, Obama e Macron, insieme a Boldrini, Fico, Saviano e tutti i "radical chic".
Un atto "illegittimo", secondo il Pd: "La plastica conferma", attaccano Anzaldi e Cantone, "dell'occupazione militare della tv pubblica per mano di Lega e 5S". Sulle barricate pure l'Usigrai: "La Rai avrà un vicepresidente che accusa Mattarella di violare la Costituzione e Saviano di dispensare menzogne; che definisce menzogna il multiculturalismo e parla di omosessualismo indotto", tuona il capo del sindacato interno Di Trapani. Con il presidente della Fnsi Giulietti a rincarare: "Ed è anche la prima volta che presidente, vice e amministratore sono espressi dal governo".
Tant'è che c'è già chi scommette su nuovi ricorsi in arrivo. Il prezzo da pagare all'accordo complessivo sulle nomine, che ha coinvolto direttamente Silvio Berlusconi. A Rai1 sbarcherà infatti la vicedirettrice di Televideo Teresa De Santis, gradita alla Lega, prima donna ad assumere la guida della rete ammiraglia. A Rai2 tornerà Carlo Freccero, gradito ai 5S e fortemente voluto dall'ad Salini: da pensionato, però, sarà costretto a lavorare gratis "e potrà restare solo un anno, che senso ha?", si chiede critico il Pd. A Rai3 verrà confermato Stefano Coletta. Per la direzione di Rai Sport Auro Bulbarelli ha invece avuto la meglio su Maurizio Losa e Jacopo Volpi, mentre a Rai Parlamento l'ha spuntata Antonio Preziosi, in quota Fi. Che riesce a insediare anche Marco Ventura, già portavoce del governo Berlusconi, come portavoce di Foa. Il quale, a capo del suo staff, ha portato Pier Paolo Cotone, capo dell'Ufficio legale Rai da poco in pensione, autore dei pareri che hanno dato il via libera all'elezione bis dopo la bocciatura in Vigilanza.
Nell'ordine dei lavori del cda compare, infatti, oltre alla designazione dei nuovi direttori di rete e delle testate giornalistiche sfuggite al primo giro di valzer, anche l'inedita voce: "Nomina del vicepresidente". Incarico sparito da anni dai radar di Viale Mazzini, ma tornato improvvisamente in auge per scongiurare il pericolo di ritrovarsi alla guida della Rai la consigliera piddina Rita Borioni. Ipotesi che potrebbe verificarsi qualora il Tar, ritenendo fondato il ricorso presentato contro Foa, decidesse di sospenderlo dalla carica: in base allo Statuto, a subentrargli dovrebbe essere proprio la Borioni in quanto consigliere più anziano. Da qui la necessità di insediare Rossi in funzione di vicario. Anche a dispetto del suo profilo controverso: intellettuale della destra più dura, cattolico ultra-tradizionalista, da sempre schierato contro il multiculturalismo, l'ex presidente di Rainet ha conquistato la ribalta per alcuni scritti e tweet molto polemici nei confronti del capo dello Stato. Seguace di Trump, Orban e Putin, tra i suoi bersagli preferiti compaiono Papa Francesco, Obama e Macron, insieme a Boldrini, Fico, Saviano e tutti i "radical chic".
Un atto "illegittimo", secondo il Pd: "La plastica conferma", attaccano Anzaldi e Cantone, "dell'occupazione militare della tv pubblica per mano di Lega e 5S". Sulle barricate pure l'Usigrai: "La Rai avrà un vicepresidente che accusa Mattarella di violare la Costituzione e Saviano di dispensare menzogne; che definisce menzogna il multiculturalismo e parla di omosessualismo indotto", tuona il capo del sindacato interno Di Trapani. Con il presidente della Fnsi Giulietti a rincarare: "Ed è anche la prima volta che presidente, vice e amministratore sono espressi dal governo".
Tant'è che c'è già chi scommette su nuovi ricorsi in arrivo. Il prezzo da pagare all'accordo complessivo sulle nomine, che ha coinvolto direttamente Silvio Berlusconi. A Rai1 sbarcherà infatti la vicedirettrice di Televideo Teresa De Santis, gradita alla Lega, prima donna ad assumere la guida della rete ammiraglia. A Rai2 tornerà Carlo Freccero, gradito ai 5S e fortemente voluto dall'ad Salini: da pensionato, però, sarà costretto a lavorare gratis "e potrà restare solo un anno, che senso ha?", si chiede critico il Pd. A Rai3 verrà confermato Stefano Coletta. Per la direzione di Rai Sport Auro Bulbarelli ha invece avuto la meglio su Maurizio Losa e Jacopo Volpi, mentre a Rai Parlamento l'ha spuntata Antonio Preziosi, in quota Fi. Che riesce a insediare anche Marco Ventura, già portavoce del governo Berlusconi, come portavoce di Foa. Il quale, a capo del suo staff, ha portato Pier Paolo Cotone, capo dell'Ufficio legale Rai da poco in pensione, autore dei pareri che hanno dato il via libera all'elezione bis dopo la bocciatura in Vigilanza.