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(ansa)

Manovra, Fraccaro: “Al Senato la legge di Bilancio cambierà molto"

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento annuncia modifiche: “Sgravi alle imprese, incentivi a chi assume a tempo indeterminato e un piano di piccole opere in tutto il Paese per rilanciare la crescita”
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Sgravi alle imprese, incentivi a chi assume a tempo indeterminato e un piano di piccole opere in tutto il Paese per rilanciare la crescita. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta Riccardo Fraccaro promette: "La manovra al Senato cambierà molto, al di là di reddito di cittadinanza e quota 100". Che però devono partire il prima possibile: "Ha ragione Beppe Grillo, i nuovi dati sulla povertà assoluta ci dicono che il Paese non può aspettare".

La manovra di Bilancio è passata alla Camera, ma è una sorta di guscio vuoto. A parte reddito di cittadinanza e quota 100, cosa introdurrete?
"Innanzi tutto, ci saranno sgravi al costo del lavoro e incentivi per le imprese che fanno contratti a tempo indeterminato. Di questo si sta occupando il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio".

Una sorta di tagliando del decreto dignità?
"Ci saranno tanti interventi per rendere quel decre…
Sgravi alle imprese, incentivi a chi assume a tempo indeterminato e un piano di piccole opere in tutto il Paese per rilanciare la crescita. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento e per la democrazia diretta Riccardo Fraccaro promette: "La manovra al Senato cambierà molto, al di là di reddito di cittadinanza e quota 100". Che però devono partire il prima possibile: "Ha ragione Beppe Grillo, i nuovi dati sulla povertà assoluta ci dicono che il Paese non può aspettare".

La manovra di Bilancio è passata alla Camera, ma è una sorta di guscio vuoto. A parte reddito di cittadinanza e quota 100, cosa introdurrete?
"Innanzi tutto, ci saranno sgravi al costo del lavoro e incentivi per le imprese che fanno contratti a tempo indeterminato. Di questo si sta occupando il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio".

Una sorta di tagliando del decreto dignità?
"Ci saranno tanti interventi per rendere quel decreto sempre più efficace. Poi puntiamo moltissimo sugli investimenti perché crediamo che da lì riparta non solo il Pil, ma anche la fiducia nel nostro Paese. Per questo avvieremo un grande piano di investimenti per aprire cantieri in tutt'Italia. Sul modello spagnolo, che è quello di cui parliamo da anni: ripartire dai territori, dalle tante piccole opere diffuse". 

Il problema sono le grandi opere, necessarie a far ripartire il Paese secondo gli imprenditori che in questi giorni si sono mobilitati per segnalarvelo. Darete risposte?
"Certo, perché come abbiamo sempre detto siamo per le grandi opere utili e contro quelle inutili. Ma il racconto che si fa dei 5 stelle, come un Movimento contro il progresso e contro l'impresa, è falso. Negli ultimi 5 anni abbiamo dato agli imprenditori il frutto dei tagli dei nostri stipendi, questo dovrebbe testimoniare che il nostro spirito è un altro".

Ora bisognerà dimostrarlo con le azioni di governo, non crede?
"Ci sono vari fronti su cui stiamo lavorando. Sono quasi pronte la legge delega sul nuovo codice unico degli appalti e quella che riguarda le modifiche del codice civile. La burocrazia impedisce ai comuni, anche a quelli che avrebbero le risorse, di realizzare le opere in tempi umani. E i tempi biblici dei processi non facilitano l'arrivo di investitori internazionali".

Che tempi ci sono per queste misure?
"Sono leggi delega, quindi due-tre mesi. Entro il primo semestre dell'anno prossimo il governo potrà lanciare entrambe le cose. E la settimana prossima arriverà il decreto semplificazioni per liberare le imprese dalle zavorre".

Ma in manovra ci saranno nuovi fondi sugli investimenti?
"Abbiamo già stanziato 15 miliardi in tre anni rispetto al fondo già esistente. Cassa depositi e prestiti ha annunciato un piano di investimenti di 200 miliardi nei prossimi anni. Adesso si tratta di creare una disciplina di sistema. Avremo anche un piano per il pagamento dei debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti dei privati, è assurdo che falliscano imprese perché la Pa non paga. E anche in questo coinvolgeremo Cdp per pagare nel 2019 il 50% dei debiti".

Tutto questo è oggetto di una trattativa con la Commissione europea...
"Sugli investimenti non c'è trattativa, ma consenso trasversale. L'Europa ce lo sta dicendo da anni".
 
Sul resto sì però, a partire dal deficit. Crede che si arriverà a un accordo o sarà scontro?
"Chi sta portando avanti la trattativa, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è fiducioso e ci sta trasmettendo questa fiducia".

Ma non siete disposti a rinviare quota 100 e reddito di cittadinanza, almeno a giugno?
"Questa settimana sono usciti i dati sulla povertà in Italia, che sono drammatici. Dare risposta a questo fa parte del piano di rilancio che abbiamo in mente per il Paese, perché chi è sotto la soglia di povertà e avrà i soldi del reddito li spenderà subito rilanciando i consumi.
Questo se vogliamo vederla dal punto di vista economico, poi c'è anche una dimensione etica che va recuperata.

La stessa che vi porta a tassare le utilitarie?
"Noi vogliamo incentivare le auto meno inquinanti, non solo quelle elettriche per le quali servono infrastrutture, ma il gpl, il metano. Di Maio ha convocato un tavolo con le aziende del settore per affrontare eventuali criticità".

Non bisognava convocarlo prima?
"Abbiamo lottato per salvare la costituzione e non trasformare il Senato in un museo: se ci sono miglioramenti da fare, il bicameralismo te lo consente".

Anche la manovra, dopo il decreto sicurezza, sembra avere un impianto punitivo contro gli immigrati. E contro le donne. State cedendo alla visione della Lega o l'avete assunta?
"Anche questo è un racconto non veritiero. Ci sono norme che cercano di tutelare i cittadini italiani o che si sono stanziati e stanno contribuendo alla nostra comunità. In generale quello che sta facendo questo governo risponde alla sensibilità del Paese in questo momento storico".

Basta accontentare "la sensibilità" del Paese, qualunque cosa comporti?
"Sugli immigrati sono state inserite norme che garantiscono legalità e maggior controllo, la situazione di prima era inaccettabile. Descrivere un sistema con maggiori regole come razzismo è un problema per chi lo descrive".