Massimo Gilet
di LUCA BOTTURALa presenza di Luca Marsella a Parigi pare confermare che anche in Francia la protesta viene usata come un taxi su cui si avventano interessi grigio-neri
Questo spazietto normalmente si occupa di aprire una scuola di flamenco sull’apparato riproduttivo dei potenti, piccoli o grandi. E gli spunti non mancano mai. Per dire: ieri, Cristiano Ceresani, capo di gabinetto del ministero della Famiglia e già capo ufficio legislativo di Maria Elena Boschi, è andato a Uno Mattina per sostenere che se aumenta il riscaldamento globale è colpa di Satana. Roba che, se fosse vero, basterebbe chiedere di abbassare un po’ le fiamme dell’inferno. Altro che Co2.
Talvolta però anche l’”intelligenza” collettiva dei social merita attenzione. Ieri ad esempio è successo questo: Iman Sabbah, corrispondente da Parigi di Rainews 24, durante una diretta ha intercettato casualmente un tizio col gilet giallo che si aggirava per Parigi brandendo il tricolore italiano. Gli ha chiesto che ci facesse lì, quello ha borbottato due o tre scemenze, fine. Il tizio in questione poteva anche essere …
Talvolta però anche l’”intelligenza” collettiva dei social merita attenzione. Ieri ad esempio è successo questo: Iman Sabbah, corrispondente da Parigi di Rainews 24, durante una diretta ha intercettato casualmente un tizio col gilet giallo che si aggirava per Parigi brandendo il tricolore italiano. Gli ha chiesto che ci facesse lì, quello ha borbottato due o tre scemenze, fine. Il tizio in questione poteva anche essere …
Questo spazietto normalmente si occupa di aprire una scuola di flamenco sull’apparato riproduttivo dei potenti, piccoli o grandi. E gli spunti non mancano mai. Per dire: ieri, Cristiano Ceresani, capo di gabinetto del ministero della Famiglia e già capo ufficio legislativo di Maria Elena Boschi, è andato a Uno Mattina per sostenere che se aumenta il riscaldamento globale è colpa di Satana. Roba che, se fosse vero, basterebbe chiedere di abbassare un po’ le fiamme dell’inferno. Altro che Co2.
Talvolta però anche l’”intelligenza” collettiva dei social merita attenzione. Ieri ad esempio è successo questo: Iman Sabbah, corrispondente da Parigi di Rainews 24, durante una diretta ha intercettato casualmente un tizio col gilet giallo che si aggirava per Parigi brandendo il tricolore italiano. Gli ha chiesto che ci facesse lì, quello ha borbottato due o tre scemenze, fine. Il tizio in questione poteva anche essere uno che aveva forato e vestiva catarifrangente per motivi contingenti. Invece si trattava di Luca Marsella, esponente di Spadapound, leader dei tartafrecciati a Ostia, colui che normalmente prepara la Marcia su Roma scattandosi selfie mentre stacca la foto di Mattarella dall’aula del Consiglio comunale.
La presenza di Marsella a Parigi, così come la cavalcata dei lepenisti sulle legittime istanze dei contestatori, che pure vantano il sostegno di Melenchon e della sinistra, pare confermare che anche in Francia la protesta viene usata come taxi (un mezzo a caso) su cui si avventano interessi grigio-neri, col rischio di:
1) Azzopparla, come accadde coi black bloc, le cui gesta si sovrapposero alle istanze no global a tutto beneficio di chi piazzava le molotov alla Diaz inquinando la dialettica democratica;
2) Cedere la guida della piazza all’estrema destra, per la festa dei sovranisti alla Marsella. Alla Salvini. Alla Trump. Alla Putin. Alla scegliete voi.
Questa è una mia opinione, naïf e ovviamente opinabile. Di certo che, per tornare alla Sabbah, esiste una corrente di pensiero social secondo cui si era portata Marsella da casa per offuscare la presenza della Sinistra in piazza. Detto che la Sabbah è corrispondente da Parigi, quindi “da casa” significherebbe che probabilmente lo teneva in dispensa, va sottolineata la saldatura complottista che passa per un caposaldo: l’astio per chiunque faccia in coscienza il proprio lavoro (magari con le proprie idee) permettendosi addirittura di raccontare quel che gli accade davanti. Un po’ come quando una squadra di calcio va male e invece di prendertela coi giocatori, metti gli striscioni contro i giornalisti. Accomodatevi. Ma mi sa che troviate coda.
Talvolta però anche l’”intelligenza” collettiva dei social merita attenzione. Ieri ad esempio è successo questo: Iman Sabbah, corrispondente da Parigi di Rainews 24, durante una diretta ha intercettato casualmente un tizio col gilet giallo che si aggirava per Parigi brandendo il tricolore italiano. Gli ha chiesto che ci facesse lì, quello ha borbottato due o tre scemenze, fine. Il tizio in questione poteva anche essere uno che aveva forato e vestiva catarifrangente per motivi contingenti. Invece si trattava di Luca Marsella, esponente di Spadapound, leader dei tartafrecciati a Ostia, colui che normalmente prepara la Marcia su Roma scattandosi selfie mentre stacca la foto di Mattarella dall’aula del Consiglio comunale.
La presenza di Marsella a Parigi, così come la cavalcata dei lepenisti sulle legittime istanze dei contestatori, che pure vantano il sostegno di Melenchon e della sinistra, pare confermare che anche in Francia la protesta viene usata come taxi (un mezzo a caso) su cui si avventano interessi grigio-neri, col rischio di:
1) Azzopparla, come accadde coi black bloc, le cui gesta si sovrapposero alle istanze no global a tutto beneficio di chi piazzava le molotov alla Diaz inquinando la dialettica democratica;
2) Cedere la guida della piazza all’estrema destra, per la festa dei sovranisti alla Marsella. Alla Salvini. Alla Trump. Alla Putin. Alla scegliete voi.
Questa è una mia opinione, naïf e ovviamente opinabile. Di certo che, per tornare alla Sabbah, esiste una corrente di pensiero social secondo cui si era portata Marsella da casa per offuscare la presenza della Sinistra in piazza. Detto che la Sabbah è corrispondente da Parigi, quindi “da casa” significherebbe che probabilmente lo teneva in dispensa, va sottolineata la saldatura complottista che passa per un caposaldo: l’astio per chiunque faccia in coscienza il proprio lavoro (magari con le proprie idee) permettendosi addirittura di raccontare quel che gli accade davanti. Un po’ come quando una squadra di calcio va male e invece di prendertela coi giocatori, metti gli striscioni contro i giornalisti. Accomodatevi. Ma mi sa che troviate coda.