Di Maio: "Bene le imprese da Salvini. Da lui le parole, i fatti al Mise". Il vicepremier leghista: "A ognuno il suo"
Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio
Botta e risposta tra i due vicepremier dopo l'incontro del leader leghista con gli imprenditori. Il ministro dello Sviluppo economico: "Non tradisco gli italiani per compromesso con Ue"
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ROMA - "Penso che tutti i ministri abbiamo il dovere di incontrare sempre le imprese. Come ha detto il presidente Boccia, ora ci aspettiamo i fatti e i fatti si fanno al Mise". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, interpellato sull'incontro che ha avuto luogo ieri al Viminale tra il ministro dell'Interno Salvini e i rappresentanti di 15 organizzazioni imprenditoriali.
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"Ieri hanno fatto le parole, i fatti - ha aggiunto - si fanno al Mise. Noi riuniamo domani 30 sigle, ieri c'erano poco più di 10 sigle. Il nostro obiettivo è creare un tavolo permanente che segua il percorso della legge di bilancio e del decreto semplificazione". La novità sarà, ha spiegato "sull'abbassamento dei costi del lavoro" nonché sul "pagamento dei debiti Pa e la sburocratizzazione". Domani si avvierà un "metodo di lavoro" ha concluso.
La replica di Salvini non si fa attendere: "A me interessa la sostanza, io incontro, ascolto, trasferisco, propongo, miglioro poi a me interessa che il governo nel suo complesso aiuti gli italiani. Ognuno fa il suo".
Quanto alle presunte richieste in arrivo dalla Commissione europea su quota 100 e reddito di cittadinanza di cui parlano oggi i giornali, Di Maio commenta: "Sia ben chiaro che sono proposte che presuppongono il tradimento degli italiani e io gli italiani non li tradisco. Bene giungere a un compromesso tra Italia e Ue ma se mi si chiede di tradire le promesse hanno sbagliato persone e governo".
Una battuta Di Maio la riserva anche alla protesta del gilet gialli in Francia: "Mi auguro sempre che anche in altri
Paesi come la Francia quelle proposte (contro l'austerity e per una vita migliore delle persone, ndr) possano essere canalizzate in una soluzione democratica che arrivi a mandare a casa l'establishment che sta danneggiando i diritti delle fasce più deboli".
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Infine il ministro dello Sviluppo economico ribadisce la necessità di tagliare le pensioni d'oro: "Vanno tagliate
su questo non si discute, ribadiremo la nostra posizione al presidente del Consiglio nelle riunioni di maggioranza". E conclude: "Sono sicuro che troveremo una soluzione - ha aggiunto in merito al disaccordo con la Lega su questo tema - perché nessuno è così suicida da voler bloccare il taglio in un momento in cui gli italiani sono arrabbiati".