✕

Pd, il dilemma dei renziani sul candidato. Oggi la scelta. Renzi: "Non sono in corsa e non logorerò chi vince"

Matteo Renzi e Nicola Zingaretti (ansa)
Alle 13 la riunione decisiva. Tra le ipotesi, una candidatura di Guerini, Bellanova, Rosato oppure l'appoggio a Martina. Magari con Boschi presidente. Intanto l'ex premier attacca: "Dovevo ribaltare il Pd, entrarci con il lanciafiamme"
2 minuti di lettura
Un finale da thriller. Le candidature per il Congresso si chiudono mercoledì 12 dicembre alle 18 e l'area renziana non ha ancora scelto chi appoggiare. Dopo il ritiro di Marco Minniti, disturbato anche dalle voci di una scissione da parte dell'ex premier, sono trascorsi giorni senza una precisa strategia.

E oggi, martedì, dovrebbe essere il giorno decisivo. Ci sarà un incontro dei renziani alle 13 a Montecitorio per mettere insieme le ultime tessere del puzzle. Ma intanto Matteo Renzi ha deciso di intervenire con un post su Facebook. Per chiarire che non si candiderà e per garantire che non logorerà il vincitore. Ricordando però polemicamente di aver subìto in passato quel logorio. E lanciando nuovi strali polemici nei confronti del Pd. "Candidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall'…
Un finale da thriller. Le candidature per il Congresso si chiudono mercoledì 12 dicembre alle 18 e l'area renziana non ha ancora scelto chi appoggiare. Dopo il ritiro di Marco Minniti, disturbato anche dalle voci di una scissione da parte dell'ex premier, sono trascorsi giorni senza una precisa strategia.

E oggi, martedì, dovrebbe essere il giorno decisivo. Ci sarà un incontro dei renziani alle 13 a Montecitorio per mettere insieme le ultime tessere del puzzle. Ma intanto Matteo Renzi ha deciso di intervenire con un post su Facebook. Per chiarire che non si candiderà e per garantire che non logorerà il vincitore. Ricordando però polemicamente di aver subìto in passato quel logorio. E lanciando nuovi strali polemici nei confronti del Pd. "Candidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall'interno. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso. Chiunque vincerà il congresso avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io". Quindi attacca: "Il mio errore più grande è stato non ribaltare il partito. Non entrarci con il lanciafiamme come ci eravamo detti. In alcuni casi il PD ha funzionato, in altre zone è rimasto un partito di correnti. Ritengo che le correnti siano il male del partito".



La scorsa settimana era circolata la voce di una discesa in campo, in prima persona, di Matteo Renzi. Che evidentemente ha altre priorità. Molto concentrato, fra l'altro, sul debutto del suo programma, sabato prossimo (oggi ha lanciato il promo su Fb).


Ecco dunque che le ipotesi più accreditate restano due: un sostegno a Maurizio Martina, il principale competitor di Nicola Zingaretti; oppure la scelta della figura di un renziano di stretta osservanza. Sono circolati i nomi di Ettore Rosato e di Lorenzo Guerini, presidente del Copasir, ma nessuno dei due sembra contento della sfida, che appare peraltro difficile (l'ultimo sondaggio dell'Istituto Noto vede Zingaretti in testa con il 41 per cento dei consensi). È spuntata anche l'ipotesi di Teresa Bellanova, ex sottosegretaria al ministero dello Sviluppo, con un passato da sindacalista. 



Le mosse di Martina delle ultime ore sembrano rendere possibile il primo scenario. Il segretario uscente del Partito democratico ha detto ieri che "Renzi può ancora dare un contributo alle sfide del Pd nel passaggio delicato che il partito sta affrontando", ha detto che nei confronti dell'esperienza renziana non ha nostalgie ma non vuole neppure cesure. Una delle ultime voci punta sull'ipotesi di Maria Elena Boschi presidente, nel caso di una vittoria di Martina (ieri peraltro Martina ha lanciato l'ipotesi di una donna presidente). E d'altra parte i renziani e i sostenitori di Martina - da Richetti a Serracchiani - sono stati compatti in una delle più recenti polemiche interne, quelle su una una presunta apertura di Zingaretti ai 5Stelle: tema tornato di attualità dopo un'intervista del numero due del governatore nel Lazio, Smeriglio. 

Il caos è tale, tra ritiri e ipotesi di scissioni, che oggi Carlo Calenda - in un'intervista a Repubblica - ha chiesto di congelare il Congresso affidando a Paolo Gentiloni una presidenza transitoria.  Insomma, il finale di partita per le candidature dem è pieno di incognite. Entro domani sera, forse, una prima risposta.