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(lapresse)

Accuse di Salvini a Hezbollah: Difesa in allarme, governo diviso

Il vicepremier: "Sono terroristi islamici". Poi cancella un tweet. Trenta preoccupata per la missione in Libano
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GERUSALEMME. È un blitz, tenuto coperto per ore. Matteo Salvini appena sbarcato con volo di Stato a Tel Aviv per la sua prima missione da vicepremier in Israele viene "prelevato" dai militari dell'esercito di Netanyahu. Inizia una missione nella missione che scatenerà un incidente diplomatico. Succede che il ministro dell'Interno, cappellino dell'Aeronautica italiana in testa, viene portato per due ore dagli alti militari israeliani in elicottero al confine di guerra tra Israele e Libano. Poi, viene condotto tra l'altro in visita in uno dei tunnel costruiti dagli Hezbollah per attaccare i territori israeliani.

Il premier Benjamin Netanyahu - che riceverà questa mattina Salvini - ha voluto che il leader dello schieramento sovranista che da maggio avrà un suo peso nel futuro Europarlamento si rendesse conto di persona di quale sia il vero fronte caldo per Israele. Non solo i territori palestinesi, ma le insidie di Hezbollah dal Liba…
GERUSALEMME. È un blitz, tenuto coperto per ore. Matteo Salvini appena sbarcato con volo di Stato a Tel Aviv per la sua prima missione da vicepremier in Israele viene "prelevato" dai militari dell'esercito di Netanyahu. Inizia una missione nella missione che scatenerà un incidente diplomatico. Succede che il ministro dell'Interno, cappellino dell'Aeronautica italiana in testa, viene portato per due ore dagli alti militari israeliani in elicottero al confine di guerra tra Israele e Libano. Poi, viene condotto tra l'altro in visita in uno dei tunnel costruiti dagli Hezbollah per attaccare i territori israeliani.

Il premier Benjamin Netanyahu - che riceverà questa mattina Salvini - ha voluto che il leader dello schieramento sovranista che da maggio avrà un suo peso nel futuro Europarlamento si rendesse conto di persona di quale sia il vero fronte caldo per Israele. Non solo i territori palestinesi, ma le insidie di Hezbollah dal Libano, ritenuto avamposto del nemico acerrimo: l'Iran. Salvini resta impressionato, racconterà. Si trasferisce a Gerusalemme e prima di incontrare il patriarca cattolico Pizzaballa, posta il suo poco diplomatico endorsement. "Chi vuole la pace, sostiene il diritto all'esistenza ed alla sicurezza di Israele. Sono stato ai confini col Libano, dove i terroristi islamici di Hezbollah scavano tunnel per attaccare il baluardo della democrazia in questa regione. Onu e Ue facciano la loro parte".

Trascorre appena un'ora e da "fonti vicine" al ministero della Difesa e al comando italiano dell'operazione di pace Unifil in Libano trapelano "preoccupazione e imbarazzo" per la definizione di "terroristi islamici" degli Hezbollah che mette "in difficoltà i nostri uomini impegnati proprio a Sud nella missione Unifil". Il riferimento è alla missione guidata da agosto dall'italiano Stefano Del Col. La linea tenuta dal governo italiano, ricorda il dicastero che fa capo a Elisabetta Trenta, "è sempre stata riconosciuta nell'area come super partes, vicino a Israele e al popolo libanese". Linea che nell'arco di un pomeriggio, è la sostanza, il ministro dell'Interno avrebbe stravolto. È un duro attacco che ha l'immediata copertura politica del Movimento. Di Maio manda "un abbraccio ai militari della missione" e si schiera con Trenta. Il loro sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano rincara: "La geopolitica è materia complessa, serve competenza". Insomma volano gli stracci. "Salvini è un leone da tastiera", attacca il Pd.

Il segretario della Lega incontra il ministro della sicurezza israeliano all'hotel King David, poi i giornalisti e passa al contrattacco. Premette che ha "stima per il lavoro dei nostri militari" ma "a casa mia i terroristi si chiamano terroristi: non capisco lo stupore per la definizione di Hezbollah". La collega Trenta? Non ha intenzione di chiamarla. E si rifiuta di aprire anche il fronte del trasferimento dell'Ambasciata italiana da Tel Aviv a Gerusalemme pur sostenuto anni fa sulla scia di Trump: "Faccio il ministro dell'Interno di un governo di coalizione e non degli Esteri, al momento non è in agenda".

Nel pomeriggio era riuscito ad evitare un altro incidente diplomatico solo cancellando al volo un selfie: a bordo di un elicottero e con uno dei piloti israeliani ben visibile. La prima giornata l'ha chiusa alle 22, in raccoglimento al Muro del Tempio. Kippah in testa, dice: "Questo muro appartiene a tutti. Mi dà un senso di spiritualità. Prego, ne ho bisogno".