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(agf)

M5S in crisi, tornano Grillo e Dibba. Urge rilancio su ambiente ed europee

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L'ex deputato rientra in Italia il 24 e subito ci sarà un "ritiro natalizio" con Di Maio. Il Garante sempre più presente. Fico: sì a Global compact e patto sul clima
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Come un messia venuto a salvare il Movimento 5 stelle dalle sue tribolazioni, la perdita di identità, il calo di consensi, i contrasti con la Lega, Alessandro Di Battista - che non sa cosa sia l'understatement - tornerà in Italia la notte del 24 dicembre. A una fan che esultava per la foto su Instagram con i passaporti in mano e chiedeva: "Torni?", ha risposto "Non ancora...", ma la suspense è quasi finita e per Dibba è già pronto, come ha rivelato ieri l'Adnkronos, un "ritiro natalizio" con Luigi Di Maio. Ufficialmente, per studiare le mosse elettorali in vista delle europee. Dove i 5 stelle presenteranno liste che saranno un misto tra iscritti e società civile, con gran dolore degli eurodeputati uscenti.

Il ruolo. Da mesi, i parlamentari M5S si chiedono: "E ora, cosa farà Di Battista?". L'ex deputato M5S ha negato di volersi candidare all'Europarlamento. È un ruolo nel pa…
Come un messia venuto a salvare il Movimento 5 stelle dalle sue tribolazioni, la perdita di identità, il calo di consensi, i contrasti con la Lega, Alessandro Di Battista - che non sa cosa sia l'understatement - tornerà in Italia la notte del 24 dicembre. A una fan che esultava per la foto su Instagram con i passaporti in mano e chiedeva: "Torni?", ha risposto "Non ancora...", ma la suspense è quasi finita e per Dibba è già pronto, come ha rivelato ieri l'Adnkronos, un "ritiro natalizio" con Luigi Di Maio. Ufficialmente, per studiare le mosse elettorali in vista delle europee. Dove i 5 stelle presenteranno liste che saranno un misto tra iscritti e società civile, con gran dolore degli eurodeputati uscenti.

Il ruolo. Da mesi, i parlamentari M5S si chiedono: "E ora, cosa farà Di Battista?". L'ex deputato M5S ha negato di volersi candidare all'Europarlamento. È un ruolo nel partito, quindi, quello che dovrebbe avere adesso (sempre che non decida, come pare abbia minacciato, di partire per un nuovo lungo viaggio e nuovi reportage). Nelle riunioni delle ultime settimane si è spesso parlato di una funzione di coordinamento delle attività dei ministeri guidati dai 5 stelle. Un incarico al tempo stesso di supervisione e comunicazione. Il timore, però, è che sembri un ripiego. Perché il sogno dei suoi "seguaci" - tra cui si contano non pochi parlamentari - sarebbe un rimpasto di governo con Giovanni Tria fuori dal ministero dell'Economia e Paolo Savona al suo posto, sostituito agli Affari europei da Enzo Moavero Milanesi. Con la Farnesina libera per il gran ritorno. "La Lega non lo permetterebbe mai, e nemmeno Mattarella", sospira uno dei dirigenti M5S.

Il pressing di Fico. Non c'è solo Di Battista - il cui ultimo commento su Facebook riguarda i gilet gialli - a ricordare al Movimento le battaglie fondative e a indicare una via ben diversa da quella cui portano i continui compromessi con la Lega. A In mezz'ora Roberto Fico ha lanciato messaggi chiarissimi. Il presidente della Camera invita chi riveste ruoli istituzionali "a usare un linguaggio responsabile perché quando parliamo di immigrazione parliamo di persone in estrema difficoltà" (ogni riferimento a Matteo Salvini è puramente voluto). Rimprovera al sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti le parole sul reddito di cittadinanza, invita tutto il Movimento, e il governo, a dire sì sia all'accordo sul clima che al Global Compact dell'Onu sulle migrazioni, resistendo a sirene trumpiane che vanno in direzione opposta. Dice con Forza no alla Tav e dice, anche, che il Movimento Cinquestelle deve andare nei territori di Tap e Terzo Valico a spiegare le ragioni di quei tradimenti.

Global Compact. Ma non ci sono solo le origini. Perché per quanto la posizione sui migranti presentata in campagna elettorale fosse un compromesso che teneva conto dell'anima di sinistra, le convinzioni al riguardo di Grillo e Casaleggio sono state messe nero su bianco anni fa: non opporsi alle migrazioni porta a risultati da zero virgola. Anche su questo Fico è netto: "Non ci facciamo dettare chi siamo dai sondaggi". Ma Di Maio è sempre stato più incline a fare la faccia feroce, così, sebbene la discussione sull'adesione al Global Compact alla Camera sia prevista per domani, i 5 stelle non hanno ancora deciso cosa fare. Salvini chiede di non aderire, il premier Conte ha spiegato perché sarebbe necessario farlo e ha auspicato libertà di coscienza, la via di uscita potrebbe essere una mozione di maggioranza volta solo a prendere tempo.

Grillo e il clima. Quanto al clima, i 5 stelle non possono permettersi altri passi indietro. Grillo ieri a Roma ha voluto incontrare ministri, sottosegretari e capigruppo per cercare probabilmente di capire da loro "dove stiamo andando", come chiedeva in un surreale video il 5 dicembre. Ma l'invito del fondatore è stato disertato dai ministri Alfonso Bonafede e Danilo Toninelli, fuori Roma per altri impegni. Riccardo Fraccaro è passato al volo prima di correre al vertice di governo. Luigi Di Maio ha promesso di raggiungerlo nella notte, perché alle sette e mezza di sera era già alle prese con Matteo Salvini. E insomma, tra un buffet in piedi fatto di tartine e addobbi natalizi classici come fiocchi rossi e palle dorate, la terrazza coperta al quinto piano dell'hotel Forum era meno affollata del previsto. E la musica del pianoforte aveva un che di nostalgico, in confronto al trenino in discoteca della settimana scorsa. C'era Davide Casaleggio, "mi è rimasto solo lui", aveva detto il fondatore ironico sul palco del Circo Massimo a ottobre. È tornato a farsi sentire però. E un post al giorno, lo dedica al clima, all'inquinamento, all'economia circolare, alle auto che devono sparire, alla Tav. L'addio all'ecotassa, è solo l'ultima delle cose che non gli sono piaciute.