Politica

Pd, il caso Umbria: boom di votanti alle primarie che incoronano segretario Bocci, vicino alla governatrice

Gianpiero Bocci con Catiuscia Marini 
In controtendenza rispetto alle difficoltà del partito democratico a livello nazionale, nella regione governata da Catiuscia Marini vanno ai gazebo 20mila simpatizzanti. Sconfitto Verini, il veltroniano che però aveva un sostegno trasversale tra i dem
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Ce l'ha fatta Gianpiero Bocci, l'ex sottosegretario appoggiato dalla governatrice Catiuscia Marini, contro Walter Verini, il veltroniano che aveva un sostegno trasversale tra i Dem. È Bocci il segretario del Pd dell'Umbria.


Però persino lo sconfitto Verini ha ammesso che in questo caso valeva la pena sostenere di "avere perso senza essere sconfitti". In controtendenza infatti rispetto alle difficoltà che il Pd ha dappertutto, con polemiche senza fine e liti nelle primarie per eleggere i segretari regionali -  basta pensare al "caso Sicilia" o al Piemonte - alle primarie di Bocci e Verini domenica scorsa sono andati a votare in ventimila tra simpatizzanti e militanti. Un affollato popolo, tenuto conto che agli ultimi gazebo erano stati 12.500.

"Il più bel regalo di Natale per il Pd nazionale", ha commentato Bocci. Ha ottenuto il 63% dei consensi, in voti assoluti più di 11 mila mentre Verini ne ha raccolti 7 mila.


Però il fatto che nonostante gli scontri nazionali e lo spettro che le primarie del 3 marzo possano rivelarsi un flop, il risultato umbro è niente male. "Straordinario, superiore alle aspettative. Non era facile in una domenica quasi natalizia, e con il brutto tempo.  Abbiamo ritrovato la partecipazione che è il punto di forza della sinistra".  Ha detto Bocci. Il confronto è con il Piemonte, la grande regione che ha voltato le spalle al centrosinistra, se ai gazebo per la segreteria regionale si sono presentati in 13 mila. E nessun candidato ha raggiunto la maggioranza tanto che si andrà al ballottaggio in assemblea.

Bocci ha già fatto sapere che resterà alla guida del partito regionale il tempo indispensabile per fare uscire il partito dalle secche "per poi riconsegnarlo ai nuovi giovani dirigenti". Impresa non facile in una regione in cui il Pd ha perso negli anni Perugia, Terni, Spoleto, Nocera umbra.

"È stata una competizione vera, dura", ha affermato Verini senza mancare la stoccata: "È vero in alcune realtà c'è stata una partecipazione più spontanea, in altre molto meno. Ma è comunque un dato importante". Verini era proprio contro il "sistema umbro" dem che si è battuto. Ha chiesto e chiede cambiamento al vincitore Bocci.
 
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